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 ITALIA - ITALIA - Mercato cannabis: più che altro tra amici. Indagine
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30 novembre 2019 11:54
 
 Il consumo e il mercato della marijuana? E' piu' che altro una questione tra amici. Lo sostiene un'indagine realizzata dall'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl di Bologna, presentata ieri nell'aula magna dell'ospedale Maggiore dal direttore Raimondo Pavarin. Sono state realizzate 300 interviste a consumatori (eta' media 23 anni) in alcune citta' del nord Italia: Bologna, Genova, Milano e Trento. In piu', e' stata indagata la situazione di 52 giovani che hanno fatto da venditori o intermediari nel commercio di cannabis. La fotografia che ne emerge, spiega Pavarin, dimostrerebbe come negli anni "il consumo di marijuana ha subito un processo di normalizzazione, come indicato da elevati tassi d'uso e una piu' ampia tolleranza e accettazione sociale. I consumatori mantengono l'accesso alla sostanza tramite ristrette reti di amici e conoscenti fidati". Nella maggior parte dei casi, spiega Pavarin, "la cannabis viene ottenuta gratuitamente, con acquisti condivisi o tramite amici e conoscenti". In questo modo "e' cresciuta la distanza tra i consumatori di marijuana e le organizzazioni criminali che gestiscono il mercato della DROGa". Allo stesso modo, c'e' anche una "barriera rispetto alle sostanze stupefacenti piu' pesanti". Per la marijuana, spiega dunque Pavarin, si parlerebbe non tanto di reti di spaccio, ma di "transizioni sociali tra amici. Sono reti tra pari consumatori: chi utilizza la cannabis e' al tempo stesso anche un potenziale venditore" e c'e' una "reciprocita' sociale" che porta anche ad aiutarsi nei momenti di scarsita' della sostanza. Gli stessi venditori, sottolinea il direttore dell'osservatorio, "evitano l'etichetta deviante di spacciatori, definendosi come persone che aiutano gli amici e che fanno favori"
 Dalle interviste ai 300 consumatori fatte dall'osservatorio dell'Ausl di Bologna, emerge prima di tutto che il 77% di loro ha consumato solo cannabis nell'ultimo anno, il 66% nell'intero arco della sua vita. La gran parte di loro studia o lavora, ha titoli di studio medio-alti (diploma o laurea) e il 57% dispone di mille euro al mese. L'eta' media del primo uso di marijuana e' tra i 15 e i 16 anni. Il 94% la consuma con gli amici, il 73% a casa. Oltre un terzo la usa per piu' di tre volte a settimana, il 29% meno di una volta ogni sette giorni. La spesa media mensile e' intorno ai 77 euro, il costo medio al grammo si aggira sui 9,5 euro. In media viene consumato mezzo grammo di cannabis a volta. Quasi il 55% degli intervistati dice di aver comprato a casa del venditore o in luoghi pubblici, in poco meno del 70% compra da un amico e piu' della meta' acquista da una persona di fiducia. Il canale viene scelto per lo piu' in base alle conoscenze e al rapporto di fiducia. L'11% ha comprato sul cosiddetto 'dark web', per restare piu' anonimo. Il 12% autoproduce la cannabis e il 90% di loro condivide la sua produzione con gli amici. Il 91% effettua acquisti collettivi, per poter risparmiare e per il piacere di condividere con gli amici. Il 61% ha regalato la cannabis almeno una volta, per lo piu' agli amici, per una questione di reciprocita' o per restituire un favore. L'86% degli intervistati infatti ha ricevuto marijuana in regalo almeno una volta. Il 71% invece per l'acquisto si e' rivolto a un intermediario, che e' nella gran parte dei casi un amico. A sua volta un 56% dei consumatori ha fatto da intermediario almeno una volta, soprattutto per gli amici e per fare acquisti collettivi, mentre il 40% e' stato coinvolto in vere e proprie attivita' di vendita.
 Per quanto riguarda invece i venditori e gli intermediari che hanno risposto all'indagine dell'osservatorio, si tratta soprattutto di studenti universitari o giovani lavoratori, con meno di mille euro al mese a disposizione. Per l'acquisto vanno di solito da amici o conoscenti, comunque persone di fiducia. Ma c'e' comunque un numero limitato di persone che dice di acquistare da venditori di professione o casualmente da chiunque. Le transazioni avvengono di preferenza in abitazioni private, in molti casi a credito. Ovvero molti dichiarano di saldare il debito una volta incassato dal proprio giro di acquirenti. Le principali fonti di finanziamento risultano essere la 'paghetta' dei genitori o lo stipendio. L'intermediazione puo' avvenire senza scopo di lucro, ad esempio nel caso di acquisti collettivi per il gruppo di amici, per profitto (comunque con un ricarico contenuto) o per garantirsi la propria quota di cannabis senza pagare. Chi lo fa per lucro, invece, porta avanti questa attivita' in particolare come alternativa al lavoro per un periodo di tempo, per rientrare dalle spese o per spalmare i costi. C'e' anche chi lo fa per non dover chiedere soldi ai genitori per mantenersi. E non manca chi lo fa per scelta ideologica, in quanto "l'illegalita' della sostanza viene percepita come una ingiustizia", riferisce Pavarin. Che poi chiosa: "La realta' sta cambiando molto velocemente, ma intorno sembra che la politica non sia molto interessata a questo. Noi per esempio non riceviamo finanziamenti pubblici e le nostre ricerche sono fatte grazie a volontari".
(Agenzia Dire)
 
 
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