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Colombia. Dietro l'attentato terrorista c'e' la coca?
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Articolo di Donatella Poretti
9 febbraio 2003 21:19
 
L'attentato di venerdi' sera 7 febbraio a Bogota', che ha fatto esplodere un palazzo con uno dei locali piu' prestigiosi della citta', "El Nogal", ha lasciato almeno 30 morti e piu' di 200 feriti, alcuni in gravi condizioni, ed ha scosso l'intera Colombia. Nonostante che il Paese sia praticamente in guerra civile da quarant'anni, e nonostante le offensive sempre piu' violente dei gruppi armati illegali (Farc, Eln e Auc in particolare), era dai tempi dell'ondata terroristica del cartello di Pablo Escobar che non si viveva un attentato simile.
E su un punto i primi commenti sembrano essere tutti d'accordo: dietro quella bomba c'e' il narcotraffico e i soldi che lo finanziano.
Il presidente Alvaro Uribe Velez: "oggi piu' che mai dobbiamo ripetere una scelta che con il terrorismo non si puo' giocare. (.) Abbiamo bisogno che il mondo democratico venga in Colombia e venga ad aiutarci a sconfiggere il terrorismo. Abbiamo bisogno che cosi' come si sta prendendo alle Nazioni Unite una decisione sul caso Iraq, il mondo prenda una decisione per aiutare la Colombia. (.) Abbiamo bisogno della tecnologia dei Paesi democratici e delle risorse tecniche, finanziarie e dei sistemi di trasporto, per aiutare le nostre Forze Pubbliche e la Giustizia per sconfiggere il terrorismo. (.) Questa tragedia e' una miscela di droga e violenza. Mentre molto Paesi del mondo tollerano il consumo di droga, tollerano il riciclaggio del denaro, armano questi gruppi violenti, provocano queste tragedie come quella avvenuta a Bogota'".
Cosi', mentre il vicepresidente Francisco Santos, il procuratore generale Luis Camilo Osorio, e la Casa Bianca non hanno dubbi a riconoscere la paternita' dell'attentato alle Farc, i guerriglieri marxisti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, il direttore generale della Polizia, Teodoro Campo, non mostra tanta certezza. "Non e' bene sposare una sola ipotesi. Abbiamo ricevuto molte chiamate. C'e' gente che ha ascoltato e visto alcune cose e che vuole collaborare. Stiamo lavorando per analizzare la validita' di queste informazioni".
La ministra alla Difesa, Martha Lucia Ramirez, ha diffuso un comunicato in cui afferma: "il consumo di cocaina negli Stati Uniti e in Europa sta finanziando gli attacchi contro uomini, donne e bambini innocenti, dei quali siamo testimoni quotidianamente ".
Anche il ministro dell'Interno e della Giustizia Fernando Londoño ha dei dubbi sulla matrice delle Farc: "questo e' troppo sofisticato per essere stato progettato nelle selve del Caguan. (.) Qui abbiamo a che fare con un terrorismo piu' potente. Bisogna guardare anche da altre parti, ma comunque c'e' un'unica fonte, che e' il narcoterrorismo. Arrivi dalle Farc o da un gruppo piu' sofisticato, l'origine e' la stessa".
Londoño poi ha rilasciato un'intervista all'emittente radiofonica "La FM": "sapete di che cosa era fatta la bomba? -si chiedeva il ministro- Delle bottiglie di whisky di contrabbando che compra la gente, del denaro che spendono i cittadini con le famose dosi personali approvate dalla Corte Costituzionale (grazie ad una sentenza della Corte il consumo di stupefacenti e' depenalizzato, ndr), dei dollari del mercato nero che la gente acquista ai cambi clandestini quando deve viaggiare, delle protezioni a favore dei narcos e di tutte le manifestazioni di impotenza e cordialita' con la mafia, la coca e l'eroina . con enti che vigilano sulle loro fortune. Con questi elementi sequestrano, armano truppe per combattere, armano guerriglie e assassinano". E dire che lo stesso Londoño, solo lo scorso 25 novembre aveva anche trovato la soluzione: "il giorno che si legalizzera' la droga, qui il conflitto scomparirebbe in un minuto".
 
 
 
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