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Italia. Le inutili carovane contro la droga
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Articolo di Vincenzo Donvito
14 agosto 2002 14:19
 
Chi e' in vacanza da qualche parte, li avra' notati. Sono i camper e gli spettacoli di una sorta di carovana della campagna di informazione e prevenzione all'uso delle droghe, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La loro presenza nelle varie localita' turistiche e' notata piu' che altro perche' si tratta di spettacoli gratuiti con qualche artista di rilievo che, altrimenti, bisognerebbe pagare per andarselo ad ascoltare. Ad animare questi incontri sono i responsabili di questa o quell'altra comunita' di recupero per tossicodipendenti con affermazioni del tipo "per contrastare la sub cultura dello sballo e dell'eccesso", che fanno da corollario allo slogan nazionale "O ci sei o ti fai. Io voglio esserci".
Questo accade mentre le forze dell'ordine sono impegnate in operazioni di controllo che le stanno portando ad arrestare diversi spacciatori e a sequestrare non poche quantita' di droghe di tutti i tipi. Con la grande novita', per quest'anno, dei molteplici sequestri di piante di cannabis: dal vasetto nella serra autocostruita in casa dal ragazzo per autoproduzione e auto-consumo, a vere e proprie piantagioni con migliaia di piante, in genere mimetizzate in impervie e nascoste zone agricole di proprieta' demaniale.
Questo mentre le indagini statistiche della Ue ci dicono che sono in aumento i giovani consumatori di cannabis, e che il 19% di chi e' tra 15 e 18 anni, consuma abitualmente questo prodotto. Una percentuale che in diversi hanno considerato bassa, ma che, se la confrontiamo con il 31,1% dell'Olanda (dove la cannabis si compra legalmente nei coffe shop) ci sembra altissima. E anche indicativa rispetto al 23% della Francia, dove siamo li' li' perche' si commetta un reato per il fatto stesso di parlare di cannabis; a spiegazione che piu' si vieta e meno se ne parla, piu' si consuma. E in Italia, dove le leggi sono piu' tolleranti di quelle francesi, gira piu' informazione e se ne consuma meno.
La questione droga, quindi, sembrerebbe essere una di quelle al centro dell'attenzione, che domina le politiche di prevenzione e coinvolge tutti gli attori.
Sembrerebbe, appunto.
Ma non e' cosi'. Anzi e' vero il contrario. Siamo in presenza di banale routine, per dire e convincersi che qualcosa viene fatto. I pulmini del Governo "non se li fila nessuno", perche' non portano dibattito e confronto, ma solo parole d'ordine che glorificano i divieti. Con tanto di effetto contrario nella testa di coloro che dovrebbero essere i recettori (quel 19% di consumatori, ripetiamo, non e' un numeretto), e che invece di ordini cercano spiegazioni e convincimenti da raggiungere con proprie speculazioni (altrimenti non sarebbero giovani, ma automi!). Ci sono forse dei confronti con chi sostiene che non e' con il divieto che si fa una campagna di prevenzione? Giammai! Solo propaganda di una posizione ideologica e catastrofista da cui proprio i giovani abitualmente rifuggono. E siccome i consumatori sono in crescita, e queste campagne si rinnovano piu' o meno uguali con il vecchio Governo come con l'attuale (l'inserimento di qualche responsabile di comunita' di recupero per tossicodipendenti nello staff, non ha cambiato granche'), e' evidente che siamo in presenza di una tradizionale iniziativa dove gli unici a guadagnarci sono quelli che vengono pagati per organizzare ed esibirsi, e non coloro che dovrebbero avere un messaggio che stimoli i loro comportamenti.
Se pensiamo a questa inutilita' insieme al notevole dispiego di forze dell'ordine per arrestare spacciatori e trafficanti (stamane per catturare uno spacciatore in Calabria, sono stati utilizzati duecento uomini, 2 elicotteri e unita' cinofile), ci viene anche lo sconforto. Le azioni di polizia dovrebbero servire a creare un terreno favorevole per l'espletamento delle politiche, ma se queste ultime danno risultati contrari .... Quantomeno un dubbio dovrebbe venire. Ma non c'e', perche' se non c'e' confronto, ma solo granitiche certezze da comunicare con la propaganda, si e' solo immobili.
A noi il compito di registrare questo uso inutile di risorse umane e di denaro pubblico. Alle forze dell'ordine il compito di svolgere egregiamente il loro lavoro, ma con la certezza (abbastanza diffusa in tutte le questure d'Italia) di non stare facendo qualcosa di utile. E alla delinquenza l'opportunita' di avere il sempreverde terreno per proporre i prodotti dei loro traffici malavitosi.
 
 
 
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