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Italia. Sentenza d'Appello per Pannella: assolto per "reato impossibile"
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Articolo di Donatella Poretti
12 febbraio 2002 18:41
 
Grazie alle disobbedienze civili dei radicali e di Marco Pannella si scoprono degli articoli del nostro Codice Penale di cui mai avremmo potuto supporre l'esistenza. La serie di disobbedienze civili realizzate con formule simili, ovvero con la distribuzione di piccole dosi di hashish, hanno portato a sentenze in contraddizione tra di loro, tanto che, assoluzioni e condanne si susseguono e si alternano, con motivazioni a dir poco curiose.
Cosi' ad ottobre dello scorso anno, in una sentenza di condanna, era apparsa la formula che riconosceva all'iniziativa un "alto valore morale e sociale", una sorta di medaglietta alla disobbedienza civile. Oggi, invece, grazie all'art.49 del Codice Penale, che prevede il "reato impossibile", ovvero un'azione "inidonea a procurare un evento dannoso", Marco Pannella e' stato assolto.
"Abbasso la Magistratura, viva i Giudici!" e' stato il commento a caldo alla sentenza del leader radicale, che aveva chiesto precedentemente di intervenire in udienza con una dichiarazione spontanea per sottolineare l'irragionevolezza della normativa in vigore, "distruttiva dei rapporti e della convivenza sociale, che costringe le forze dell'ordine e la Giustizia ad occupare il 70% del loro tempo di lavoro su questo fronte, e impedendo a chi non puo' disporre di avvocati prestigiosi di difendersi adeguatamente", aveva denunciato Pannella.
La sentenza di oggi risale ad una manifestazione del 28 dicembre 1995. Un Babbo Natale giallo in piazza Navona aveva "ceduto" al pubblico presente diverse bustine di hashish. In primo grado Pannella era stato condannato a 2 mesi e 20 giorni, convertiti in 7 milioni di multa, la 3a Corte di Appello di Roma oggi lo ha assolto perche' il fatto non costituisce reato, nonostante la richiesta di conferma della sentenza che veniva dal procuratore generale.
L'avvocato della Difesa, Gian Domenico Caiazza, aveva richiamato le perizie dei professori Malizia e Muller che nel corso del processo di primo grado, avevano affermato che solo dosi abnormi avrebbero potuto avere un "effetto drogante", chiedendo pertanto l'assoluzione. L'avvocato Caiazza a sentenza avvenuta ha espresso "grande soddisfazione" e ha parlato di "sentenza storica", sottolineando la necessita' che la legge venga rinviata alla Corte Costituzionale, visti gli effetti contrastanti e contraddittori che produce.
Ci sentiamo di non dover pronunciare la frase di rito per cui le sentenze non si commentano fino a che non possono essere lette, e in questo caso dovremmo aspettare i 45 giorni di tempo, perche' venga depositata la motivazione.
La sentenza si commenta da sola: impossibile sembra essere la logica della legislazione sugli stupefacenti e ancora di piu' la giurisprudenza in materia.
Domani 13 febbraio e' fissato un nuovo appuntamento in aula: tocchera' alla IX sezione penale del Tribunale di Roma giudicare Pannella e altri esponenti radicali per un'altra distribuzione gratuita avvenuta il 12 ottobre del 1997. Aspettiamo trepidanti la sentenza, non facciamo previsioni, ma siamo pronti ad accogliere ancora un giudizio "stupefacente".
 
 
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