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Alternative alla coltivazione di coca. Parte il piano in Colombia
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Articolo di Redazione
28 gennaio 2017 11:56
 
 Il governo colombiano e la guerriglia della Forze armate rivoluzionarie di Colombia (FARC) hanno presentato venerdi’ 27 gennaio un piano di sostituzione delle coltivazioni illegali per eradicare 50.000 ettari nel 2017 in tutto il Paese, primo produttore mondiale di cocaina.
Il governo e le FARC hanno precisato, in un comunicato congiunto, che il Programma integrale di sostituzione delle coltivazioni di uso illecito (PNSI) corrisponde al punto 4 dell’accordo di pace segnato a novembre per mettere fine a piu’ di cinquantadue anni di conflitto. Sara’ applicato durante il 2017 in 40 Comuni che producono attualmente piu’ del 50% della cocaina della Colombia, ed e’ gia’ stato lanciato questa settimana nel dipartimento di Vichada e Caqueta, secondo Rafael Pardo, alto consigliere per il post-conflitto, i diritti umani e la sicurezza, nell’ambito di una conferenza stampa a Bogota.
“Questo costera’ piu’ di 100 miliardi di pesos (circa 318 milioni di euro) quest’anno”, ha aggiunto, precisando che il finanziamento sara’ assicurato dallo Stato, ma che si spera in un aiuto internazionale.
“Sostituire e’ piu’ redditizio che eradicare”
Dal suo canto, il comandante guerrigliero Pastor Alpe ha dichiarato che le FARC “avranno la responsabilita’” di accompagnare e promuovere questo piano, “in modo diretto” e senza armi, nelle regioni piu’ colpite dalla guerra. “Per tutto quello che concerne la sostituzione, i contadini parteciperanno per definire le coltivazioni che vogliono sviluppare, in funzione dei suoli e del clima”.
Pardo ha sottolineato che il governo manterra’ le operazioni di eradicazione forzata, ma spera che “l’alternativa” di sostituzione volontaria sia “il metodo dominate di riduzione” delle coltivazioni illegali di coca, ma anche di marijuana e papavero da oppio.
“Sotituire e’ piu’ redditizio che eradicare”, secondo Rafael Pardo, che precisa come la fumigazione aerea con erbicidi costa 20 milioni di pesos (circa 6.800 dollari) per ettaro, al fine di sopprimere tra i quattro o cinque raccolti annuali di coca. La Colombia, che ha sospeso dal 2015 le fumigazioni aeree di glifosato in virtu’ di problemi ambientali e sanitari, spera di eradicare e sostituire un tale di 100.000 ettari nel 2017.
Il programma non portera’ benefici ai coltivatori che hanno piantato delle coltivazioni illegali dopo il 10 luglio 2016, data in cui il governo e le FARC hanno lanciato la prima operazione di sostituzione volontaria nel Comune di Briceno.
Un aiuto mensile di 340 dollari
Il governo del presidente Juan Manuel Santos ha condizionato il suo aiuto all’abbandono immediato delle coltivazioni di coca da parte dei contadini, e di ogni attivita’ connessa.
L’aiuto, nel primo anno, consiste essenzialmente in un versamento mensile di un milione di pesos (circa 340 dollari) per sostituire le coltivazioni, preparare la terra per delle piantagioni legali dove lavorare per delle opere di interesse comunitario. Gli agricoltori potranno anche percepire un primo anticipo unico da 800.000 a 9 milioni di pesos ( tra 272 e 3.000 dollari) per finanziare dei progetti autonomi di sicurezza alimentare.
Le FARC hanno ammesso di essersi finanziate grazie ad attivita’ legate al traffico di droga, come l’estorsione presso i coltivatori di coca, pianta sacra degli indigeni e componente base della cocaina. Ma, con l’accordo di pace, hanno accettato di dissociarsi dal narcotraffico, diventato dagli anni 80 la fonte di finanziamento della guerra.
La Colombia e’ il primo coltivatore mondiale di coca con 96.000 ettari, e principale produttore di cocaina con 646 tonnellate nel 2015, secondo l’ONU.

(da un lancio dell'agenzia France Press - AFP del 28/01/2017)
 
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