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 ITALIA - ITALIA - Droghe. Sistema allerta precoce. Dipartimento del Governo non condivide interrogazione parlamentare
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Notizia 
26 gennaio 2010 21:07
 
In relazione al vostro articolo sul sistema di allerta nazionale, non condividendo le affermazioni in esso contenute in quanto non supportate da alcun dato di realtà in relazione a come si sono effettivamente svolti i fatti, ci preme comunicare quanto segue:
la segnalazione di un numero particolarmente elevato di overdose infauste nell’area torinese da parte di una associazione di volontariato operante nella Regione Piemonte e’ giunta per la prima volta al Sistema Nazionale di Allerta dopo che già 15 decessi erano avvenuti, con un ritardo di oltre 2 mesi. La segnalazione è stata immediatamente recepita ed in meno di 24 ore il Sistema, lavorando anche di notte, ha attivato e completato una complessa indagine di campo per poter avere una risposta interpretativa del fenomeno che fosse esauriente al fine di lanciare un’allerta soprattutto diretta ai consumatori.
Come è stato successivamente evidenziato dai dati raccolti, dopo aver lanciato l’allerta il numero delle overdose è drasticamente crollato. Quindi è stato proprio grazie all’allerta che i consumatori sono stati avvisati del grave pericolo evitando ulteriori morti. Dopo l’attivazione dell’allerta la collaborazione con le strutture regionali, la Magistratura, le Forze dell’Ordine e le strutture sanitarie coinvolte è stata particolarmente efficace e ben organizzata. Il ritardo nell’attivazione dell’allerta non puo’ essere imputato al Sistema nazionale ma, in caso, ad una scarsa sensibilità informativa dei sistemi e degli osservatori locali oltre che ad una oggettiva difficoltà da parte delle unità di primo rilevamento di percepire il fenomeno nelle sue fasi iniziali. Ciò, eventualmente, denota la necessità di attivare forme di collaborazione sempre più intense tra strutture locali (che dovrebbero essere in grado di percepire più precocemente i primi segni ed eventi negativi trasformandoli in vere e proprie segnalazioni), e il sistema nazionale, che è in grado di intervenire a più ampio raggio e molto più tempestivamente attivando allerte che possono interessare altre regioni quando non addirittura l’intero territorio nazionale. La domanda, quindi, da porsi, al fine di migliorare i sistemi, dovrebbe essere quindi quella del perché non hanno funzionato i sistemi locali e perché il Sistema di Allerta Nazionale non sia stato avvisato più precocemente, considerate la capacità, la tempestività e gli accessi che il Sistema possiede e che avrebbero potuto determinare un’azione più immediata da parte di tutti gli enti e le strutture locali coinvolte.

Denigrare il lavoro di tanti operatori, laboratori, magistrati, Forze dell’Ordine, sanitari delle unità di emergenza e unità di strada nonché gli assessorati regionali che si sono impegnati e che quotidianamente si impegnano nel sostenere un sistema che tenta di prevenire intossicazioni se non addirittura morti evitabili non è accettabile, specialmente se le critiche vengono mosse in maniera così grossolana e gratuitamente denigratoria senza conoscere ne' gli aspetti tecnici ne' gli aspetti scientifici del problema e ignorando come esattamente siano andate e cose. Non conosciamo i dati in possesso di coloro che hanno mosso la critica da voi riportata al sistema nazionale, ma di certo i dati in nostro possesso dimostrano l’efficacia e l’utilità di tale Sistema. A dimostrazione di quanto detto, in via del tutto preliminare, forniamo un grafico rappresentativo dell’andamento dei decessi prima e dopo l’attivazione dell’allerta da parte del Sistema nazionale dove risulta chiaro la riduzione delle morti dopo l’allerta (vedi in basso).

Comunque, al di là di come possa essere percepito o definito tale Sistema, esso continuerà la propria azione di sorveglianza permanente sulle caratteristiche tossicologiche delle sostanze, sui decessi e sulle modalità di consumo, in quanto si ritiene che, al di là delle critiche superficiali, le strutture sanitarie debbano essere messe nelle condizioni di poter agire tempestivamente e contemporaneamente di poter avvisare i consumatori il prima possibile circa eventuali pericoli emergenti.

Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio dei Ministri




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