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Usa. Contrattisti privati impiegati per combattere la droga in Messico
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Articolo di Nancy Conroy *
15 novembre 2007 9:30
 
Stati Uniti e Messico hanno stanziato fondi per 1,4 milioni di dollari nella lotta ai cartelli messicani delle droghe. Accordo applaudito da molti, ma di cui sono stati tralasciati alcuni fondamentali aspetti. A prima vista, il programma chiede la collaborazione dei privati per combattere lo spaccio, ma l'uso dei "contrattisti privati" e' stato prepotentemente inserito nella agenda politica nazionale statunitense per le violazioni dei diritti umani commessi in Iraq dalla Blackwater USA, accusata di aver assunto dei mercenari. L'utilizzo in Messico di contrattisti genera il pericolo che si verifichino simili abusi.
Contrattisti privati sono parte del pacchetto antidroghe, cosi' come e' stato riportato nell'articolo del Dallas Morning News del 18 ottobre, e il loro utilizzo e' stato al centro dei problemi piu' discussi nell'accordo tra i due governi.
Silvestre Reyes, presidente della commissione per i Servizi Segreti della Casa Bianca, ha dichiarato: "Ho sentito che ci sono stati dei dubbi da parte messicana, e inoltre e' aumentata la preoccupazione da parte nostra per come i contrattisti sono stati usati in Iraq. Questo non ci aiuta a fare dei passi avanti".
Proprio perche' l'utilizzo dei mercenari in Iraq e' sulle pagine dei media statunitensi e' inusuale non trovare discussioni simili sulla legge antidroghe discussa. Come Reyes suggerisce, e' perche' la legge tratta argomenti particolarmente sensibili per entrambe le parti. Se questo fosse vero, forse non e' stata sufficientemente resa nota nei media di proposito. Oppure, come e' stato detto nell'intervista rilasciata al giornale texano, il ruolo dei contrattisti non e' cosi' significativo e i dettagli del programma non sono stati ancora definiti.
Allo stesso tempo, pero', se saranno assunti contrattisti e' giusto che l'opinione pubblica sappia.
Il presidente Felipe Calderon respinge nettamente l'idea dell'utilizzo delle "truppe nere", mercenari privati operativi sul territorio messicano. Il Messico non ha mai autorizzato l'ingresso di truppe militari straniere sul proprio territorio, e dei "privati" sono certamente fuori discussione. Il Paese ha esperienze con gruppi paramilitari, come i Zetas, gruppi armati che rapinano, commettono omicidi e rubano. Per i messicani, eserciti privati e spacciatori sono la stessa cosa. Contrattisti privati non possono essere considerati l'alternativa valida ai cartelli, perche' i mercenari lavorano per gli spacciatori, non contro di essi.
La presenza di mercenari nella lotta alle droghe mina la credibilita' della proposta. I messicani sono spessi cinici e credono che ci siano delle teorie complottistiche dietro ogni decisione, e che le campagne antridroghe siano in realta' un modo per ristabilire il potere tra i cartelli. Nel passato, i leader messicani hanno utilizzato fondi pubblici per campagne antidroghe che spesso si sono rivelate un modo per eliminare alcuni competitori dal gioco e per entrare nel business loro stessi. Ma il popolo ora ha fiducia nel presidente Calderon, ma non e' certo delle intenzioni di George W. Bush.
Molti ritengono che i contrattisti privati, entrati a far parte del programma di elargizione dei fondi, siano in realta' il cavallo di Troia di una strategia piu' grande. Sembra una offerta generosa verso il Messico, ma gli Stati Uniti con il controllo dei contrattisti potrebbero entrare e segretamente controllare punti chiave della lotta alle droghe. Gli agenti antidroghe che lavoravano in Messico sono stati per molto tempo elementi corrotti della CIA e della DEA, e forse questi mercenari sono i nuovi che rimpiazzeranno i vecchi elementi.
Per elimare tutte queste teorie complottistiche, i due governi dovrebbero chiarire il ruolo dei contrattisti e discutere la questione apertamente.

* Nancy Conroy e' giornalista e direttrice del Gringo Gazette
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