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31 maggio. Giornata senza tabacco e della ipocrisia
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Articolo di François-Marie Arouet
30 maggio 2022 16:29
 
 Il 31 maggio, come ogni anno, si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, indetta dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms).
I dati diffusi per l’occasione sono drammatici: ogni anno muoiono 8 milioni di persone, 93 mila delle quali in Italia.
E quest’anno più degli altri, questa giornata in Italia la possiamo chiamare della “IPOCRISIA”: la Corte Costituzionale ha bocciato con motivazioni prettamente politiche, la richiesta di referendum per legalizzare la cannabis. 

A differenza del tabacco, per il consumo di cannabis non muore mai nessuno.

A differenza della cannabis, per problematiche sociali e politiche correlate al tabacco non muore quasi mai nessuno (1).

Le problematiche letali della cannabis sono tutte dovute al suo status di illegalità, ad essere merce privilegiata della malavita organizzata e dei loro traffici, ad essere merce di scambio della piccola delinquenza, ad essere prodotto illegale attraverso il quale gli spacciatori veicolano le molto più remunerative (per loro) droghe cosiddette pesanti (Mdma, cocaina, eroina, oppioidi vari e derivati).
Il tabacco, nella sua letalità nota e diffusa è socialmente accettato, non così per la cannabis, stigmatizzata anche come merce di scambio politico per chi ritiene di maturare consensi con il proibizionismo.

Siamo nel pieno di una delle contraddizioni della politica, della sanità e della socialità.


1 - Le eccezioni sono rappresentate da quel poco che ancora permane di mercato nero del tabacco.
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