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Brasile. Le Farc, Fernandinho e Lula
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Articolo di a cura di Donatella Poretti
29 marzo 2003 18:13
 
Ieri e' stato arrestato il braccio destro di Fernandinho Beira-Mar -il piu' grosso narcotrafficante brasiliano attualmente nel carcere di Maceió, Alagoas- nella favela Rocinha, zona sud di Rio de Janeiro: Alexandre Cândido, detto "o Sombra". Durante l'operazione e' stato arrestato anche un membro delle Farc (Forze Amate Rivoluzionarie della Colombia) identificato come Messina Vidal, detto "Gringo". Di nazionalita' cilena, sembra che il guerrigliero si trovasse a Rio per dare informazioni ai narcotrafficanti del Cv (Comando Vermelho, l'organizzazione di Fernandinho) su armi, esplosivi e tecniche di riscatto.
Le dichiarazioni dell'avvocato di Fernandinho Beira-Mar, Cecília Machado, "Io prendo il denaro dal narcotraffico", pubblicate ieri nel quotidiano brasiliano Jornal do Brasil, hanno portato ad una dura presa di posizione da parte dell'Ordine degli avvocati. Il procuratore generale della Repubblica, Geraldo Brindeiro, ha sottolineato l'assurdita' di tali affermazioni e poi ha aggiunto che "l'avvocato ha l'obbligo di sapere la provenienza del denaro di determinati clienti. Se sa che il denaro e' frutto di un reato, sta incorrendo in un altro reato, che e' la ricettazione". L'avvocato di Fernandinho, in parte ha rivisto le sue dichiarazioni: "Un giornalista mi ha chiesto se ricevevo denaro dal narcotraffico. Sapete che cosa ho risposto? Lei crede che venga da Babbo Natale?".
Ma in queste giornate calde per il Brasile, oggi si aggiunge un altro tassello al quadro gia' preoccupante che vede protagonisti narcotrafficanti e gruppi guerriglieri colombiani: quello di una denuncia del deputato Alberto Fraga. Le Farc, i guerriglieri marxisti colombiani avrebbero finanziato la campagna elettorale del partito del presidente Lula. A dare conto di questa vicenda e' oggi il quotidiano brasiliano "O Globo" nella rubrica settimanale del filosofo Olavo de Carvalho con un pezzo titolato:

"Una denuncia sorprendente".
"Il deputato Alberto Fraga (Pmdb-df, deputato del Distretto Federale per il Partito del Movimento Democratico Brasiliano) ha annunciato, alla Camera, di avere prove contundenti che il Pt (Partito dei Lavoratori) ha ricevuto aiuti finanziari dalle Farc alle ultime elezioni. Fraga vuole che la denuncia venga indagata da una commissione parlamentare d'inchiesta, ed ha gia' iniziato a raccogliere sottoscrizioni in questa direzione.
E' l'accusa piu' grave che qualcuno abbia mai fatto ad un partito politico nel corso di tutta la nostra storia. Le Farc sono una organizzazione rivoluzionaria e criminale, responsabile per la morte di almeno 30 mila colombiani, per il rifornimento massiccio di cocaina in Brasile attraverso il loro socio Fernandinho Beira-Mar, per la continua violazione delle nostre frontiere e, secondo quanto sospettano le autorita' di polizia, responsabili anche dell'addestramento delle bande carioca nelle tattiche da guerriglia urbana grazie alle quali hanno seminato terrore nella citta' di Rio de Janeiro. Se questo gruppo avesse interferito in una elezione in Brasile, l'elezione sarebbe completamente invalidata, e i politici coinvolti nel caso dovrebbero rispondere non solo per reato elettorale, ma per complicita' con il narcotraffico e per avere messo a rischio la sicurezza del Paese.
Tuttavia, ancora piu' sbalorditiva della denuncia e' la totale mancanza di curiosita' dei nostri media, che fino ad ora non hanno posto al deputato Fraga neppure una domanda rispetto alla questione.
Questa indifferenza contrasta del tutto con la vera e propria furia dei reporters quando apparvero i primi indizi di corruzione della presidenza di Collor de Mello, che puo' essere spiegata per l'effetto ammortizzatore che certi pregiudizi politici esercitano, piu' o meno inconsciamente, in merito all'ansia di indagare e alla volonta' di sapere. C'e' inoltre un altro fattore: paragonato alle Farc, "Pc" Farias (Paulo César Farias, era il tesoriere della campagna di Collor, ndr) era a malapena un ladro di galline, ed e' piu' facile essere coraggiosi contro un ladro di galline che contro un esercito di delinquenti armati.
Durante le elezioni, sono stato praticamente l'unico giornalista brasiliano a ricordare agli elettori che Lula era il presidente del Forum di San Paolo, coordinamento strategico del movimento comunista nel continente, nel quale il Pt si era legato in maniera solidale non solo con le Farc, ma anche con altri gruppi criminali, come il Mir cileno (Movimento della Sinistra Rivoluzionario), azionista principale della prospera industria brasiliana dei sequestri. All'epoca, non mi passava neanche per la testa l'idea che Lula (o qualsiasi altro candidato petista, del Pt) potesse o volesse ricevere l'aiuto in denaro da queste organizzazioni, ma gia' il semplice legame politico che li associava mi sembrava garanzia che, una volta eletto presidente, Lula avrebbe avuto le mani legate e non avrebbe potuto fare nulla contro la criminalita' crescente, tranne che bravate evasive e di promesse vuote, esattamente come e' avvenuto fino ad ora.
Se le accuse venissero provate, la classe giornalistica intera dovra' ammettere che ha sbagliato gravemente nel rifiutarsi di scomodare l'allora candidato Luiz Inacio Lula da Silva con domande sulle relazioni del suo partito con la narcoguerriglia colombiana, privando l'elettorato di informazioni vitali per una scelta sensata. E' comprensibile, inoltre, che, davanti all'obbligo di indagare cio' che fino a ieri negava a priori, oggi senta, automaticamente, una pigrizia...."
 
 
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