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Legalizzazione cannabis. Aspetta e spera che già l’ora si avvicina…..
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Comunicato di Vincenzo Donvito
19 giugno 2018 14:33
 
 Il motivetto della canzoncina fascista degli anni ‘30 del secolo scorso per significare le imprese coloniali italiane in Africa, sembra proprio che si addica alla politica italiana in materia di droghe. Aspettare, sperare, tanto... prima o poi accadrà… che la cannabis (e le droghe oggi illegali più in generale) avranno un loro posto nelle normative quotidiane e nella farmacopea ufficiale. Il nostro Paese non brilla in materia. Sembra archeologia storica ricordare come negli anni ‘70 del secolo scorso quel benefico matto di Marco Pannella riuscì ad avere una vittoria popolare su un referendum che ne chiedeva la legalizzazione. Archeologia, tra l’altro, che al momento nessun libro di storia ha l’ardire di far studiare agli attuali studenti.
E’ di oggi il voto del Parlamento del Canada che, primo Paese tra quelli del G7, ha approvato la legalizzazione a tutto tondo della cannabis (il testo di legge ora deve tornare in Senato per alcuni aggiustamenti). Così come è di oggi la notizia che anche quel pachiderma della Nazioni Unite sta cominciando a prendere in buona considerazione la modifica dei trattati internazionali in materia, uno dei maggiori ostacoli ostentati – abbastanza come scusa – dagli abituali timorosi che non hanno mai il coraggio di prendere un’iniziativa, anche se sotto casa devono fare la gimcana tra gli spacciatori o anche se una qualche persona vicina gli è schiantata per overdose.
La lista dei legalizzatori comincia ad essere nutrita, a partire dai vari Stati degli Usa (California in testa), fino alle diffuse e avanzate politiche in materia in corso anche in diversi Paesi dell’Unione Europea.
In Italia, uno dei due partiti che formano la maggioranza di governo, il M5S, non è estraneo a posizioni legalizzatrici, nazionali, locali e regionali, ma è stato molto attento a non inserire nulla in materia nel suo contratto di governo con la Lega di Matteo Salvini. Comprendiamo perché, anche se non siamo d’accordo. Infatti per noi la legalizzazione è una delle priorità, e crediamo che chi dica il contrario - pur in qualche modo (teorico) essendo legalizzatore – non si esprime e non fa nulla (cioé fa a vantaggio del disastro economico, sanitario e sociale del proibizionismo) per puro opportunismo. Uno dei tanti casi in cui questo opportunismo serve a riempire le fosse delle varie vittime dell’attuale legislazione in materia di droghe.
Abbiamo l’impressione che continueremo ad essere spettatori di questo opportunismo, pur continuando ad informare, documentare e declamare come sarebbe meglio per tutti che le leggi fossero diverse.
“Aspetta e spera che già l’ora si avvicina...”? Non ci piaceva per le faccette nere dell’Abissinia, figurati se ci potrebbe piacere oggi per le droghe.

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