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 AMERICHE - AMERICHE - Lotta a droga. Invito di Usa a Guatemala per maggiori sforzi
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10 febbraio 2018 11:28
 
 Il Guatemala "aumenti gli sforzi" nello smantellamento delle strutture criminali del traffico di droga e "riveda il suo sistema giudiziario" per rendere piu' efficienti le leggi in materia. E' questo l'invito che il segretario di stato Usa, Rex Tillerson, ha rivolto al presidente del Guatemala, Jimmy Morales, in visita a New York. Tillerson, riferisce il quotidiano "Prensa Libre", ha offerto al Guatemala il suo appoggio in un'azione che porti il paese ad essere "libero dalla corruzione", e ne "garantisca l'impegno" a favore della trasparenza. Centrale nell'incontro, che ha affrontato temi di sicurezza, giustizia, progresso e governance, la questione della lotta al narcotraffico e' un chiodo su cui il governo statunitense di Donald Trump sta battendo molto, investendo - riferisce Tillerson - 1 miliardo di dollari. 
Gli Stati Uniti intendono "lavorare con il Peru' per combattere" i traffici di droga, persone e armi e "stabilire una rete in tutto il continente per condividere informazioni sulle organizzazioni criminali", per essere in grado di perseguirle e bloccare la loro azione, ha dichiarato il capo della diplomazia Usa in Peru'. Nell'incontro tenuto questa settimana con il ministro degli Esteri peruviano Cayetana Aljovin, e che rientrava nel quadro della visita ufficiale che il funzionario statunitense in America Latina, Tillerson ha sostenuto che "gli Stati Uniti sono vittima del flusso di droghe verso le loro frontiere", ma che "i paesi in cui queste sostanze sono smerciate o dove le organizzazioni svolgono attivita' per spostare questi farmaci soffrono allo stesso modo". Aljovin ha osservato che e' necessario combattere "questo flagello" che e' penetrato in tutte le regioni dell'America Latina.
Nuovi impegni sulla strategia di contrasto alle droghe, e l'allarme sulla situazione in Venezuela sono stati anche i punti principali dell'incontro colombiano, che Tillerson ha tenuto a Bogota' con il presidente Juan Manuel Santos. La Colombia, ha assicurato Santos in una conferenza stampa rilanciata dai media locali, intende portare a compimento entro il 2018 lo sradicamento di 115mila ettari di coltivazioni illecite, che si aggiungono ai 90mila ettari nei quali grazie a un accordo raggiunto con 124mila famiglie, si procedera' alla sostituzione di semine illecite con altre legali. Il tema e' particolarmente sentito nell'agenda bilaterale: Washington mantiene alta l'attenzione sulla capacita' della Colombia di contrastare produzione e traffico di stupefacenti, Bogota' rivendica gli sforzi fatti, e ricorda il peso della domanda di droghe proveniente dal mercato statunitense.
Il tema e' particolarmente caldo dall'annuncio fatto venerdi' scorso dal presidente Donald Trump, quando ha chiesto di "bloccare gli aiuti" ai paesi che sono stati individuati dalla dogana statunitense come responsabili di "scaricare droghe negli Usa": fra questi spiccano Colombia e Peru', per droghe provenienti principalmente da Messico e Centroamerica. Su questo punto Tillerson ha detto che gli Stati Uniti hanno avuto un "dialogo chiaro" sulla situazione della droga con il Messico, prima tappa del suo tour in America Latina. "Gli Stati Uniti devono riconoscere che siamo il piu' grande consumatore di droghe illecite e dobbiamo iniziare a lavorare su questo problema", ha detto. 
Nel suo tour statunitense ieri Morales ha incontrato anche Trump. In occasione del "National Prayer Breakfast", un evento politico-religioso che si tiene ogni anno a New York, Trump ha mostrato il proprio apprezzamento per la decisione presa dal Guatemala di trasferire a Gerusalemme l'ambasciata in Israele. Il presidente Usa ha ringraziato Morales per "il sostegno dato dal Guatemala agli Stati Uniti in importanti azioni politiche", sottolineando come il Guatemala sia stato il primo paese a dare sostegno agli Stati Uniti dopo il suo annuncio, a dicembre, di trasferire l'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Morales e' arrivato a Washington martedi' per una visita di quattro giorni negli Usa.
(agenzia Nova)
 
 
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