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Italia. Il cavallo che cura
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Articolo di Roberto Nardini
24 luglio 2002 10:34
 
Notevole e coinvolgente l'ennesimo articolo "Grazie ad un cavallo sono tornato a vivere" su San Patrignano e sul ruolo dei cavalli per il recupero dei tossicodipendenti, apparso sul quotidiano "La Nazione" di martedi' 23 Luglio. Non abbiamo niente da obiettare contro le iniziative della famiglia Muccioli per veicolare messaggi in tutti i media della nazione, se non che queste iniziative trovano ampi riscontri a differenza di quelle degli ambienti scientifici. Questi ultimi non riescono a trovare canali per inoltrare le informazioni corrette, quelle che derivano dalle indagini delle esperienze cliniche e dai rapporti della letteratura scientifica. Basti pensare che la SITD (Societa' Italiana Tossicodipendenze), di gran lunga la societa' scientifica piu' accreditata nel campo specifico, e' stata costretta ad acquistare una pagina su Repubblica per contrastare i messaggi accattivanti, ma anche devianti, che noti personaggi per niente aderenti al metodo scientifico, avevano diffuso, ed ancora stanno diffondendo con enorme dovizia attraverso gran parte dei mezzi di informazione di massa.
La tossicodipendenza, per quanto risulta alla comunita' scientifica, e' una grave malattia provocata dalle sostanze di abuso. Una malattia definita nelle sue caratteristiche eminentemente fisiche, "cronica e recidivante", ma che altera profondamente il comportamento degli individui innescando inevitabilmente rilevanti conseguenze di ordine psico-sociale. Come tale, la tossicodipendenza, in special modo quella da eroina, richiede cure intense e di lungo periodo, cure che sono state sottoposte a controlli e ad analisi di interi gruppi di scienziati, di clinici e di ricercatori in tutto il mondo nell'arco degli ultimi 30 anni, per verificarne la fattibilita', la sicurezza e l'efficacia.
Detto questo, nessuno intende negare che a San Patrignano il ruolo dei cavalli possa avere avuto un qualche effetto su alcuni individui residenti in quella realta', ne' che la produzione di vini doc e di altri prodotti di successo sul mercato risulti in un possibile rientro di autostima in personaggi che l'avevano perduta. Fatto sta che a San Patrignano, come del resto in altre realta' similari, le cure non ci sono e la maggior parte degli individui, quelli le cui storie non appaiono sui giornali, vanno a far parte dei reduci sconfitti, rientrati nei Sert per richiedere una cura, un qualche sollievo alle rinnovate sofferenze seguite all'esperienza negativa fatta in una comunita', e non di rado, ripetuta anche diverse volte. Ci vuole coraggio a divulgare un dato drammatico ma indubbiamente vero: alcune fra le comunita' piu' reclamizzate dai media hanno in realta' riempito il paese di reduci sconfitti che rappresentano a volte oltre il 90 per cento degli individui rientrati ai Sert. Questi soggetti non sono rappresentati, come del resto non lo sono le storie di coloro che si curano con successo e che conducono una vita normalissima nello stesso ambiente dove una volta erano vittime della droga.
Tutto questo per dire che i giornalisti, anche prendendo spunto dall'ultimo prestigioso messaggio alle camere del Presidente Ciampi, avrebbero il dovere, ma anche l'interesse, di descrivere le esperienze scientificamente controllate ed in grado di affrontare la "malattia" tossicodipendenza come suggeriscono le esperienze cliniche e le indagini sui materiali scientifici. Non e' peraltro la presenza di San Patrignano che preoccupa il mondo scientifico e degli operatori, quanto cio' che San Patrignano, condizionando pesantemente l'attuale maggioranza di governo, vorrebbe che gli altri facessero o non potessero fare attraverso disposizioni normative che gia' si preannunciano nella politica e nelle intenzioni degli attuali programmatori. Il nostro Gruppo ha svolto un ruolo consistente nell'introduzione, nella diffusione e nel sostegno della clinica delle tossicodipendenze, e porta avanti un'esperienza che vede oltre 250 soggetti beneficiare di quelle cure che alcuni personaggi alla ribalta del mondo dell'informazione e della politica vorrebbero impedire, addirittura per legge. Una visitina alla nostra esperienza potrebbe provocare un titolo altrettanto significativo:

"Grazie ad una cura, sono tornato a vivere"

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