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Italia. Un terzo dei parlamentari fa uso di droghe
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Notizia 
9 ottobre 2006 16:57
 
Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: è il risultato di un test eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati dalle Iene, che ne proporranno i risultati nella prima puntata della nuova serie del programma, martedì alle 21 su Italia 1.

Il test, eseguito con uno stratagemma, è il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, «ha una percentuale di infallibilità del 100%». Il 32% degli «intervistati» è risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina. Naturalmente nel servizio-inchiesta proposto martedì non si riconosceranno i deputati sotto osservazione.

Gli onorevoli sono stati avvicinati la settimana scorsa con la scusa della finanziaria appena presentata: una troupe leggera, come si dice in gergo, un giornalista e un aiuto, per la precisione una truccatrice. Puntualmente, a metà dell'intervista, la truccatrice si accorgeva che la fronte del politico era «troppo lucida» e bisognava tamponare. Un colpetto e via, il gioco era fatto. L'ignaro deputato, colto al volo davanti a Montecitorio da una sedicente tv satellitare, si era in realtà sottoposto, senza saperlo al test che rivela se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.

GLI ESPERTI: NON BASTA IL TEST A CONFERMARE LA POSITIVITA'

Un test 'serio e scientificamente valido, ma non sufficiente da solo a confermare la positivita' all'uso di droghe'. Cosi' il tossicologo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanita', definisce il 'drug wipe', ovvero il test con tampone frontale utilizzato dalle 'Iene'.
Inoltre, e' il giudizio dell'esperto, l'esiguita' del campione considerato non consente comunque di estrapolare un dato generale.
Si tratta di un test di laboratorio ampiamente utilizzato per esami preliminari, ha spiegato Zuccaro, 'piu' precisamente e' un test di screening: questo significa che, dinanzi ad un positivo, e' necessario confermare il risultato attraverso esami piu' sofisticati di sangue o urine'. Normalmente, ha sottolineato, 'se il drug-wipe e' negativo il risultato e' confermato come tale, ma se e' invece positivo e' necessaria la conferma ulteriore di laboratorio, dal momento che possono verificarsi dei falsi positivi'.
Importante e', poi, anche la metodologia di esecuzione: si tratta, avverte il tossicologo, di un esame che deve essere eseguito da personale specializzato, per non incorrere in possibili errori. Un test serio, dunque, ma utilizzato 'come test veloce per avere una prima risposta e che, per questo da solo, in mancanza di una conferma, non puo' dare la certezza del risultato positivo al consumo di stupefacenti'.
'E' necessaria quindi estrema attenzione nel considerare i risultati di un test che e', comunque, un test di screening di primo livello'. A cio' si aggiunge una valutazione relativa alla metodologia statistica: 'Considerando il campione ridotto di soggetti presi in esame non sarebbe corretto estrapolare un dato generale'.
Il drug-wipe, ha ricordato il responsabile dell'Iss, e' ad esempio utilizzato dalla polizia stradale per un primo accertamento circa l'eventuale consumo di droga da parte degli automobilisti ma, anche in questo caso, il soggetto risultato positivo puo' chiedere un ulteriore esame di conferma.

Il test 'Drugwipe', utilizzato dalle Iene per 'incastrare' quei parlamentari che avevano fatto uso di sostanze stupefacenti non sarebbe così attendibile come sostengono gli autori della trasmissione. Lo affermano le maggiori associazioni antiproibizioniste, esperti e siti internet che si occupano dell'argomento droghe, pesanti o leggere che siano. A mettere sotto accusa per primo il test, che si fonda su 'liquidi immediati' prodotti dal corpo umano -come sudore e saliva- sono stati gli esperti dell'Istituto di medicina legale di Berna, in base ad uno studio condotto in alcuni paesi dell'Unione europea.
In base a quanto riportato sul sito antiproibizionisti.it (punto di riferimento in Italia per il movimento teso alla liberalizzazione delle droghe leggere, ndr) il 'drugwipe' di cui sopra non sarebbe in grado di rilevare la presenza di THC, la sostanza attiva della canapa. Il grado di inaffidabilità per quest'ultimo stupefacente sarebbe dell'80-90% dei casi. Il motivo è che la sostanza attiva THC non è idrosolubile e non si ritrova quindi nella saliva o nel sudore.
Secondo il professor Guido Blumir, sociologo, autore del libro scandalo 'Marihuana', e consulente per organismi internazionali, "questi test di solito vengono usati dalle polizie stradali, dai piccoli datori di lavoro che acquistano su internet il kit a meno di 90 euro. Non sono la verità, a volte ci vanno vicino, ma non indicano molto". Cosa servirebbe per incastrare l'onorevole drogato di turno? "Certamente con una analisi delle urine incrociata con una del sangue non si hanno dubbi. Anche a livello giuridico, anche per il consumo recente. Con l'analisi del capello si può arrivare a 30 giorni indietro e non si è esenti da una sorta consumo passivo". Si va ad un concerto, ad un dibattito in un centro sociale, e si potrebbe risultare positivi a test come quello del drugwipe? "C'è questo grado di rischio per chi indaga. Per questo forse le autorità giudiziarie italiane non ne fanno uso". Il dato che 12 parlamentari su 50 siano risultati positivi alla cannabis e 4 alla cocaina, cosa significa? "Questi dati sono in linea con le statistiche nazionali più accreditate. Aggiungo comunque che la politica non è esente da sospetti. Ricordo una inchiesta del settimanale tedesco Stern che 5 anni fa circa fece rilievi nei bagni del parlamento e trovò consistenti tracce di cocaina ed altro. In ogni caso l'errore che test come il drugwipe contiene non è certamente del 100 per cento. Queste indagini dicono sempre qualcosa". E se non a livello di verità, insomma dal punto di vista giornalistico e di conoscenza, "bisogna dire brave le Iene".

COMMENTI

"Se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della 'politica ufficiale', prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe...". Così il presidente della commissione Attività produttive della Camera e segretario di Radicali italiani, Daniele Capezzone, afferma in una nota in cui si complimenta con la trasmissione tv 'le Iene'.

Francesco Mosca, segretario della Federazione dei giovani socialisti (i giovani dello Sdi), chiede una politica antiproibizionistica sulla droga dopo che la trasmissione 'Le Iene' ha annunciato di aver scoperto diversi casi di uso di stupefacenti fra i parlamentari. Secondo Mosca, "i parlamentari fanno largo uso di droghe, quindi la smettano una volta per tutte con la morale proibizionista". E quanto affermato dalle 'Iene' "é soltanto la controprova di quello che sapevamo, ed è frutto della loro stessa ipocrisia moralistica contro il consumo delle droghe". "Questi tossicoparlamentari sono il frutto di una politica sbagliata in tema di consumo di droga da loro stessi voluta", e "soltanto una nuova legge antiproibizionista che cancelli la legge Fini può condurre ad una seria politica di contrasto alla droga, e può forse aiutare questi tossicoparlamentari ad uscire dalla loro dipendenza".

Che alcuni deputati consumino sostanze stupefacenti non meraviglia l'ex ministro Carlo Giovanardi, 'padre' della legge sulla droga attualmente in vigore, che pero' non ritiene che siano cosi' tanti come risulta dal test delle 'Iene'. E comunque, secondo il parlamentare dell'Udc la droga e' diffusa anche al Senato, per esempio tra i senatori a vita.
'Se le Iene vogliono dire che anche in Parlamento c'e' chi consuma cocaina scoprono l'acqua calda. Anche al Senato se ne fa uso, com'e' noto, basta andare a vedere tra i senatori a vita'. La cocaina infatti, sottolinea, colpisce particolarmente 'le classi ricche, quindi la politica, le imprese, i professionisti, e cosi' via', e questo 'preoccupa particolarmente'. 'La cocaina costa e chi la usa e' condizionabile, ricattabile, specialmente se e' in una posizione di responsabilita''. Che ci siano parlamentari che consumano droga, quindi, Giovanardi non ha dubbi, ma non nelle dimensioni che dicono le Iene. 'Mi sembra il solito trucco per dire che siccome la usano tutti, e' talmente diffusa, tanto vale legalizzarla, un po' come si fa oggi con l'eutanasia'. 'Sulla veridicita' scientifica di questo test delle Iene mi scappa da ridere, mi sembra una bufala'.

'Mi sembra strano. Mi auguro sia falso': il presidente degli eurodeputati di Forza Italia, Antonio Tajani, si stupisce al risultato del 'test' delle Iene sui deputati dal quale emerge che uno su tre farebbe uso di sostanze stupefacenti, e prende le distanze. 'Io personalmente sono contrario all'uso di sostanze stupefacenti che sono pericolose per chi ne fa uso e negative per l'esempio che danno'. Poi i giornalisti scherzano e chiedono se, come hanno fatto le Iene, possono fare la prova del tampone all'eurodeputato: 'Fate quello che volete, mai fatto uso da quando ho l'eta' della ragione'.

'Dalle intercettazioni telefoniche a quelle fisiologiche': e' critico riguardo al test delle 'Iene' il deputato di Forza Italia Benedetto Della Vedova, che denuncia il ricorso alle 'analisi tossicologiche abusive' nei confronti dei parlamentari. Anche se poi aggiunge di non meravigliarsi affatto del risultato dell'indagine.
'E' un campione rappresentativo dell'Italia -dice riferendosi alla cifra di un deputato su tre che farebbe uso di droga- la diffusione del consumo e' estesa, come dicono anche le statistiche'. Il presidente dei Riformatori Liberali precisa di non farne una questione moralistica, 'ma e' un segnale che quello proibizionista e' un paravento'. 'Se e' vero quello che scaturisce dal test delle 'Iene' allora e' vero che c'e' nel Paese un uso diffuso di sostanze illegali'.
Da cio', secondo della Vedova, ne deve conseguire che 'anche nel centrodestra deve partire una riflessione sul fallimento del proibizionismo, che non argina affatto la diffusione della droga, consente al crimine organizzato di prosperare sui traffici illegali, allontana i consumatori dalle strutture di cura. E' il momento di affrontare senza ideologie la situazione e di sperimentare altre vie'. Che sono, secondo il parlamentare, 'la legalizzazione che preveda una depenalizzazione per le sostanze leggere e la legalizzazione in ambito sanitario per quelle cosiddette pesanti, guardando a esperienze come quelle della Svizzera o della Spagna'.

"Non apprezzo personalmente" questo modo di fare ma il test de Le Iene conferma una voce popolare sull'uso delle sostanze da parte dei parlamentari. Lo ha detto il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero. "Personalmente - ha osservato il ministro - non apprezzo queste modalita' di intrusione nella vita privata delle persone. Cio' detto il dato del test sembrerebbe confermare quella che e' una voce popolare sul consumo delle sostanze da parte di molti parlamentari". A suo avviso, "in ogni caso, la vicenda dovrebbe permettere al mondo politico di riflettere in modo piu' laico su questi temi, ben sapendo che i politici non rischiano di subire i controlli e le sanzioni che subiscono invece i normali cittadini". Inoltre - ha aggiunto Ferrero - "si puo' anche leggere questa vicenda come la dimostrazione che non sono le sostanze a creare emarginazione, quanto piuttosto il modo di parlare e di trattare i consumatori come avviene con la legislazione punitiva verso i consumatori voluta dal precedente Governo e che siamo impegnati a superare".

"Bisogna essere rispettosi della privacy di ciascuno, compresa quella dei parlamentari": Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla Camera, interpellato dai cronisti a Montecitorio commenta il " narco test" condotto dalle Iene. "Non so se questo test ha valore scientifico ma da convinto anti-proibizionista, quale sono, credo che non si possa considerare questo un argomento su cui speculare. Piuttosto una considerazione va fatta: e' sull'aggiornamento della legislazione proibizionista, a partire dall'abolizione della legge Fini-Giovanardi che sinceramente non vedo come possa essere affrontata se non in Parlamento e non tra utilizzatori e no degli stupefacenti perche' questo risponde agli usi e costumi di ciascuno. Ma rispetto ad una discussione politica impegnata in Parlamento alla legge in questione si applichi il programma dell'Unione".

Nessun commento. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, interpellato dai cronisti sui risultati del 'narco test' condotto dalle 'Iene' su 50 parlamentari, non concede dichiarazioni e si limita a rispondere con un cenno della testa lasciando intendere che non vuole commentare.

Se i risultati del test delle 'Iene' sono affidabili, i deputati consumano sostanze stupefacenti quasi quanto gli studenti delle superiori: lo afferma Alfio Lucchini, presidente di Federserd, la federazione dei servizi pubblici delle dipendenze.
Il drug wipe, precisa Lucchini, e' un esame poco conosciuto e non e' utilizzato dai servizi pubblici, che invece usano i test rapidi sulle urine e sulla saliva. Bisogna quindi, precisa, "capire meglio, vedere bene la sensibilita' del test, quanta contaminazione puo' esserci, e poi se e' stato fatto su un campione casuale o meno, etc.". Se comunque fosse attendibile, sarebbe "un risultato impressionante" e che si avvicina ai numeri degli studenti tra 16 e 19 anni, che secondo i dati di Federserd sono per l'8% consumatori di cocaina e per il 30-40% di derivati della cannabis. "Che sia un segno di vitalita' dei nostri parlamentari?" conclude scherzando.

"Le Iene ci ripensino" e "non mandino in onda l'inchiesta sui deputati che farebbero uso di stupefacenti": lo chiede Luigi Lusi senatore della Margherita, per il quale si tratta di una inchiesta alterata e che "fa acqua da tutte le parti".
"Qual e' l'obiettivo delle Iene? Il rischio e' quello di mandare in onda un'inchiesta 'alterata', perche', stando alle anticipazioni, si baserebbe non solo su metodi da verificare, ma farebbe acqua da tutte le parti sia dal punto di vista dei diritti, sia della privacy e non ultimo dell'attendibilita' medica, dando un messaggio distorto e falsato ai giovani che rappresentano proprio il pubblico principale di questa trasmissione".
Per questo, Lusi chiede che "i presidenti di Camera e Senato diano una loro valutazione su questa vicenda e su quanto avvenuto ai parlamentari chiamati in causa a loro totale insaputa".
"A questo punto verrebbe da pensare che si tratti semplicemente di un metodo arbitrario e piuttosto superficiale per mettere alla berlina le istituzioni del paese". "Un conto infatti sono le inchieste intelligenti, provocatorie e irriverenti a cui le Iene da sempre ci hanno abituati, un altro la ricerca a tutti i costi di sensazionalismo a scapito dell'attenzione che si dovrebbe invece ad un argomento cosi' serio e delicato quale quello trattato".

"Sono sconcertato. Se le cose sono davvero andate cosi', siamo di fronte a una grave violazione della privacy". E' il commento di Paolo Gambescia, deputato dell'Ulivo, al test delle 'Iene'.
"E' molto grave affrontare un tema cosi' delicato come quello della droga, con servizi simili, perche' anche se non saranno rivelati i nomi, questo test ci fa diventare tutti sospettati. Imbavaglia la discussione in aula, e questo accade proprio mentre noi stiamo discutendo se serva o meno l'assenso per i prelievi nei processi penali a imputati per reati gravi".
"Quale sara' l'impatto con l'opinione pubblica, di qualsiasi decisione presa sulla questione della tossicodipendenza in Parlamento?".
"E' un modo di procedere che non trova giustificazione, che snatura tutte le regole, e' una vera e propria violenza. Lungo questa strada il nostro diventa un paese incivile. Mi auguro che il servizio non vada in onda".

Paolo Cento, dei Verdi, commenta l'inchiesta delle Iene secondo cui alcuni parlamentari fanno uso di droga sostenendo che "non sorprende affatto l'ipocrisia di una parte del mondo politico che vota leggi liberticide e poi sniffa cocaina".
Per Cento "le Iene hanno fatto centro, svelando l'ambiguita' delle leggi che vietano le droghe e criminalizzano chi le usa: il proibizionismo genera sempre mostri".

"Dalle 'Iene' un sondaggio pilotato?". La domanda polemica la fa Daniele Farina (Prc), a proposito dell'inchiesta tv sull'uso dei stupefacenti da parte dei parlamentari. Farina spiega: "Mi sorprende che molti dei deputati apertamente schierati per l'abrogazione della legge Fini-Giovanardi, non siano stati 'intervistati' dalle 'Iene'. Forse non si e' voluto superare quella quota del 50% piu' uno, necessaria per l'abrogazione della legge sulle droghe voluta dal centro destra?"
"Nel caso si volesse continuare nel sondaggio comunico alle 'Iene' che sono tanti i parlamentari, disponibili per future 'interviste' e che lavoreranno sodo, in queste settimane, per una adeguata preparazione. Per quanto riguarda le liste di proscrizione, tanto amate dalla Mussolini- aggiunge il deputato Prc- gli consiglio di farsi un giro nelle strade, a cominciare dai suoi elettori, per cominciare a raccogliere qualche nome".
Il parlamentare conclude sottolineando che "su questi temi regna un'ipocrisia di fondo, difficile da scardinare, i cui effetti si ripercuotono sulla pelle di molti uomini e donne criminalizzati da una legge liberticida".

La Privacy non e' violata 'perche' e' riferita a persone individuabili' e anche i rilievi penali non ci sono: le Iene, almeno secondo il parere dell' avvocato Domenico D'Amati, possono stare tranquille. Il servizio sui 50 deputati 'positivi' al test anti-droga non dovrebbe creare problemi legali, anche perche' nel servizio l' anonimato e' rigoroso, sia video che audio (i deputati non si sentono parlare), la riconoscibilita' impossibile e i test sono stati fatti tutti insieme senza distinguere dato da dato. Nemmeno gli autori del programma, insomma, 'interessati al peccato e non al peccatore', sarebbero in grado di individuare nome e cognome del singolo onorevole 'positivo'. 'La privacy - spiega D'Amati, esperto di problemi dell'informazione - e' riferita a persone individuate, quindi in questo caso, stando a quello che anticipano le Iene, e' tutelata'.
Certo, 'potrebbe sempre esserci il deputato che sostiene come, in una certa misura, si sia gettata un' ombra anche su di lui, proprio perche' i 16 deputati non sono individuabili'. In questo caso, argomenta D'Amati, precisando che si tratta di un' 'ipotesi del tutto accademica', qualcuno potrebbe dire ''il servizio ha diffamato il Parlamento'. Le Iene per difendersi avrebbero diritto di provare che quello che dicono e' vero cioe' sarebbero autorizzate a rivelare i singoli nominativi, invocando l' esimente del diritto di cronaca. Ma diciamo la verita', nessuno lo fara'.. per una serie di motivi. Questa vicenda mi ricorda i 'ware test', quando il giornalista diceva 'questo prodotto e' adulterato' e lo fa in base ad un campione che ha raccolto. Ebbene, se l'analisi e' corretta, questo e' un lecito esercizio del diritto di cronaca. D'altra parte un certo tipo di indagine richiede certi metodi...'.

Se diffondessero i nomi dei parlamentari sottoposti al test per rilevare l'uso di stupefacenti, le Iene rischierebbero una querela per diffamazione da parte dei diretti interessati; ma al di la' questa ipotesi, la loro iniziativa costituisce comunque una violazione delle norme sulla riservatezza. Questa l'opinione di Carlo Fucci, sostituto procuratore a Santa Maria Capua Vetere.
'Al di la' della sussistenza o meno di risvolti penali per il metodo seguito da soggetti non abilitati per l'accertamento dell'uso di sostanze stupefacenti, c'e' sicuramente una violazione della privacy', osserva Fucci. Si andrebbe oltre, se invece le Iene dichiarassero l'identita' o di tutti i parlamentari sottoposti al test o anche solo di quelli risultati positivi al test: 'la diffusione dei nomi o comunque in altro modo dell'identita' delle persone coinvolte da questo accertamento potrebbe avere dei risvolti penali a carico di chi se ne rendesse responsabile, visto che i soggetti interessati potrebbero sentirsi diffamati'.
Altro discorso sono le possibili conseguenze per i parlamentari risultati positivi al test: il servizio delle Iene potrebbe essere utilizzato dall'autorita' giudiziaria come 'spunto investigativo', come succede con gli anonimi. E se un pm risalisse tramite accertamenti all'identita' dei deputati in questione, in linea teorica potrebbe sentirli come testimoni, allo scopo esclusivo di risalire allo o agli spacciatori:'In genere chi ha fatto uso di sostanze stupefacenti, se e' noto all'autorita' giudiziaria o di polizia,viene ascoltato come persona informata sui fatti per conoscere l'identita' dello spacciatore' spiega Fucci. Una prassi che potrebbe valere anche in questo caso.
I parlamentari positivi al test non rischierebbero nemmeno le sanzioni amministrative che la legge sulla droga affida alla competenza dei prefetti e che vanno dalla sospensione della patente a quella del porto d'armi: per il metodo seguito (ai deputati non e' stata chiesta alcuna autorizzazione per sottoporli al test) e non essendo le Iene persone abilitate a compiere questo tipo di accertamento, 'penso che i dati del test, anche se certi - dice il sostituto procuratore- non potrebbero essere utilizzati sul piano amministrativo'.

Italo Bocchino ha dato mandato all'avvocato Leone Zettieri di adire alle vie legali nei confronti della trasmissione le Iene, chiedendo il sequestro immediato del campione raccolto illegalmente e la distruzione dello stesso in sede processuale. "Pur non avendo nulla da nascondere -dichiara l'esponente di An- ed essendo tra i deputati risultati negativi alla prova tossicologica, ritengo gravissimo dal punto di vista penale l'invadenza di chi pur di fare audience e' oggi illegittimamente in possesso del dna di 50 parlamentari".

"Sono tra i parlamentari che si sono sottoposti al test delle 'Iene': spero, dunque, che l'inchiesta promossa dal programma tv, possa rappresentare un'occasione di dibattito, anche parlamentare, contro l'ipocrisia del proibizionismo, che ha prodotto solo danni". E' l'opinione di Tommaso Pellegrino (Verdi), che aggiunge: "La Fini-Giovanardi va abolita, perche' come tutte le leggi proibizioniste ha solo causato reazioni letteralmente opposte, specie nei giovani". "Non ho nulla da nascondere, non faccio uso di droghe e sono pronto a sottopormi anche ad altri test, ma i deputati, come tutti i cittadini, sono liberi di fare cio' che vogliono della propria vita. Senza, naturalmente, arrecare un danno agli altri".

A Francesco Caruso le 'Iene' non hanno fatto alcun controllo. Peraltro l'esito sarebbe stato scontato. "Io faccio abitualmente uso della cannabis - spiega il deputato di Rifondazione Comunista - molto meno da quando sono al Parlamento, anche se cerco di non perdere l'abitudine". A proposito dell'inchiesta de "Le Iene", Caruso commenta con ironia, vestendo gli insoliti panni del censore. "E' la conferma che il Parlamento e' davvero un posto mal frequentato, visto che gia' ci sono mafiosi e tangentisti. Ci mancavano solo i cocainomani. E' davvero un quadretto desolante". "E' davvero inconcepibile che magari questi signori poi ci vengono a fare la morale com'e' avvenuto per mesi contro chi come me organizza movimenti e si batte a fianco dei piu' deboli. Piuttosto alla luce dei tassi tossicologici e' ancora piu' opportuno che si provveda ad abrogare la legge Fini-Giovanardi e a legalizzare la droga leggera. E' per il bene dei deputati, e soprattutto dei tre milioni di italiani che fumano cannabis e sono perseguiti ingiustamente".

"Combattiamo contro quel falso moralismo che si occupa di quel che accade in tv, ma nasconde quel che accade nel palazzo. Abbiamo attivato una petizione on line sul sito clicca qui che presenteremo ai Presidenti di Senato e Camera per denunciare quanto viene rappresentato". Cosi' Alessandra Mussolini, europarlamentare di Alternativa Sociale e segretario nazionale di Azione Sociale, contro l'uso di droga fra politici, riferendosi al servizio che andra' in onda domani su Italia Uno nella trasmissione 'Le iene'. "Vogliamo sapere chi tra i rappresentanti del popolo usa droga, come e da chi la compra, ma soprattutto se la vende: ci manca solo l'onorevole 'pusher'. In questo i Presidenti debbono avere un ruolo centrale: altrimenti e' giusto che i carabinieri facciano il loro lavoro anche in Parlamento".

'Bene il test de le 'Iene', certamente simpatico anche se un po' sopra le righe. Vuol dire che adesso, davanti a palazzo Montecitorio, oltre al cambio della guardia ci sara' anche il cambio del poliziotto con il cane anti droga'.
Giacomo Mancini, deputato della Rosa nel pugno, commenta cosi' il test della trasmissione di Italia uno che ha rivelato l'uso di stupefacenti tra i parlamentari.
'Dopo il Parlamento, ora le 'Iene' potrebbero andare anche all'uscita della Borsa, delle sedi dei grandi gruppi industriali e dei network televisivi, siamo sicuri che il loro test avrebbe dei risultati stupefacenti', prosegue Mancini. 'Da tempo diciamo che la legge sulla droga va riveduta e corretta. La 'Iene' hanno il merito di rendere evidente questa realta", conclude l'espondente socialista.

'Questa cosa mi sembra una pessima trovata pubblicitaria. L'attendibilita' di questo specie di esperimento pseudo-scientifico e' equivalente allo zero'. Non usa mezzi termini Pier Ferdinando Casini per criticare l'inchiesta delle 'Iene' sugli onorevoli e la droga.
Ospite della trasmissione 'Porta a porta', il leader dell'Udc sottolinea: 'Debbo dire che avendo denunciato sempre il tema della diffusione della droga e avendo detto in campagna elettorale che bisogna porsi il problema della cocaina dei quartieri alti, chi vuole il mio parere ce l'ha facilmente. Credo che su questi temi non bisogna scherzare ma bisogna fare una lotta senza quartiere alla droga'.

'Innanzitutto, vorrei essere sicuro dell'attendibilita' del tampone' e del metodo adottato, 'e siccome le 'Iene' giocano sull'ironia e sullo scherzo, credo che allora me la cavo con una battuta anch'io: puo' darsi che cosi' si faccia piu' in fretta a cambiare la legge Fini sulle tossicodipendenze'. Ospite della trasmissione 'Porta a porta', Piero Fassino commenta con una battuta l'inchiesta delle 'Iene' sui parlamentari e la droga.

Continua a scatenare reazioni polemiche lo 'scoop delle Iene' sui parlamentari che farebbero uso di droga. Per il capogruppo della Lega Nord, Roberto Castelli, si tratta di una ennesima dimostrazione di questi tempi barbari e decadenti: è barbaro e decadente chi consuma droga, ma lo è anche chi ha avuto l'idea di questa indagine con i tamponi". Durante la trasmissione 'Vivavoce' su Radio24 netto rifiuto sia dei metodi usati dalle 'Iene' sia dell'uso di stupefacenti è arrivato anche da Bruno Tabacci dell'Udc, Giorgio Iannone di Forza Italia e Italo Bocchino di An, uno dei 50 parlamentari soggetti all'indagine che ha dato mandato al suo avvocato di sporgere querela.
Tabacci ha seccamente affermato che "'Le Iene' questa volta ne hanno fatta una assolutamente fuori. Fare un'indagine a tradimento con un tampone è inaccettabile: contrasto nettamente i politici che si drogano, ma l'iniziativa delle 'Iene' è sbagliata e colpisce al cuore la tutela della privacy in Italia". D'accordo anche Iannone, secondo cui l'indagine delle 'Iene' "viola la privacy, i nomi già girano, alimentando una cultura del sospetto che non può gravare sui rappresentanti delle istituzioni".
 
 
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