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 ITALIA - ITALIA - Cannabis terapeutica. Autodenuncia dell'on. Magi
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19 novembre 2020 16:21
 
“In Italia ci sono migliaia di malati che si curano con cannabis terapeutica e pur avendone diritto e pur essendo in possesso di una prescrizione medica, hanno enormi difficoltà a procurarsela” ha dichiarato Riccardo Magi prima di entrare nel commissariato di Piazza del Collegio Romano a Roma per autodenunciarsi in seguito alla cessione di cannabis al paziente Walter De Benedetto, avvenuta lo scorso 31 ottobre. Un'azione, quella della cessione, che viene condannata con una pena che va dai 6 ai 20 anni di carcere.

Il 20 ottobre Walter De Benedetto - paziente affetto da una malattia neurodegenerativa invalidante che assume cannabis medica per contrastare questa patologia - si era appellato, sostenuto dalla campagna Meglio Legale, al Presidente della Repubblica chiedendo il rispetto del diritto alla cura. Infatti, sebbene in Italia sia consentito il ricorso alla cannabis come a terapia da più di 13 anni, burocrazia, limitazioni e mancanza di informazioni fanno sì che pochi pazienti la ottengano, con grandi difficoltà e spesso a intermittenza. Così è stato anche per Walter De Benedetto, che per alleviare i dolori, ha deciso di coltivare la pianta nel giardino di casa, finendo indagato per un reato per cui in Italia si rischiano fino a 6 anni di carcere.

Il Deputato di +Europa/Radicali ha spiegato così la sua decisione: “Ho ceduto a titolo gratuito a Walter De Benedetto la cannabis da me coltivata e prodotta avendo aderito alla campagna #IoColtivo promossa da Meglio Legale. Sono consapevole che quest’azione costituisce reato in base alla legge italiana ma ritengo questa legge ingiusta e intendo rafforzare con la mia azione la battaglia di Walter per il rispetto del diritto alla salute e per la modifica della legislazione italiana sulle droghe”. La cessione, a fini terapeutici, è avvenuta lo scorso 31 ottobre, quando il deputato si è recato ad Arezzo per far visita a De Benedetto.

“Non ho più tempo per aspettare i tempi di una giustizia che ha sbagliato il suo obiettivo. Il dolore non aspetta”  - aveva detto De Benedetto nel suo appello al Presidente della Repubblica - “Mi sono già rivolto al nostro governo, e al presidente della Camera lo scorso anno [2019, n.d.r]: da allora la mia malattia è andata veloce ed è andata veloce anche la giustizia: così mi trovo indagato per le piante di cannabis coltivate nel mio giardino con l’aiuto di un amico”. Il paziente ha spiegato come il suo gesto sia stato frutto della necessità, dal momento che lo Stato non gli ha garantito la terapia per la quale ha regolare prescrizione. Come De Benedetto si trova a fare i conti con la giustizia, così Magi chiede di essere processato, rivendicando l’importanza della propria scelta affinché si riconosca pubblicamente la rilevanza del problema.

Il caso di De Benedetto non è unico: secondo il report Estimated World Requirements of Narcotic Drugs 2020 dell'International Narcotics Control Board, l'Italia ha un fabbisogno di 1.950 kg all'anno di cannabis medica. A fronte di tale domanda, sulla base di quanto pubblicato sul sito del Ministero della Salute, lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM), nel 2019, ha distribuito alla Farmacie cannabis per soli 157 kg. Lo stato italiano, per rispondere alla domanda interna, ha dovuto acquistare 252 kg di prodotti importati dall’Olanda.

L’appello di Walter De Benedetto è stato raccolto dalla campagna Meglio Legale che se ne è fatta promotrice mettendo a disposizione il suo sito per raccogliere le firme a supporto. lio, Jasmine Cristallo, Pippo Civati, Bobo Rondelli, Andrea Rivera, Marco Martinelli, Ilaria Gaspari, Elisa Serafini e Pietro Sparacino. Sul sito megliolegale.it è ancora possibile firmare l’appello.
 
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