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Italia, Tra un ministro "Torquemada" e una ministra da "piccolo mondo antico"
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Articolo di Vincenzo Donvito
19 febbraio 2002 10:27
 
Ministri a confronto.
Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento, dopo una visita alla Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi a Milano, precisa che, rispetto alla politica del Governo in materia di droga, "non si tratta solo di prevenzione, ma di una forte tensione, morale e civile per arrivare a recuperare chi e' caduto nel tunnel della droga". Dopo aver confermato la cosiddetta pari dignita' tra strutture pubbliche e private in materia, il ministro, sull'equiparazione tra droghe leggere e pesanti, ha detto che "non si fa prevenzione se non si educano i giovani alla differenza tra quello che e' lecito, legale, che non fa male rispetto a quello che, pur in gradazione minore, lede l'equilibrio psicofisico di un giovane. L'importante e' fissare un paletto e di li' muoversi. Senza fare, invece, distinzioni speciose fra la pericolosita' piu' o meno spiccata di certi tipi di droga".
Gli fa eco, con esplicite differenze, Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari Opportunita', che intervistata dal quotidiano "Corriere della sera" di oggi precisa: "La devastazione dell'eroina, della cocaina e dell'ecstasy, non e' la stessa cosa della marijuana o dell'hashish: Bisogna distinguere. Bisogna capire. Capire i giovani. Capire qual'e' la profonda differenza tra un ragazzo che si fuma uno spinello il sabato sera cosi' come si beve una birra e chi vive rincorrendo lo sballo perche' non conosce altro modo di divertirsi, di vivere. Non si puo' fare del terrorismo psicologico, e' controproducente. Se si dice ad un ragazzo che lo spinello non e' diverso dal buco, finisce che si fa un buco di eroina con la stessa leggerezza di una sigaretta qualsiasi. Non si puo' parlare di droghe cosi'. Io, per questioni generazionali, mi sento piu' vicina a loro ed e' per questo che, piuttosto che pensare ad una linea di repressione dura, preferisco pormi il problema di come fare a creare in loro stimoli diversi per evitare che cerchino lo sballo a tutti i costi, come unica alternativa. Non si puo' parlare con un ragazzo soltanto con divieti e negazioni. E' necessario moltiplicargli le opportunita', i luoghi di ritrovo la sera. Penso, che so, che si potrebbero tenere aperte le piscine e le palestre la sera, creare piu' spazi per dar luogo alla creativita'. Diffondere sale multimediali, laboratori teatrali. Non condivido, in genere, la rigidita' sui temi sociali".
Ci domandiamo se qualcuno ha mai detto alla ministra che piscine e palestre sono gia' aperte la sera, cosi' come le sale multimediali. Per i laboratori teatrali, poi, ogni paesello di qualunque parte d'Italia ne ha almeno due o tre, figuriamoci le grandi citta' dove, in genere, i giovani si aggregano piu' frequentemente e, scegliendo liberamente di non andare ai laboratori teatrali, si fanno spinelli e di tante altre cose. Non solo, ma quei ragazzi che vanno nei laboratori teatrali, si fanno di spinelli che la ministra non ha idea: pare che le droghe siano un elemento coadiuvante molto diffuso nei luoghi creativi; e non solo dei ragazzi. Ci domandiamo, ancora, se la ministra stia parlando di un piccolo mondo antico di cui ha letto qualcosa sui libri che, da piccoli, ci fanno leggere nell'oratorio, anche li' mentre nell'altra stanza ci sono i piu' grandicelli che si fanno spinelli.
 
 
 
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