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Messico. Carlos Fuentes: "la chiave e' la depenalizzazione"
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Articolo di Donatella Poretti
2 giugno 2002 22:26
 
Oggi il quotidiano ecuadoriano "El Commercio", pubblica un'intervista di Carla Maldonado allo scrittore messicano Carlos Fuentes, dal sintomatico titolo "La chiave e' depenalizzare la droga".
Interrogato sulle elezioni in Colombia, sul neo presidente Alvaro Uribe e sul futuro di questa nazione, Fuentes risponde: "Non so cosa pensare di Alvaro Uribe. Andres Pastrana non ha comunque posto fine alla violenza. E' un problema che va oltre i nomi e che ha a che vedere con il narcotraffico. Disgraziatamente in Colombia la guerriglia e il narcotraffico si sono uniti per formare la narcoguerriglia. Ma il problema di fondo e' la legalizzazione, o la depenalizzazione della droga. Fino a che questo non averra', ci saranno questi tipi di conflitti, e si aggraveranno. Sono un deciso sostenitore che si depenalizzi o si legalizzi l'uso della droga. E' come per la proibizione dell'alcol negli anni Venti negli Usa. In quell'epoca la risposta fu la nascita delle mafie, che divennero ricche, come Al Capone e i gangster di Chicago, e nessuno smise di bere. Al contrario ci fu una grande attrazione verso l'alcol. Dopo, con l'arrivo di Roosevelt, che tolse la proibizione, non finirono gli alcolizzati, pero' finirono i gangster. Se si depenalizzasse la droga, io credo che i cartelli finirebbero immediatamente, e chi vuol essere tossicodipendente lo sara'. La droga smettera', comunque, di avere il fascino del proibito".
Alla domanda sugli interessi degli Usa, Fuentes accusa duramente: "Loro si oppongono alla legalizzazione della droga, perche' sono interessati. Tutto il denaro della droga passa attraverso le banche Usa e arricchiscono molte persone di quel Paese. Abbiamo sempre saputo chi fossero i capi colombiani o messicani. Ma mai abbiamo saputo a chi arrivava alla fine il denaro, perche' sono compagnie anonime, che stanno dietro a banche e ad imprese molto potenti.
Il Plan Colombia comporta il rischio che la guerra colombiana si estenda ai Paesi vicini?
Potrebbe convertirsi in una guerra se l'impulsivo Bush decidesse per un intervento militare nel nord del Sud America, e sarebbe fatale per noi. Il problema rimane il narcotraffico e come affrontarlo. Solo legalizzando o depenalizzando si viene a capo del problema."
 
 
 
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