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 VATICANO - VATICANO - No alla legalizzazione della marijuana. L'Osservatore romano conferma
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10 dicembre 2010 20:37
 
Il disagio giovanile non si risolve negandolo, e neppure con i negozi dove si va a comprare lo spinello come se fosse una caramella. Lo Stato deve incrementare la cultura della solidarieta' e in questo sforzo non puo' cedere e agevolare la vendita di un prodotto potenzialmente pericoloso'. L'Osservatore romano si pronuncia contro la legalizzazione della marijuana dopo che un referendum popolare ha bocciato una proposta in questo senso nello stato americano della California.
Tuttavia, si fa notare, gia' nei prossimi mesi in altri Stati dell'Unione, dall'Oregon al Colorado, si svolgeranno consultazioni sullo stesso tema. E pero' rileva l'Osservatore in un articolo di prima pagina, 'finalmente, dopo decenni di abuso, iniziamo a mettere in guardia dalla vendita di sostanze nocive, a ritirarne alcune dal mercato perche' danneggiano la salute come certe plastiche, a vietare la vendita di alcolici e tabacco perlomeno ai minori. E vorremmo aprire una breccia pericolosa per la salute quando la porta alle intossicazioni si sta chiudendo con utilita' per tutti?'.
'L'uso di marijuana per scopi antidolorifici deve essere ben analizzato - si spiega ancora - anche perche' la lotta al dolore deve essere incrementata in tutti i mezzi'.
'L' American Academy of Pediatrics, prosegue il servizio dell'Osservatore Romano, 'mostra che se esiste un'utilita' contro il dolore dei derivati della canapa indiana, sta nelle singole sostanze, non nello spinello che invece farebbe assumere anche sostanze pericolose e la cui supposta utilita' manca di supporto scientifico. E che, aggiungiamo noi, magari farebbe improvvisamente moltiplicare esponenzialmente il numero di persone con 'dolori cronici' e far consigliare la droga per presunti dolori morali o contro la depressione, impedendo magari a chi ne soffre davvero di trovare la cura adatta ed efficace'.
Quindi il giornale della Santa Sede rileva: 'il problema droga ha un approccio razionale solo partendo da una reale messa in discussione di cio' che questa societa' offre ai giovani. Ma la societa' postmoderna, quella che lascia l'individuo solo e disperato mettendo in atto teatrini per fargli credere di essere libero, sa solo offrire scappatoie solitarie, spacciandole per liberta'. I giovani aspettano chi faccia loro intravedere un senso, una solidarieta' duratura, un amore che non sia uno scherzo come invece accade a molti loro genitori. Ma c'e' chi non vuole che questo senso, quest'amicizia e amore diventino un itinerario di ricerca gioiosa da parte dei giovani; finche' non saranno i giovani a chiederne conto'.
 
 
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