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 ITALIA - ITALIA - 'Scuole sicure', Forum Droghe: è repressione spacciata per prevenzione. Unione Studenti indice manifestazione di protesta
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28 agosto 2018 12:17
 
Giudizio negativo dell'Associazione Forum Droghe sulla direttiva 'Scuole sicure' emanata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che "spaccia repressione per prevenzione". Per la presidente, Maria Stagnitta, "la direttiva del ministro Salvini mette in evidenza due cose: che per il Governo in carica i consumi giovanili di sostanze illegali si affrontano con telecamere e vigili urbani, e che sulle Droghe questo Governo è a guida leghista. Che fine hanno fatto i ministeri delle Politiche Sociali e della Salute che pure dovrebbero essere in prima linea sulle azioni di prevenzione degli abusi di Droghe? - si chiede - E il ministro dell'Istruzione, visto che si parla di scuole? Non pervenuti." 
Patrizia Meringolo, presidente del Comitato scientifico di Forum Droghe, contesta l'approccio governativo: ''mi sembra una pessima direttiva, non solo è centrata esclusivamente sul controllo, ma per di più su un controllo di tipo ''meccanico'' e senza alcuna finalità di relazione educativa, come nel caso della videosorveglianza. Non c'è alcun aspetto preventivo, fosse anche del genere proibitivo e moralistico come il ''just say no'' di origine statunitense, e non c'è finalità di ascolto e rapporto con le persone. Si rischia di essere perfino al di là della presenza dei cani antidroga nelle scuole, che già aveva suscitato polemiche''. "La parola prevenzione serve solo come foglia di fico di un intervento esclusivamente repressivo - segnala Hassan Bassi, segretario nazionale di Forum Droghe - solo il 5% dei fondi stanziati potranno essere usati per finanziare campagne educative. Si confonde prevenzione con repressione dello spaccio e si richiamano provvedimenti, come quelli dei DASPO urbani previsti dal decreto Minniti, che abbiamo duramente contestato. E comunque basta vedere la tabella dei finanziamenti ai singoli Comuni per capire che si tratta di pura propaganda".

"In una direttiva il ministero dell'Interno stanzia 2,5 milioni di euro per il contrasto allo spaccio nelle scuole di 15 citta', incoraggiando l'utilizzo del daspo a scuola negando l'accesso all'istituto agli studenti colti nell'attivita' di spaccio. E' inaccettabile che venga imposto come sistema educativo un modello che esclude". Lo dichiara Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti. "Utilizzare questi soldi per installare telecamere e circondare le scuola da agenti di polizia non solo e' inutile ma dannoso: le scuole vengono private del loro ruolo educativo e si alimenta un clima di paura e pregiudizio invece che un confronto aperto ed informato sulle droghe. Nel nostro Paese le percentuali di dispersione scolastica sono altissime e non possiamo accettare un ulteriore strumento di esclusione, peraltro incentivo per le mafie di speculare sui giovani esclusi dai luoghi della formazione - continua Giulia Biazzo - I piu' colpiti infatti saranno coloro che a causa di difficolta' economiche non avranno strumenti per emanciparsi dalla propria condizione risultando piu' ricattabili". "Vogliamo che i comuni non chiedano di accedere a tali fondi e che strumenti come i daspo vengano aboliti fuori e dentro le scuole. Questi 2,5 milioni regalati alle forze dell'ordine potrebbero essere usati per aumentare i fondi sul diritto allo studio, includendo invece che escludere chi e' ai margini dei luoghi d'istruzione o ne rimane fuori. Il 12 ottobre - conclude l'Unione degli Studenti - scenderemo in tutte le piazze d'Italia nella giornata di mobilitazione nazionale studentesca per rivendicare scuole aperte ed inclusive, non un passo indietro". 
 
 
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