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 ITALIA - ITALIA - Ministero Difesa (!) produce cannabis terapeutica. Privati? Solo se più grossi dello Stato
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Notizia 
12 maggio 2022 18:57
 
Il governo apre alla produzione privata per la cannabis terapeutica ma, per una questione sanitaria, delega il ministero Difesa. Privati autorizzati solo se producono più di quanto oggi, in regime di monopoliio, produce lo stesso ministero Difesa. Appello al ministero Salute per rispetto operatori e utenti.

La carenza di cannabis terapeutica, nonostante produzione e consumo siano autorizzati dal 2016, è un problema. I malati devono affrontare difficoltà perché non c'è materia prima sufficiente e ci sono anche regioni (Calabria, Molise e Valle d'Aosta)  che non hanno un decreto per recepire le direttive del Ministero della Salute che prevedono la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia. I malati, essendo illegale l'autocoltivazione, sono costretti a rivolgersi al mercato nero... con conseguenze giudiziarie dove, dopo sfiancanti procedure, arriva anche l'assoluzione (1), e quindi il riconoscimento di fatto che le leggi che limitano il consumo sono sbagliate.

A fare il punto della situazione è una nota di Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani e Giulio Manfredi dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

Da otto anni la produzione di cannabis a fini terapeutici è soggetta a un monopolio di fatto dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) di Firenze, l’unico soggetto in Italia finora abilitato a produrla. Finalmente lo scorso 4 aprile sul sito del Ministero della Difesa è stata pubblicata la “Manifestazione interesse selezione operatori economici da invitare a procedura ristretta per affidamento del servizio di coltivazione di piante di cannabis da conferire a Stachifarmiles (FI) per fabbricazione medicinali e materie prime farmaceutiche in GMP"

Perché Ministero Difesa si deve occupare di una questione sanitaria?
La prima cosa da eccepire è il fatto che sia il Ministero della Difesa (direttamente parte in causa con lo SCFM di Firenze) ad occuparsi delle procedure amministrative, visto che il problema della produzione e disponibilità per gli utenti di un adeguato quantitativo di cannabis terapeutica è un problema sanitario.
L’art. 17 del D.P.R. n. 309/1990 (Testo unico sulle tossicodipendenze) prevede che chiunque intenda coltivare e produrre cannabis terapeutica deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della Sanità. Inoltre, ai sensi del DM 9 novembre 2015, è il Ministero della Salute, nella fattispecie la Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico – Ufficio centrale stupefacenti, a svolgere, anche in qualità di organismo statale per la cannabis, le seguenti funzioni: a) autorizza la coltivazione delle piante di cannabis da utilizzare per la produzione di medicinali di origine vegetale; individua le aree da destinare alla coltivazione di piante di cannabis e la superficie dei terreni su cui la coltivazione e’ consentita; importa, esporta e distribuisce sul territorio nazionale, ovvero autorizza l’importazione, l’esportazione, la distribuzione all’ingrosso e il mantenimento di scorte delle piante; provvede alla determinazione delle quote di fabbricazione di sostanza attiva di origine vegetale a base di cannabis sulla base delle richieste delle Regioni e delle Province autonome.
Vi è stata una intollerabile delega di fatto di tali funzioni al Ministero della Difesa; addirittura, sul sito del Ministero della Salute non compare nessuna informazione sulla ‘Manifestazione di interesse’ di cui sopra. 

Privati aurorizzati solo se producono più dello Stabillimento militare...
Leggendo poi il documento pubblicato, saltano all’occhio gli ostacoli incomprensibili all’entrata (peraltro già segnalati dalle associazioni di settore): dalla scelta di utilizzare per la coltivazione le lampade al sodio invece che la tecnologia a Led (che permette grandi risparmi e minor consumi di energia elettrica), alla richiesta di una capacità produttiva di 500 kg l’anno quando lo stesso SCFM di Firenze è passato a produrre da 69 chili nel 2017 a 277 chili nel 2021. 

Ridurre importazioni dall'estero e far fronte ad aspettative operatori e utenti
Chiediamo al ministro della Salute un’assunzione di responsabilità adeguata alle aspettative sia degli operatori, sia degli utenti
: ridurre drasticamente le importazioni dall’estero (solo nel 2021 abbiamo richiesto all’Olanda una tonnellata di cannabis terapeutica) consentendo agli operatori privati di dare vita a un mercato nazionale, da sottoporre ad adeguati controlli ma non a irragionevoli ostacoli all’entrata.


1 - qui il caso di Walter De Benedetto, morto in questi giorni, e di Cristian Filippo
 
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