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Mercato cannabis in Canada. Chi si nasconde dietro?
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Articolo di Redazione
10 febbraio 2018 18:55
 
 Il redditizio mercato della cannabis in Canada suscita nuove imprenditorialita’. In un Paese dove, nel 2017, 4,9 milioni di persone avrebbero speso circa 5,7 miliardi di dollari canadesi (3,8 miliardi di euro) in cannabis, alcuni ex-politici vi hanno intravisto l’opportunita’ di una nuova carriera.
Chuck Rifici, ex-tesoriere del Partito Liberale canadese (PLC) quando fu eletto Justin Trudeau, e’ presidente della Cannabis Wheaton Income Corp. Era stato uno dei fondatori del piu’ grosso produttore canadese e mondiale, Canopy Growt. Quest’ultimo e’ presieduto da Mark Zekulin, un ex-consigliere del ministro liberale delle finanze dell’Ontario. Ricordiamo anche Herb Dhaliwal, ex-ministro del governo di Jean Chrétien, oggi presidente del National Green BioMed, un produttore della Colombia-Britannica, o anche l’ex-direttore nazionale del PLC, Adam Miron, direttore di Hydropothecary.
Ex-poliziotti
Alcuni ex alti funzionari della Sanita’ canadese, l'organismo federale che concede i permessi di produzione, lavorano anche nell’industria della cannabis. L’ex-ricercatore Thomas Shipley, per esempio, e’ direttore per il controllo della qualita’ presso Canopy. A Hydropothecary, il servizio alla clientela e’ gestito da Max Cyr, che supervisionava il dossier cannabis alla Sanita’ canadese. Altri, come Brian Wagner e Ivan Vrana, sono consulenti presso questa industria, dopo aver partecipato alla stesura della normativa sulla marijuana…
Per garantire la sicurezza delle loro imprese, diversi produttori hanno imbarcato degli ex-poliziotti. Cosi’ e’ per il comandante in capo della gendarmeria reale del Canada, Norman Inkster, direttore presso Mettrum, e Timothy Humberstone, un ex degli uffici governativi della lotta antidroga, diventato direttore di Abcann.
Alcuni investimenti sono fatti in malo modo. Secondo il Journal de Montrèal, almeno 165 milioni di dollari canadesi provenienti dai paradisi fiscali sono stati investite nelle fabbriche di produzione di cannabis. Questi ultimi due anni, 35 degli 86 produttori autorizzati dalla Sanita’ canadese, hanno beneficiato di finanziamenti offshore.

(articolo di Olivier Mougeot, corrispondente dal Quebec, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 10/02/2018)
 
 
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