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Russia. Dagli arresti in Italia, i tentacoli della mafia russa: ovunque e soprattutto droghe!
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Articolo di Vincenzo Donvito
18 agosto 2002 20:10
 
Dai cartelli della droga in Colombia al traffico di armi in Africa, passando per i circoli sportivi Usa: il crimine organizzato russo ha esteso i suoi tentacoli in tutto il mondo dopo la fine dell'Unione Sovietica nel 1991. Cosi' come e' dimostrato dallo scandalo dei giochi olimpici invernali del 2002.
L'affaire del padrino russo Alimzhan Tojtajunov, arrestato in Italia lo scorso 7 agosto con l'accusa di aver falsificato i risultati delle gare di pattinaggio artistico nei Giochi di Salt Lake City dello scorso inverno, ha dimostrato la funzione sempre maggiore della mafia russa in ambito internazionale.
Un ufficiale di polizia occidentale che sta svolgendo indagini sul crimine organizzato in Russia, assicura che alcuna struttura criminale e' mai riuscita ad arrivare a cosi' alti livelli di influenza politica. "Alcuni sono multi-milionari e controllano risorse naturali del loro Paese come alluminio e petrolio", grazie alle privatizzazioni degli anni '90. Si tratta comunque di sospetti che trovano spazio sui media russi.
Si cita per esempio il caso di un amico di Tojtajunov, Mijail Tchernoi, nato in Ucraina ed emigrato in Israele, accusato di frode fiscale: con suo fratello Lev era diventato ricco dopo avere creato la Transworld Group (Twg), dedita al commercio di alluminio. Per i loro affari contavano sui buoni rapporti che Tojtajunov aveva con gli ambienti ministeriali dell'ex-presidente Boris Yeltsin.
Quando c'era ancora l'Urss le mafie si arricchivano con il mercato nero. Alla fine del XX secolo, il crimine organizzato controllava il 40% delle imprese private e il 60% di quelle pubbliche (dati ufficiali russi).
Intrattengono affari con chiunque. Ci sono stati mafiosi russi che hanno aiutato Al Qaeda a procacciarsi armi per i ribelli ceceni che combattevano contro i russi", dice Mark Galleoti, esperto della rivista "Jane's Intelligence Review".
La droga e' una fonte importante di guadagno per la mafia russa che, alla fine degli anni '90, secondo il Governo Usa, si alleo' con i cartelli colombiani per il contrabbando di cocaina verso i mercati europei. La droga dell'Afghanistan (il maggior produttore mondiale di oppio), transita frequentemente attraverso le ex-repubbliche sovietiche verso l'Europa.
Nello stesso tempo controllano la tratta delle bianche, essenzialmente donne dei Paesi della ex-Urss o dell'Europa orientale che vengono reclutate per prostituirsi in Europa e Israele.
 
 
 
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