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I 40 anni d'oro della cocaina. Storia
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Articolo di Redazione
23 settembre 2018 16:24
 
 Nel 1862, un medico viennese, Friedrich Schroff, decise di sperimentare su se stesso una droga che era sta scoperta pochi anni prima. All’inizio si sentì euforico, ma subito dopo depresso. Ma notò anche che dopo aver messo i cristalli di cocaina (che è il nome della sostanza, estratto dalla foglia di coca) sulla sua lingua, era diventato insensibile. Nello stesso anno, il colosso farmaceutico tedesco Merck iniziò a produrla, ma in piccole quantità e a prezzi molto alti, principalmente per i ricercatori. Ma quando, vent'anni dopo, Sigmund Freud consigliò in uno studio di utilizzarla per il trattamento della dipendenza da morfina e alcol e come anestetico locale -che poi fu utilizzata in interventi chirurgici impossibili fino ad allora- diede il via ad un'esplosione della domanda che aprì un periodo di 40 anni di intenso commercio legale su scala internazionale. La coca portò giovamento ai Paesi sviluppati che la producevano (in particolare la Germania, ma anche gli Stati Uniti) e a coloro che coltivavano la materia prima, la foglia di coca, essenziale per poi estrarre la cocaina: principalmente il Perù e l'isola di Giava (oggi Indonesia). Il professor Andrés López Restrepo, dell’Università Nazionale di Colombia, descrive questo processo in suo recente articolo intitolato “Illusioni truffa: ascesa e caduta della coca legale e traffico di cocaina nei Paesi andini”. La globalizzazione, i progressi tecnologici e la pubblicità sono gli elementi chiave che hanno favorito, in primo luogo, la scoperta: i mezzi di trasporto moderni hanno permesso ai ricercatori di avere le foglie di coca e, in seguito, il commercio internazionale.
Guidata principalmente dall'uso medico anestetico dopo il 1880, la produzione mondiale di cocaina salì a 6,2 tonnellate alla fine del diciannovesimo secolo e aumentò di nuovo all'inizio del XX secolo a 10 tonnellate, con espansione in Asia e in Medio Oriente, e con un aumento del consumo ricreativo, che compensò il calo dell'uso medico dovuto alla scoperta di nuovi anestetici meno pericolosi. La cifra massima è stata raggiunta alla vigilia della prima guerra mondiale, con 18,5 tonnellate.
Il Perù è stato il primo grande produttore, non solo di coca, ma perché riusc’ a far fronte rapidamente alla crescente domanda delle fabbriche per la cocaina grezza, più facile da trasportare. Tra il 1892 e il 1899, "il 58% della produzione mondiale era dalla cocaina peruviana e un altro 31% dalla foglia di coca peruviana." Anche se la cocaina non ha mai avuto grande peso nelle esportazioni dei Paesi andini (ha raggiunto il 4%), è stata molto importante per lo sviluppo delle regioni in crescita, in particolare le pianure vicine a Huanuco, a nord est di Lima. "C'era chi sognava che la prosperità dovuta alla cocaina sarebbe durata", scrive Lopez Restrepo nel suo articolo, pubblicato sull'ultimo numero dell'”Annuario colombiano di Storia sociale e cultura", ma queste speranze si rivelarono infondate dopo dopo che il mercato mondiale si rivolse alla coca di Java ".
Coca più resistente a Java
In effetti, tra i tentativi di molti Paesi ricchi di tutto il mondo alla ricerca di business, la palma fu conquistata dai Paesi Bassi, che piantarono la foglia con successo nell'isola di Java (ora Indonesia), una varietà di coca di grande qualità, più resistente alle malattie e con un contenuto di cocaina molto più elevato. Inoltre, il trasporto da lì verso l'Europa o gli Stati Uniti era più efficiente e tutta la produzione era per l'esportazione, perché non c'era il tipico consumo tradizionale del Perù. Così, se tra il 1892 e il 1899 l'11% della produzione mondiale di cocaina era con la coca di Java, la percentuale passò all’80 nel periodo 1914-1920, così come riporta l'articolo di Lopez Retrepo.
Dagli anni Venti del secolo scorso, in ogni caso, alla fine del periodo d'oro del commercio di cocaina legale, diverse ragioni si sono accumulate per il declino di questa sostanza, essenzialmente per le crescenti restrizioni internazionali che la vietavano. Restrizioni se hanno avuto un punto fermo con le varie Conferenze internazionale sull’oppio, anche perché la produzione di cocaina non era decisiva per la sopravvivenza di nessuna delle grandi aziende che l'avevano prodotta, nemmeno in Germania.
"Per la Germania la produzione di morfina ed eroina era molto più importante della produzione di cocaina, e questa fu l’elemento decisivo, almeno indirettamente, che portò a far entrare in vigore la Convenzione del 1912 che la vietava, con l'adesione di tutti i Paesi del mondo. Il suo vero scopo era ostacolarne indefinitamente l'applicazione. Ma la Germania, come l'Impero Ottomano, e altri Paesi riluttanti perso la guerra e il Trattato di Versailles, furono costretti a firmare l'adesione alla convenzione", spiega López Restrepo. E aggiunge: "In ogni caso, la ragione principale era la sua natura di creare dipendenza. Anche se inizialmente fu accolta con molto entusiasmo come il primo anestetico locale efficace, ben presto apparvero altri anestetici locali sintetici che non davano dipendenza ed erano meno costosi, come eucaína e procaina. Da quel momento in poi, il declino della cocaina legale è stato molto rapido."

(articolo di J. A. Aunión, pubblicato sul quotidiano El Pais del 23/09/2018)
 
 
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