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 ITALIA - ITALIA - Politiche droga al ministero Salute? Radicali: subito la VI conferenza nazionale
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21 ottobre 2015 9:28
 
Art. 44, comma 3, della cosiddetta “legge di stabilità”: “Al Ministero della salute sono trasferite le funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di politiche antidroga”.
Giulio Manfredi (Radicali italiani), Igor Boni e Silvja Manzi (coordinatori Associazione radicale Adelaide Aglietta), cosi' intervengono

«In linea di principio, è ragionevole che il Ministero della Salute si occupi di politiche antidroga; noi radicali abbiamo sempre sostenuto che la prevenzione delle dipendenze deve essere trattato come un problema sanitario e non di ordine pubblico. Ma una tale decisione non può essere attuata con venti parole affogate in un provvedimento “omnibus” quale è la legge di stabilità; una tale decisione può arrivare solamente attraverso un dibattito, trasparente e approfondito, su quello che il governo Renzi intende fare in tema di politiche antidroga, dopo un vuoto di politica durato venti mesi. L’occasione ci sarebbe, prevista addirittura per legge: la sesta conferenza nazionale sulla droga, che si sarebbe già dovuta tenere nel 2012 ma che già tre governi si sono dimenticati di convocare. La si convochi subito e si apra, finalmente, un confronto pubblico.

Ora al Ministero della Salute siede Beatrice Lorenzin, purtroppo un alter ego di Carlo Giovanardi. La Lorenzin ha dichiarato quest'estate che “l'eroina è sparita dalle strade”; inviteremmo la ministra a visitare i quartieri più degradati della nostra come della sua città per capire che non è così. Più comodamente la ministra può consultare la “Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze”, presentata dal governo di cui fa parte la Lorenzin solamente 18 giorni dopo la sua infelice dichiarazione: i sequestri di eroina sono aumentati nel 2015 del 5,3 per cento e più eroina sequestrata significa più eroina in circolazione.

Non basta: pare che presso il Ministero della Salute sia al lavoro una commissione per stabilire, rispetto alle diverse sostanze stupefacenti, le soglie quantitative al di sotto delle quali si presume che la detenzione sia destinata a uso personale. In pratica la Lorenzin vuole seguire le orme della sua collega democristiana Rosa Russo Iervolino, che nei primi anni ’90 inventò la famigerata “dose media giornaliera”, poi abolita grazie al referendum radicale del 1993.

Di fronte a tutto questo, chiediamo ai parlamentari del PD, di SEL, del M5S di intervenire per evitare che la controriforma targata NCD vada in porto, magari in cambio di un ammorbidimento di Alfano sulle unioni civili (come diceva il campione dei democristiani, Giulio Andreotti: a pensar male si fa peccato ma ci s’azzecca).»
 
 
 
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