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 FRANCIA - FRANCIA - Le tracce di droghe nell'acqua per meglio monitorare i consumi nei Comuni
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Notizia 
24 dicembre 2010 18:55
 
L'acqua non puo' avere una memoria, ma conserva degli ingombranti souvenir. Dopo i residui dei farmaci, dei pesticidi, dei metalli pesanti... i ricercatori ora si concentrano su un dossier molto esplosivo: le tracce di droghe.
Un'équipe del laboratorio di sanita' pubblica e ambiente dell'Universita' di Paris-Sud, ha effettuato il primo studio francese sulla materia analizzando le acque usate stoccate in sei stazioni di depurazione.
Gli scienziati, che hanno pubblicato i loro risultati nella rivista “Forensic Science International”, si sono concentrati su quattro sostanze: cocaina, ecstasy, anfetamina e buprenorfina (un farmaco sostituivo dell'eroina). I risultati mostrano tracce piu' o meno importanti di ognuna di queste sostanze nei liquami. I livelli in cocaina “variano tra 5 e 336 ng/l e tra 37 e 850 ng/l quelli di benzoylecgoina (principale metabolita, di una sostanza derivata dalla cocaina)”, dice Thomas Nefau, uno dei ricercatori. I residui di ecstasy si trovano raramente e talvolta in dosi tipo 28 ng/l.
Questi risultati permettono solo una stima globale del numero di persone che si drogano e delle quantita' consumate, ma danno due tipi di informazioni interessanti: qual e' la tendenza del consumo e quale zona geografica ne e' interessata. “E' un buon strumento di misura”, dice Yves Levi, che ha diretto la ricerca, poiche' ormai “nessun Comune e' in grado di seguire il ritmo del consumo di droghe sul proprio territorio e rispondervi”.
I prelievi effettuati nella regione parigina sono ricchi di informazioni, evidenziando che non c'e' differenza di consumo tra Comuni ricchi e quelli poveri. Ma i consumatori sono piu' numerosi a Parigi che nella periferia e nel week-end piuttosto che durante la settimana. “Il picco maggiore e' stato verificato in occasione della Festa della musica”, precisa Sara Karolak, docente all'universita'. Quest'ultima evidenzia che se la Francia e' al medesimo rango del Belgio o della Svizzera, e' invece molto lontana da Italia o Spagna, Paese -quest'ultimo- che conduce studi in merito gia' dal 2005.
“Questo metodo dovrebbe consentire di completare gli altri indicatori che gia' esistono”, commenta Etienne Apaire, presidente del Mildt (Mission interministérielle de la lutte contre la drogue et la toxicomanie). “Questa tecnica non puo' funzionare per tutte le droghe e soprattutto per l'eroina, che' contiene oppiacei come alcuni farmaci, ricorda Jean-Michel Costes, direttore dell'OFDT (Observatoire français des drogues et des toxicomanies), ma puo' consentire il monitoraggio e la spazializzazione”.
 
 
 
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