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 USA - USA - Schizofrenia. Studio: la cannabis migliora 'in modo significativo' le funzioni cognitive dei pazienti
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24 maggio 2010 15:43
 
Nonostante la controversia sul possibile nesso di casualità fra l'uso di cannabis e l'inizio della schizofrenia, l'evidenza scientifica sugli effetti dell'abuso di cannabis e l'apparizione dei primi sintomi della malattia è ambigua. Anche se alcuni studi suggeriscono che l'abuso della sostanza possa influire su funzioni cognitive, presentazione clinica e decorso della schizofrenia, gli effetti della cannabis sui pazienti appaiono discordanti.
Ora una ricerca del Center for Translational Psychiatry del Feinstein Institute for Medical Research e del Zucker Hillside Hospital di New York, pubblicato sulla rivista scientifica Schizophrenia Research, rivela che in realtà il consumo di cannabis ha effetti positivi sulle funzioni cognitive dei pazienti affetti da schizofrenia.
I ricercatori hanno paragonato due gruppi, prendendo in considerazione una moltitudine di variabili (sesso, razza, età, età dei primi sintomi, stato socioeconomico dei genitori, IQ, istruzione e funzioni cognitive). Uno dei gruppi era composto di pazienti schizofrenici che non avevano mai abusato della sostanza (CUD-), l'altro era invece composto da pazienti schizofrenici consumatori problematici di cannabis (CUD+).
Rispetto al gruppo CUD-, il gruppo CUD+ ha dimostrato capacità molto migliori in termini di velocità di analisi (Trail Making Test A e B), scioltezza linguistica, apprendimento verbale e memoria (California Verbal Learning Test). Inoltre, proseguono gli scienziati, il gruppo CUD+ ha riportato migliori risultati GAF (Global Assessment of Functioning).
Nel loro insieme, concludono gli studiosi, questi risultati suggeriscono che i pazienti schizofrenici che consumano cannabis rappresentano un sottogruppo della popolazione schizofrenica con una più alta funzione cognitiva.
 
 
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