testata ADUC
Cannabis light e dissertazioni dei poteri dello Stato
Scarica e stampa il PDF
Comunicato di Vincenzo Donvito
2 febbraio 2019 10:42
 
  Il titolo che abbiamo dato a questa nota nasce dalla convinzione e dalla pratica (nostra in quanto sodali di questo Stato) della separazione dei poteri. Nella fattispecie parliamo del potere giudiziario. Il “casus belli” è quello della procura della Repubblica della città di Macerata (1), procura che si è vista capovolgere dalla Cassazione una sentenza con cui aveva stabilito la non commercializzazione della cannabis light in quanto assimilabile a qualunque altro tipo di quella cannabis che la legge vieta (2). E il procuratore non si è voluto rassegnare auspicando – a ragion veduta, a nostro avviso, malgrado tutto – una pronuncia delle sezioni unite che, nella praticità del dominio della Giurisprudenza rispetto alle norme, equivale a dettato di legge. Abbiamo sottolineato “a ragion veduta” perché ce lo auspichiamo anche noi (3). Ma noi siamo solo dei cittadini attivi e meticolosi, non un potere dello Stato, di quelli che dovrebbero agire sempre in considerazione della propria separatezza dagli altri poteri sempre dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario). Bontà, consapevolezza e responsabilità civica vorrebbero che, soprattutto il potere giudiziario, stesse in disparte quando al proprio interno le pronunce sono contrapposte. Stiamo “spaccando il capello in quattro parti”? Sì se fossimo in uno Stato di diritto del “regno di Utòpia”, che per l’appunto non è il nostro dove, invece, abbiamo le pronunce del potere giudiziario che hanno valore di legge, cioè il potere giudiziario è legittimato a sostituirsi al potere legislativo. E’ così! In diversi casi un bene, vista l’atrofia del potere legislativo, specialmente in materia di droghe ma se facciamo un attimo mente locale: è questo che vogliamo, una sorta di “tiriamo a campare” visto che “il convento ci offre solo questa minestra”? No, non ci rassegniamo. Anzi. Avremmo preferito che la procura di Macerata avesse fatto un appello al legislatore (l’altro potere), ma non che avesse rimarcato il dato di fatto dei poteri di strabordamento delle proprie funzioni in quelle legislative.
E’ ovvio che, vista la situazione, a noi ci va bene anche la sentenza a sezioni unite che potrebbe mettere un punto fermo per chi, imprenditori e consumatori del settore, si trovano oggi in una totale incertezza per esser tali. Ma la eventuale sentenza delle sezioni unite della Cassazione sarà prodromica di un intervento del legislatore? Non vorremmo che possa servire solo a mettersi la coscienza in pace e tutto come prima, visto che comunque si tratta di una sentenza e non di una legge: la si può fare valere in giudizio non nell’applicazione quotidiana delle norme.

NOTE
1 - https://www.aduc.it/notizia/cannabis+light+procura+macerata+non+si+rassegna_135445.php
2 - https://www.aduc.it/notizia/cassazione+cannabis+light+lecita+legge+non+vincola_135443.php
3 - https://www.aduc.it/comunicato/legalizzazione+cannabis+balletti+giurisprudenziali_29122.php
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori