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L’irriverente vorrebbe farsi le canne senza problemi, ma nel frattempo dispensa consigli per non farsi spennare con le mode, il panettone...
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Articolo di Vincenzo Donvito
5 dicembre 2018 9:48
 
Leggendo il titolo che abbiamo messo a queste righe uno potrebbe pensare che sia un grido di protesta contro le canne che costano troppo. Volendo…. visto che i consumatori di canne devono spesso acquistare il loro prodotto in un mercato dove la regola è un profitto selvaggio e nero, cioè senza un minimo di regole e certezze, anche sanitarie. E visto che il solito consumatore si espone ad offerte di prodotti “pesanti” (cocaina, metamfetamine varie, etc) che gli vengono presentati insieme alla classica canna, magari come “offerta di Natale”. Ma si tratterebbe di un “volendo” per incalliti che, evidente a chiunque abbia un minimo di cognizione dei danni dei mercati neri, dei nostri consigli se ne fanno un baffo. Ci muoviamo per l’appunto in un mercato nero e grigio e bianco, dove quest’ultimo è talmente precario e agli albori e irto di spine che – non ce ne vogliano i commercianti di cannabis legale che stanno fiorendo come inflorescenze pluristagionali – i nuovi adepti corrono il rischio non di farsi male con canne che canne non sono (e quand’anche lo fossero, è bene ricordare che l’effetto di una canna vera è come bersi un bicchiere di vino… e senza le conseguenze dell’alcool), ma rischiano di farsi male al portafoglio.
Certo, è tutto nuovo. In Usa (alcuni Stati) e in Canada, dove la cannabis ha superato lo scoglio dell’illegalità, è tutto un fiorire di business. Qui in Unione europea stiamo per partire col Lussemburgo (1) e, viste le precedenti e attuali glorie al limite dell’off-shore di questo granducato, non ci sentiamo azzardati visionari nell’aspettarci scintille di mercati/nonmercati e stuzzicanti pruriti che assecondino le (volute?) carenze normative degli altri partner dell’Unione: honi soit qui mal y pense.
E al nuovo ci sono tanti approcci, resi sempre allettanti dalla novità. Per esempio, il settore alimentare legato alla cannabis (legale, sempre quella, senza Thc) fa i suoi primi passi. Ai classici biscotti che – visti in tanti film – danno un po’ di euforia, si affiancano le tradizioni più o meno locali. Abbiamo letto di un panettone alla cannabis, ovviamente prodotto nella patria panettona, Milano: “uvetta di primissima scelta, canditi siciliani premium, con l’aggiunta di Olio CBD e farina di canapa, compongono parte degli ingredienti di questo panettone classico. Il tutto ovviamente legale e con assenza totale di THC”. Così lo presenta il suo produttore (2), che ci informa di possibili acquisti, oltre che nei suo negozi, anche tramite Amazon (e ti pareva….). Decantandolo anche per nonne e affini e come “una variante simpatica alla monotonia del solito panettone”, ci dice che lo vende a 40 euro al pezzo. ‘sti cazzi! Manco il panettone artigianale più caro della pasticceria che sostanzialmente vende il proprio marchio, di quelle nei centri storici di lusso, meneghini e non solo. Ci fosse l’effetto inebriante (con relativo acquisto di materia prima sul mercato nero)… manco quello! Solo il gusto (molto mentale) di assaporare la farina dell’erba proibita che proibita non è più ma che si porta dietro lo strascico delle Woodstock dei tempi che furono (ah, forse è per Woodstock che sono state citate le nonne come credenziali di gradimento di mercato…).
Noi siamo un’associazione di consumatori, per quanto irriverenti in questo abito del momento, e non possiamo non mettere sul “chi va là” chi si appresta a sganciare con bramosia questi 40 euro. Sì, forse sarà figo e trandy regalare questo panettone all’amico frustrato ogni volta che ha in tasca un prodotto del mercato nero, magari facendogli l’occhiolino di complicità e condivisione per consumi che prendano spunti dal dolce quarantino con l’uvetta e i canditi. Ma è bene sapere che col quarantino si potrebbero anche comprare una decina di panettoni standard da decorare a piacimento con tutte le foglioline verdi possibili e immaginabili. Certo, non saranno con farina di cannabis e senza il marchio meneghino: ma, mentre sul gusto abbiamo dubbi sulla grande rilevanza della differenza di farine (altri discorsi per le pregiate farine bio….), sull’effetto Woodstock crediamo che ci abbiamo preso.
Buoni acquisti

1 - https://www.aduc.it/articolo/legalizzazione+cannabis+ricreativa+lussemburgo_28832.php
2 - https://www.impresamia.com/innovazione-il-panettone-alla-cannabis-legale-milano-e-realta-justmary-fun-lancia-il-natale-stupefacente/
 
 
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