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La cannabis provoca schizofrenia? Studio: nessun dato convincente
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Articolo di Pietro Yates Moretti
10 marzo 2010 12:50
 
E' ormai uno dei principali luoghi comuni utilizzati da chi difende il proibizionismo sulla cannabis: le canne causano la schizofrenia nei giovanissimi. In realtà il nesso di casualità non è stato ancora dimostrato: la cannabis, come del resto numerose altre sostanze come l'alcool, potrebbero scatenare episodi psicotici in chi già potrebbe avere una predisposizione alla malattia mentale. Ed in ogni caso, se bastasse il fatto che una sostanza fa male per criminalizzarne il consumo, fumare sigarette o bere una bevanda alcolica dovrebbe essere sanzionato con l'ergastolo.
Una nuova indagine pubblicata sulla rivista scientifica Addiction mette a nudo la probabile esagerazione dei rischi alla salute del consumo di cannabis. Secondo la review, intitolata "Come l'ideologia crea prove e politiche: cosa sappiamo sul consumo di cannabis e cosa dovremmo fare", non ci sono prove concrete del legame fra il consumo di cannabis e l'incidenza della schizofrenia.
Gli studiosi del Dipartimento di Medicina sociale dell'Università di Bristol, John Macleod e Matthew Hickman, hanno valutato i potenziali rischi derivanti dal consumo di cannabis, ed in particolare il legame causale con alcune malattie mentali.
Questo scrivono i ricercatori: "Continuiamo ad essere convinti che le prove che il consumo di cannabis puo' causare la schizofrenia non sono convincenti, anche quando valutate secondo nuovi criteri oppure secondo quelli ordinari. ... Per esempio, secondo una nostra recente indagine dovremmo prevedere dai 3000 ai 5000 casi di consumo pesante di cannabis fra i giovani per prevenire un singolo caso di schizofrenia, e che fino a 25.000 giovani dovrebbero evitare anche l'uso sporadico di cannabis per prevenire un singolo caso di schizofrenia. ... Possiamo concludere che le prove più forti di un possibile nesso di casualità fra il consumo di cannabis e la schizofrenia deriva da studi di oltre 20 anni fa e che la forza di prove raccolte più recentemente è stata esagerata".
Nel 2007, un'analisi pubblicata sulla rivista The Lancet aveva stimato che il consumo di marijuana poteva aumentare il rischio di malattie psicotiche del 40 per cento. A seguito di questa stima, il Parlamento britannico nel 2008 ha riclassificato la sostanza da classe C a classe B, punendo il solo possesso con cinque anni di carcere.
Gli studiosi dell'Università di Bristol criticano questa decisione: "L'unico possibile beneficio importante derivante dalla proibizione è prevenire il consumo di cannabis. Ma non ci sono prove che la proibizione serva a raggiungere questo obiettivo. Le abitudini legate al consumo di cannabis nella popolazione non è influenzato dalle politiche sulla sostanza, e la criminalizzazione dei consumatori di cannabis non ha alcun effetto sulle loro abitudini".
In generale, i ricercatori hanno ribadito che il peggior rischio legato alla cannabis è il consumo associato al tabacco.
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