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Processo El Chapo a New York. Una finestra sulla violenza del narco
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Articolo di Redazione
16 dicembre 2018 17:42
 
 Il messicano Joaquín Guzmán Loera, El Chapo, non è lo stesso di un mese fa. Dopo ch è entrato completamente perso nella stanza di New York dove è processato per 11 reati legati al traffico di droga che possono portarlo all'ergastolo. Ha alzato semplicemente la mano destra per salutare sua moglie, Emma Coronel, e di tanto in tanto ha girato la testa alla sua sinistra per incontrare lo sguardo di lei. Gli avvocati hanno detto che non stava bene, che le rigide condizioni di isolamento in carcere lo stavano influenzando mentalmente.
Quel vulnerabile Chapo che è stato visto all'inizio è oggi un altro. Lasciare la cella per sei ore, farsi contornare dai suoi avvocati e seguire le vicende raccontate dai testimoni che siedono sul banco, è diventata una terapia per lui. Non è più quella figura inespressiva che si vede nei disegni che ritraggono il processo, l'unica immagine che può essere presa del processo, che durerà circa tre mesi. Ora lo si può vedere mentre medita. Prende appunti costantemente e li discute con la sua équipe di difesa, a cui dà suggerimenti. Conosciamo il protagonista.
Guzmán, 61 anni, è considerato uno dei trafficanti di droga più brutali al mondo. È stato estradato dal Messico quasi due anni fa. L'ex capo del cartello di Sinaloa, che è riuscito a fuggire due volte dal carcere, è il più grande trafficante mai approdato nei tribunali statunitensi. L'accusa cerca di dimostrare che è stata una persona spietata, che ha cercato di fare qualsiasi cosa per arrampicarsi e rimanere alla guida del suo cartello, incluso l'omicidio.
I pezzi del puzzle iniziano a combaciare. L'ultimo pezzo è stato un audio in cui si è sentito negoziare una spedizione con le FARC. L'accusa cerca di dimostrare che è colpevole di una serie di crimini come guidare un'organizzazione criminale, traffico di droga, possesso di armi e riciclaggio di denaro di circa 14.000 milioni di dollari. Ma prima deve convincere i membri della giuria. Deve spiegare chi è Guzman e come ha creato l'impresa criminale che gli ha permesso di spostare tonnellate di droga, lasciando una scia di sangue lungo il suo procedere.
La prima sfida è familiarizzare con i vari criminali. El Chapo era noto ai trafficanti colombiani come El Rápido, per la velocità con cui trasportava le spedizioni di cocaina a Los Angeles. Altri lo chiamavano The Architect, per i tunnel che aveva costruito per far passare la droga. Suo fratello Arturo era El Pollo. Ci sono anche El Pollito e El Pechuga. Il primo manager della sua attività è soprannominato El Gordo e aveva El Licenciado alla sua destra. Mayo era il suo compagno, El Azul il suo mentore e Chupeta il suo principale fornitore di cocaina.
Glossario
Questo tipo di corso intensivo sul traffico di droga include anche il suo dizionario. I trafficker utilizzavano le parole chiave per comunicare nel caso in cui i telefoni fossero stati intercettati. La notte delle spedizioni erano "feste". Gli aeroplani che trasportavano la droga su piste d'atterraggio clandestine, "ragazze". La cocaina veniva chiamata "maglietta" e il denaro veniva chiamato "documento". Un testimone ha fischiato nella stanza per spiegare che era il segnale che tutto era andato bene.
È solo la punta dell'iceberg. La testimonianza dei sette testimoni protetti che hanno sfilato per l’aula - ex partner del narcotraffico o dipendenti che vengono perseguiti negli Stati Uniti e collaborano con le autorità per ottenere benefici penali - per descrivere il trasferimento della droga è scioccante, sia nei dettagli delle tattiche per proteggere le spedizioni come nella violenza a cui hanno fatto ricorso per difendere e consolidare il cartello contro ogni minaccia. Il signore della droga colombiano Chupeta ha detto di aver ordinato l'assassinio di circa 150 persone. Lo ha detto senza battere ciglio, con un tono di orgoglio che ha lasciato perplessi i membri della giuria.
Persino lo stesso Chapo Guzmán è rimasto impressionato dall'aspetto vampiresco di Juan Carlos Ramírez, ex compagno di quelli che non vedeva da più di un decennio. La sua faccia era sfigurata dalle operazioni di chirurgia estetica che erano state fatte per nascondersi. "Ho modificato le mascelle, gli zigomi, il naso, gli occhi, le orecchie e la bocca" haspiegato mentre l'imputato lo guardava stupito. È stato lui a tenere una contabilità per seguire i pagamenti agli assassini per gli omicidi.
Il sanguinario Chupeta ha raccontato con disinvoltura che ha sparato in faccia a un tenente in pensione, a solo un metro di distanza. Fino alla sua agghiacciante testimonianza, il processo si è concentrato su come El Chapo ha iniziato a costruire il cartello con il sostegno di Ismael El Mayo Zambada, l'attuale leader, che rimane in libertà, e Juan José Esparragoza, El Azul. "È impossibile essere leader di un cartello senza violenza", ha detto questo ex capo mentre si riposava e si toccava il mento.
Sicari
La storia dopo, di Jorge Cifuentes J, sembrava uno scherzo. E' stato un altro dei fornitori colombiani della cocaina. Si è offerto di uccidere un traditore mentre era in prigione. Ha provato prima versando cianuro in una delle ciambelle che la sua vittima avrebbe mangiato durante prima colazione. Ma ne ha mangiato solo una, che non era stata avvelenata. Così ha provato gettando un granata nella cella mentre dormiva. Neanche questo ha funzionato: il letto era rimasto integro. "Ho rinunciato," ha detto infine.
Le testimonianze riflettono quanto lontano arriva la violenza nel mondo del traffico di droga. La giuria ha ascoltato Jesús Zambada, un altro ex collaboratore di El Chapo, su come hanno ucciso un altro narco che li aveva traditi, del clan dei Beltran-Leyva. Era stato colpito da così tanti proiettili che è stato quasi decapitato, con la testa che era rimasta attaccata all collo da solo un piccolo giro della pelle. Zambada ha anche detto che El Chapo aveva ordinato di uccidere Rodolfo Carrillo Fuentes perché non gli aveva rivolto il saluto. Fu stato colpito dopo aver lasciato un teatro dove si era recato con la moglie.
Inoltre ha dato indicazioni molto precise riguardo il famoso scontro a fuoco al club Christine, per uccidere l'allora leader del cartello di Tijuana. Il fratello minore di El Chapo, Arturo, si aggiunge alla lunga lista di morti. Come il suo mentore, Juan Jose Esparragoza. "Per fortuna sono vivo", disse Jesus Zambada quando l'avvocato della difesa gli ha chiesto come avrebbe potuto sopravvivere a questa orgia di sangue. Ma il giudice Brian Cogan, ha voluto chiarire all'accusa che il processo è per reati di traffico di droga che coinvolgono un omicidio, non il contrario.
L'accusa ha previsto di chiamare a testimoniare dozzine di altri collaboratori, tra cui i fratelli Flores e Vicente Zambada, il figlio di Ismael Zambada, considerato un testimone fondamentale. El Chapo è tornato in auge ed ha cominciato a guadagnare la ribalta nel proprio processo, che è diventato una finestra per la crudeltà del mondo in cui ha regnato.
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E’ una persona semplice
 Emma Coronel, fedele a suo marito, non ha perso una sola udienza del processo. Le è stato vietato di comunicare con Joaquín Guzmán da quando è stato estradato ed evita di parlare con la stampa in ogni momento. Questa settimana ha rilasciato un'intervista alla rete Telemundo, in cui si lamenta che tutti vedono El Chapo come "chi è già colpevole". La ex-regina di dice che i collaboratori "diranno qualcosa" anche contro di lei per ottenere alcuni benefici carcerari e protezione per le loro famiglie.
Nonostante questo, dice di vedere "molto calmo", "sveglio" e "positivo" il suo compagno, anche se lo nota "un po' più magro". Ripete che i media gli hanno dato "troppa fama" e "non voglio toglierlo dal piedistallo". La Coronel assicura che Guzmán è una persona "umile" e "semplice", e che non l'ha mai visto fare a casa le cose di cui è accusato. Ha ammesso che era molto contento della sua notorietà. Ecco perché lei crede che il processo a Brooklyn aiuterà a riscrivere la sua leggenda. Questo è ciò che il team di difesa spera di ottenere.

(articolo di Sandro Pozzi, pubblicato sul quotidiano El Pais del 16/12/2018)

  Qui gli articoli pubblicati sul processo di New York:

- Si apre a New York il processo al narcoboss messicano El Chapo. Miti e leggende (05/11/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/si+apre+new+york+processo+al+narcoboss+messicano+el_28676.php

- Processo narco El Chapo a New York entra nel vivo. Come i costi lievitano dalla distribuzione al dettaglio (15/11/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+el+chapo+new+york+entra+nel+vivo+come_28729.php

- Processo narcos El Chapo a New York. La metamorfosi dell'arricchito (28/11/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+narcos+el+chapo+new+york+metamorfosi+dell_28803.php

- Processo boss narcos El Chapo a New York. Le testimonianze (02/12/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+boss+narcos+el+chapo+new+york_28825.php

- Processo boss narcos El Chapo a New York. Quanto si è appreso dopo cinque settimane (12/12/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+boss+narcos+el+chapo+new+york+quanto+si_28866.php

- Processo El Chapo a New York. Una finestra sulla violenza del narco (16/12/201\8)
 articolo qui pubblicato

- Processo El Chapo a New York. Il narco è una calamita per i turisti (19/12/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+el+chapo+new+york+narco+calamita+turisti_28905.php

- Processo El Chapo a New York. Il maggior trafficante del narco racconta come lo ha tradito (19/12/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+el+chapo+new+york+maggior+trafficante_28909.php

- Processo El Chapo a New York. La costosa difesa del narco che nessuno sa come verrà pagata (23/12/2018)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+el+chapo+new+york+costosa+difesa+narco+che_28931.php

- Processo narco El Chapo a New York. Riprese le udienze (04/01/219)
https://droghe.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+riprese+udienze_28982.php

- Processo narco El Chapo a New York. Le intercettazioni (09/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+intercettazioni_29007.php

- - Processo narco El Chapo a New York. L’intreccio con sua moglie Emma Coronel e la sua infedeltà (10/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+intreccio+sua_29010.php

- Processo narco El Chapo a New York. Come funzionano le comunicazioni ‘interne’ di un cartello (12/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+come+funzionano_29028.php

- Processo narco El Chapo a New York. Le fughe tra le montagne di Sinaloa (15/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+fughe+montagne_29038.php

- Processo narco El Chapo a New York. Corrotto il presidente messicano? (16/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+corrotto_29040.php

- Processo narco El Chapo a New York. La testimonianza dell’amante e politica dello Stato di Sinaloa (18/01/2019)
https://www.aduc.it/articolo/processo+narco+el+chapo+new+york+testimonianza+dell_29045.php
 
 
 
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