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Italia. Compagni le canne fanno male, parola de L'Espresso!
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Articolo di Donatella Poretti
9 agosto 2002 17:42
 
"Insomma gli studi neurologici ci impongono di rivedere il vecchio tabu' della sinistra che ha regalato alla "maria" la patina di droga libertaria e non dannosa". Potrebbe essere questa la frase chiave del servizio di copertina, che questa settimana L'Espresso dedica allo "Spinello bruciacervello" (il titolo dato all'articolo di Antonella Fiori).
Una sorta di "contrordine compagni!" diretto esplicitamente alla sinistra. Per rafforzare il richiamo infatti la prima testimonianza scientifica che viene riportata e' quella di Susan Greenfield, titolare della cattedra di Farmacologia Sinaptica della Oxford University, membro non politico della Camera dei Lord, che si e' scagliata contro la proposta del premier britannico Tony Blair di declassificare le droghe "leggere". La Greenfield la definisce prima "un'idea tossica", e poi "una follia". La moderata "autrice di 150 pubblicazioni nel campo sulle riviste scientifiche internazionali piu' prestigiose", cosi' viene descritta da L'Espresso, riassume in una altra frase le sue perle di saggezza: i fumatori di marijuana "stanno facendo saltare i loro cervelli". Gli studi e gli studiosi citati sono moltissimi, forse troppi per trovare spazio in tre sole pagine, di cui la meta' e' occupata da fotografie, tutti tesi, comunque, a dimostrare che il cervello viene interessato dall'assunzione della cannabis, che possono esserci casi di dipendenza psichica, insomma che la definizione droghe "leggere" e' una bufala. Sfatato il mito libertario (?) che gli spinelli non fanno male, si attacca anche l'altra tesi che insidiosamente si sta facendo strada (non solo tra la sinistra), ovvero quella della cannabis terapeutica. Per questo viene sentito l'oncologo Dino Amadori, che dopo aver detto che ci sono altri farmaci che sono piu' efficaci e con effetti collaterali meno dannosi della cannabis per la terapia del dolore, costretto a riconoscere che in alcuni casi si e' dimostrata utile (contro le conseguenze della chemioterapia o per l'epilessia), chiude l'argomento cosi': "a parte il fatto che i casi singoli non hanno nessuna scientificita', ma, in questo caso, sarebbe come dire che bere varechina fa passare l'ulcera. Lei, per guarire, la berrebbe?".
Complimenti a L'Espresso, un servizio che passera' alla storia per la sua scientificita' e per la volonta' di fare chiarezza sull'argomento e non becera propaganda. Verrebbe da chiederci: "se le dicessero che L'Espresso fa informazione, lei lo leggerebbe?"
 
 
 
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