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Ecuador. Ipotesi di introduzione della dose media giornaliera
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Articolo di Donatella Poretti
8 agosto 2002 18:53
 
La legge antidroga del Paese andino e' "monca". Questa sembra essere la conclusione a cui e' arrivato il Consiglio Nazionale per le Sostanze Stupefacenti e Psicotrope (Consep). Pablo Landázuri, consulente legale del Consep, ammette che la legge "semplicemente non e' utile per i consumatori".
La legge 108 del 1990, ovvero la Legge per il Controllo delle Sostanze Stupefacenti e Psicotrope, e' chiara: la detenzione di qualsiasi tipo di droga e' reato penale, ma al tempo stesso il consumo non e' perseguibile penalmente. La soluzione secondo il Consep e' quella di fissare la quantita' per cui, superato il limite si viene considerati spacciatori e sotto semplicemente consumatori. Attualmente questa distinzione di ruoli viene affidata all'interpretazione del giudice, che stabilisce se perseguire penalmente la persona trovata in possesso di stupefacenti, valutando di volta in volta. L'anno passato sono state 62 le persone accusate di traffico per essere state trovate in possesso di meno di sette grammi di marijuana o cocaina. Ecco perche' la proposta del Consep, che verra' discussa a partire dal 15 agosto, prevede di fissare nella legge la quantita' permessa. Da uno a due grammi per cocaina e eroina, e da cinque a sette grammi per la cannabis o la marijuana.
Per certi versi una situazione molto simile all'Italia. La differenza e' che in Ecuador chi si dichiara favorevole all'introduzione della dose consentita, si vede accusato di voler legalizzare le droghe e di far aumentare la loro diffusione!
Il direttore nazionale dell'Antinarcotici, Jorge Vinueza, sostiene infatti che fissare una quantita' equivarrebbe a una "depenalizzazione del possesso delle droghe illegali, e porterebbe ad un aumento della criminalita'". Il coordinatore della "Fundacíon Nuestros Jóvenes", Ricardo Tipán, ritiene che il Paese non sia pronto per liberalizzare il consumo, e crede che porterebbe inevitabilmente a moltiplicare il numero dei dipendenti da droghe pesanti.
Di parere completamente diverso e' Landázuri, che difende la proposta del Consep: "il mondo sta andando nella direzione di legalizzare il consumo, l'acquisto, la vendita delle droghe leggere. Non e' facile per il Paese affrontare il problema del consumo di stupefacenti, ma dobbiamo andare verso questa strada".
Agli antipodi di entrambe le tesi si trova il penalista Enrique Echeverría, che da una parte critica la proposta del Consep perche' "la regolazione e' una cosa non pratica", chiedendosi chi potra' stabilire se uno e' un consumatore o uno spacciatore di piccole quantita'. Per Echeverría infatti la marijuana deve essere legale e libera in qualsiasi fase: dalla produzione al trasporto, dalla detenzione all'acquisto, oltre ovviamente al consumo.
 
 
 
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