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 ITALIA - ITALIA - Primo daspo urbano ad uno spacciatore a Firenze
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Notizia 
15 marzo 2017 17:08
 
Il daspo urbano previsto dal decreto sulla sicurezza "colma vuoti che non può coprire l'azione giudiziaria". Così il questore di Firenze Alberto Intini, commentando il provvedimento da lui disposto nei confronti di un 21enne marocchino condannato per spaccio. In base alle leggi vigenti, ha spiegato ancora Intini, "chi spaccia piccole dosi viene denunciato, o più raramente viene arrestato, ma il giorno dopo è di nuovo libero". "Questo daspo - ha proseguito il questore - dovrebbe integrare questo sistema, ideato per non intasare le carceri". Il daspo urbano, la cui durata può variare da uno a cinque anni, può essere emesso dal questore nei confronti di persone condannate in appello e in via definitiva negli ultimi tre anni per spaccio di droga all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici. "Su circa 50 persone identificate nella zona di Santo Spirito nelle ultime tre settimane - ha detto Intini - due sono risultate avere questi presupposti", tra cui il 21enne marocchino e un altro nordafricano al quale non è ancora stato notificato il provvedimento. Per il 21enne è stato disposto il "divieto di accesso e di stazionamento" nei pressi dei locali di piazza Santo Spirito, e in generale di tutti i locali che si trovano nella zona compresa tra via dei Serragli, via Santa Maria, via Romana, via Maggio e lungarno Guicciardini. "Si tratta di un provvedimento nuovo - ha aggiunto Intini - che potrebbe essere meritevole di qualche correttivo, che abbiamo già segnalato al dipartimento di pubblica sicurezza". Tra i suggerimenti avanzati, che possa scattare "dopo un arresto per spaccio", e non solo dopo una condanna definitiva. Un altro riguarda le misure previste in caso di violazione. Al momento, il decreto, che dovrà essere convertito in legge entro il 20 aprile, prevede una multa da 10 a 40 mila euro e la sospensione della patente. L'osservazione effettuata dalla questura di Firenze "è che sia applicato l'arresto - ha detto Intini -, come per chi non rispetta il daspo allo stadio".
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