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 MONDO - MONDO - Guerra alla droga nelle Filippine. La difesa del governo all'Onu
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Notizia 
8 maggio 2017 16:03
 
Il senatore Alan Peter Cayetano ha assicurato oggi davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che le denunce che sostengono che la guerra contro le droghe del governo di Rodrigo Duterte hanno scatenato delle esecuzioni extragiudiziali nelle Filippine, sono “episodi isolati”.
Il senatore ha criticato che, sebbene “alcuni morti violente ed assassini ci sono stati”, “c’e’ un preciso intento di includere tutti gli omicidi nella categoria di esecuzioni extragiudiziali o crimini relazionati alla campagna contro il crimine organizzato e il narcotraffico che sta portando avanti lo Stato, fatto che non corrisponde al vero”.
Cayetano ha specificato che, partendo dal presupposto che le morti che ci sono state nell’ambito della guerra contro le droghe siano legittime, si indaga comunque perche’ Duterte ha una “tolleranza zero” verso l’abuso della forza da parte degli agenti dello Stato.
“Mi si consenta in questa occasione di presentare la verita’ dei fatti, non le situazioni alternative che, impropriamente, vengono diffuse da coloro che sono critici verso l’Amministrazione Duterte”, ha detto facendo presente che la Polizia ha arrestato, “non ucciso”, 64.917 presunti narcotrafficanti.
Organizzazioni di difesa dei diritti umani hanno denunciato che nei dieci mesi di governo di Duterte, sono stati registrati 9.432 omicidi, inclusi 2.692 morti “causati da operazioni di sicurezza presumibilmente legittime”, che in molti casi sarebbero esecuzioni extragiudiziali.
L’ambasciatore cinese nel Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, Ma Zhaoxu, si e’ congratulato col presidente filippino per i suoi “eccezionali successi” nella protezione dei diritti umani ed ha confermato l’appoggio di Pechino alla “campagna integrale” di Manila contro il traffico di droghe.
 
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