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Proposta di legge per la proibizione del mercato e del consumo di alcool e tabacco
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Documento 
5 dicembre 2006 12:01
 
PROPOSTA DI LEGGE
MODIFICA DEL D.P.R. 309/1990 PER LA PROIBIZIONE DI ALCOOL E TABACCO
Onorevoli Colleghi!


Questa proposta di legge e' stata preparata in collaborazione con l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori).
Con rarissime eccezioni, la comunita' internazionale ha optato per l'approccio proibizionista sulle droghe. L'Onu, gli Stati Uniti, l'Unione Europea, tra cui l'Italia, hanno scelto di combattere il fenomeno del narcotraffico e del consumo di droghe con la repressione. E' proibita la vendita, l'acquisto, la cessione, il consumo, il trasporto, la produzione di sostanze quali l'eroina, la cocaina, le metanfetamine, la cannabis, e altre.
Il divieto, e le sanzioni da esso derivanti, hanno come pilastri alcune motivazioni che possiamo classificare in tre categorie:

1. drogarsi fa male alla salute;
2. drogarsi riduce la produttivita', arrecando un grave danno economico al sistema Paese;
3. il traffico di droga arricchisce le organizzazioni criminali.

Per quanto riguarda il primo punto, con l'eccezione forse della cannabis, non vi sono dubbi. Assumere sostanze come l'eroina fa male alla salute. A nostro avviso, legalizzare e quindi controllare il mercato delle droghe potrebbe ridurre il danno alla salute provocato dalle droghe: si potrebbe controllare la loro composizione, visto che spesso sono tagliate con sostanze ancora piu' nocive della droga stessa; si potrebbe controllare ad ogni stadio lo stato di salute del tossicodipendente; la diminuzione drastica del costo di queste sostanze, coltivate e vendute legalmente, non spingerebbe cosi' spesso il tossicodipendente a delinquere; eviterebbero il carcere, che alla salute non fa certo bene, decine di migliaia di persone. Chi si oppone alla legalizzazione rispondera' che non ci si puo' accontentare di limitare il danno, un obiettivo troppo timido, ma lo si deve estirpare anche se -secondo noi- questo significa aggravarlo.

Per quanto riguarda invece il secondo punto, non vi e' dubbio che alcune droghe limitano la produttivita' del tossicodipendente. Anche qua, noi sosteniamo che non e' sempre cosi': la criminalizzazione, e l'incarcerazione, hanno effetti ben piu' gravi sulla produttivita' dell'individuo di quanto facciano le sostanze che assumono; alcune droghe, quando prese in dosi moderate, possono addirittura aumentare la produttivita'. Ma chi ha scelto la strada del proibizionismo dira' che un individuo sano, senza dipendenza o vizi alcuni, e' generalmente piu' produttivo e virtuoso di uno che fa uso di droghe.

Infine, per quanto riguarda il terzo punto, e' certo che il mercato della droga e' un'attivita' fondamentale per la sopravvivenza delle organizzazioni criminali. Ancora una volta, noi siamo convinti che e' proprio grazie al proibizionismo che si crea il mercato nero, e quindi l'opportunita' di guadagno per le mafie (vedi l'esempio fallimentare del proibizionismo sull'alcool negli Stati Uniti negli anni '20 dello scorso secolo). Rimane pero' il fatto che oggi le organizzazioni criminali guadagnano miliardi e miliardi di euro grazie al commercio illegale di droghe. Fino ad oggi, si e' scelto di combattere le organizzazioni criminali solo con le forze dell'ordine e col carcere, e non -come sosteniamo noi- sottraendogli in maniera intelligente le fonti di guadagno.

Preso atto quindi che le argomentazioni di chi vorrebbe legalizzare il mercato ed il consumo delle droghe non sono largamente condivise a livello istituzionale, dobbiamo constatare che vi e' una grave deficienza nella politica sulle droghe promossa fino ad oggi. Questa deficienza riguarda innanzi tutto una delle sostanze piu' nocive alla salute nella storia dell'umanita': il tabacco. Questo prodotto, oggi legale, miete circa 80.000 vittime l'anno solo in Italia, e circa 4 milioni l'anno di vittime nel mondo.

Ma la nocivita' del tabacco non riguarda solo la salute. Come le altre droghe gia' proibite, il tabacco diminuisce fortemente la produttivita' dei singoli consumatori. Secondo una ricerca dell'Osservatorio sul Tabacco dell'Istituto Nazionale dei Tumori, ogni anno sono persi quasi 52 milioni di giornate lavorative per ricoveri e trattamenti di patologie causate dal tabacco. Secondo altre stime, un lavoratore perde in media un'ora di lavoro al giorno per le cosiddette pause sigaretta. Sempre secondo l'indagine dell'Istituto Nazionale dei Tumori, inoltre, le patologie causate dal tabacco costano alle casse dello Stato piu' di 1,2 miliardi di euro in spese sanitarie.

Infine, come le altre droghe illegali, il traffico di sigarette frutta miliardi di euro alle organizzazioni criminali, che ormai gestiscono il 25% del mercato italiano di sigarette, in grandissima parte gestito da Mafia, 'Ndrangheta e Sacra corona unita. Secondo stime attendibili, il mercato illegale di sigarette frutta alle organizzazioni criminali circa 700 milioni di euro l'anno.

Come il tabacco, anche l'alcool e' una sostanza estremamente nociva alla salute, come sostiene la comunita' medico-scientifica nel suo intero. L'alcool e' responsabile ogni anno di circa 1,8 milioni di decessi nel mondo, di cui fino a 40.000 in Italia. Secondo un rapporto della Commissione europea, l'alcool causa morti premature e disabilita' nel 12% della popolazione maschile e nel 2% di quella femminile. L'alcool da origine a circa 60 malattie. Questa sostanza e' anche responsabile di un cospicuo numero di fatalita' sulla strada (17.000 morti l'anno solo nell'Unione Europea). I costi di trattamento sanitario sono stimati in 17 miliardi di euro solo nella Ue, insieme a 5 miliardi di euro spesi per il trattamento e la prevenzione del consumo problematico di alcol e l'alcoldipendenza.

Il consumo di alcool ha anche un enorme impatto sociale sotto il profilo della violenza, del crimine e della emarginazione, oltre a causare frequenti e gravi problemi familiari. Secondo il rapporto della Commissione, sette milioni di adulti dichiarano di essere stati coinvolti in risse dopo aver bevuto nell'arco dell'ultimo anno e (sulla base di alcuni studi che analizzano i costi a livello nazionale) i costi economici degli atti criminali attribuibili all'alcol sono stati stimati in 33 miliardi di euro nell'UE nel 2003. L'alcol ha anche un impatto sulla famiglia, con il 16% degli abusi e dell'incuria nei confronti dei minori attribuiti al consumo di alcol, e tra i 4.7 milioni e i 9.1 milioni di bambini vivono in famiglie con problemi alcolcorrelati. Si stima che ogni anno 23 milioni di persone siano alcoldipendenti, in un anno qualsiasi e le sofferenze causate ai membri delle famiglie rappresentano un costo intangibile di 68 miliardi di euro.

Come le droghe illegali, l'alcool ha conseguenze negative sulla produttivita'. Sempre secondo il rapporto della Commissione europea, la perdita di produttivita' dovuta ad assenteismo alcol attribuibile e la disoccupazione sono stati stimati rispettivamente da 9 a 19 miliardi e da 6 a 23 miliardi di euro.
Per comprendere di cosa stiamo parlando, e' utile ricordare che le vittime del tabacco e dell'alcool sono molte di piu' -ogni anno circa 5,8 milioni nel mondo e 120mila in Italia- di quelle causate dalla cannabis, una sostanza oggi illegale e combattuta. E' un dato di fatto che la cannabis non abbia mai provocato un singolo decesso documentabile. E' altrettanto vero che i danni alla salute provocati dalla cannabis non sono stati ancora dimostrati in maniera in equivoca dalla scienza dopo decenni di studi sulla materia, mentre quelli provocati dal tabacco e dall'alcool sono riconosciuti all'unanimita' dal mondo medico-scientifico. Ci pare quindi evidente che il tabacco e l'alcool fanno molto piu' male alla salute della cannabis. Inoltre, come e piu' della cannabis, il tabacco e l'alcool diminuiscono fortemente la produttivita', costano moltissimo alle casse dello Stato, e arricchiscono le organizzazioni criminali. Pertanto, nell'ottica della scelta politica quasi universalmente condivisa a livello istituzionale di reprimere la vendita e il consumo di sostanze "pericolose", l'attuale regime di legalizzazione del tabacco e dei suoi derivati e dell'alcool e' una grave contraddizione. Per risolverla dobbiamo a nostro avviso legalizzare droghe come la cannabis, innocua rispetto alle sigarette, oppure vietare -per coerenza- anche il tabacco e l'alcool.

Coloro che sostengono il proibizionismo sulle droghe, fra cui anche numerosi avidi consumatori di tabacco e di bevande alcoliche, diranno che, contrariamente alle droghe, il tabacco e l'alcool non possono essere proibite in quanto sostanze socialmente diffuse e accettate. Ricorderanno che l'ampia diffusione dell'alcool e' il motivo del fallimento del proibizionismo sull'alcool negli Stati Uniti. Ma se questo bastasse per non proibire una sostanza nociva, allora non ci e' chiaro perche' la cannabis sia oggi vietata. Come il tabagismo e l'alcolismo, infatti, il consumo di cannabis e' socialmente diffuso ed accettato. Se in Italia il 24,2% degli adulti si dichiara fumatore di tabacco ed il 75% consumatore di alcool, e' altrettanto vero che il 20% degli italiani ha ammesso di aver consumato cannabis. Secondo altri dati, addirittura la meta' degli studenti universitari ne ha fatto uso almeno una volta, ed un terzo ne fa uso regolarmente. L'attuale proibizione sulla cannabis, quando messo a confronto con il regime di legalizzazione del tabacco e dell'alcool, non puo' quindi essere giustificata attraverso il suo diverso grado di diffusione e accettazione sociale.

Sia ben chiaro, noi sosteniamo che proibire tabacco e alcool non risolverebbe, ma aggraverebbe la situazione. Si regalerebbe alle organizzazioni criminali il monopolio del mercato del tabacco e dell'alcool, aumentando i loro proventi illeciti -come gia' fatto con la cannabis, ad esempio. Inoltre si criminalizzerebbero coloro che acquistano queste sostanze, addirittura arrestando coloro che vengono pizzicati con un numero di sigarette o bottiglie di birra che contengono una quantita' piu' alta di nicotina o di alcool di quella consentita per uso personale. Se oggi un lavoratore che fuma perde mediamente un'ora di lavoro al giorno, domani potrebbe perderne addirittura otto e piu' al giorno qualora finisse in prigione. Inoltre, i consumatori di tabacco e di bevande alcoliche, costretti a ricorrere al mercato nero, non avrebbero garanzie sul prodotto che acquistano, mettendo a rischio la loro salute piu' di quanto fanno oggi. Infine, i consumatori di tabacco e alcool, divenuti criminali, negherebbero di farne uso ai loro medici, impedendo cosi' un'azione di informazione, di prevenzione e di cura di malattie derivate dal tabagismo e dall'alcolismo.

Abbiamo gia' proposto molte volte la legalizzazione della cannabis e di tutte le altre droghe, iniziative in cui siamo fermamente convinti. Prendiamo pero' atto che fino ad oggi queste proposte non hanno trovato alcun riscontro in Parlamento o in altre sedi istituzionali. Pertanto, siamo qui a chiedere che la strada fino ad ora scelta, a meno che non sia abbandonata, venga perlomeno percorsa in maniera coerente. Allo stato delle cose, chiediamo che la vendita, il trasporto, la cessione, il consumo e la produzione di tabacco ed alcool siano combattute alla stregua di tutte le altre sostanze gia' illegali.

La presente proposta di legge, onorevoli Colleghi, ha lo scopo di integrare e completare la politica sulle droghe perseguita dal nostro Paese. Se questa misura non passasse, ci sarebbe un alto rischio che il mancato divieto del tabacco e dell'alcool sia considerato non solo come una clamorosa svista, ma come un grave elemento di contraddittorieta' ed ipocrisia nella strategia repressiva che contraddistingue oggi l'Italia e la comunita' internazionale. La legislazione vigente pregiudica innanzitutto la strategia proibizionista, in quanto i cittadini, percependo i limiti e le contraddizioni della legge, saranno incoraggiati a disattenderla. Per questo, chiediamo che la repressione sia applicata in maniera giusta ed equa, senza discriminazioni fra consumatori di droghe buone (tabacco e alcool) e cattive (cannabis).

All'articolo 1 vengono introdotti la nicotina e l'alcool fra le sostanze controllate di cui al d.P.R. del 9 ottobre, n. 309, ovvero il Testo unico sugli Stupefacenti.
L'articolo 2 dispone che il ministro della Salute emani, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un decreto che stabilisca la quantita' massima di nicotina e di alcool per uso personale.



PROPOSTA DI LEGGE

Articolo 1

1. All'articolo 14, comma 1, lettera a., del d.P.R. Del 9 ottobre 1990, n.309 e' aggiunto il seguente numero:
"8. il tabacco, i prodotti da esso ottenuti; la nicotina, i suoi analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico;"

2. All'articolo 14, comma 1, lettera a., del d.P.R. Del 9 ottobre 1990, n.309 e' aggiunto il seguente numero:
"9. l'alcool, i prodotti da esso ottenuti, i suoi analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico;"


Articolo 2

Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il ministro della Salute stabilisce con proprio decreto il completamento e l'aggiornamento delle tabelle di cui all'articolo 13 del d.P.R. del 9 ottobre 1990, n. 309, sentiti il Consiglio superiore di sanita' e la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale per le politiche antidroga.
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