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 ITALIA - ITALIA - Morte Cucchi, indiscrezioni indagine: disidratazione, schiena spezzata
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13 marzo 2010 9:57
 
Stefano Cucchi è morto per disidratazione mentre era detenuto in ospedale, dopo aver rifiutato «almeno in parte», cure e cibo: non per capriccio, ma perché voleva parlare con un avvocato. Non c’è riuscito, e nessuno l’ha avvisato che stava rischiando la vita; fu ricoverato che pesava 52 chili, quattro giorni dopo era arrivato a 42. S’èspento nella notte fra il 21 e il 22 ottobre, e quando gli hanno praticato la rianimazione aveva smesso di vivere da quasi tre ore; medici e infermieri, insomma, tentavano di rianimare un cadavere.
Aveva anche delle lesioni, il trentunenne arrestato per 20 grammi di hashish e due di cocaina: agli occhi, alla terza vertebra lombare e all’osso sacro. Lesioni recenti «di origine traumatica», che se non hanno direttamente a che fare con la morte risultavano comunque dalle visite effettuate dopo l’arresto di Cucchi, ma nessuno le segnalò alla magistratura.
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'Abbiamo avuto oggi il referto del nostro radiologo che e' disponibile a sostenere in tutti i gradi di giudizio e di fronte a qualsiasi autorita' che Stefano Cucchi ha la colonna vertebrale rotta in sede coccigea e alla vertebra L3. Quindi sono due le fratture e sono recentissime, non cosi' vecchie come qualcuno sta cercando di proporre'. Lo ha detto ai microfoni di Cnrmedia Fabio Anselmo, avvocato della famiglia di Stefano Cucchi, il giovane romano deceduto il 22 ottobre all' ospedale Pertini di Roma una settimana dopo l'arresto.
Sulla relazione della commissione di inchiesta, secondo la quale Cucchi sarebbe morto per disidratazione mentre era detenuto in ospedale, l'avvocato afferma: 'Un altro momento di riflessione e' il perche' sia successo: perche' Stefano ha subito un pestaggio mentre era in regime di detenzione e il pestaggio ha avuto questo epilogo'.

Il presidente della commissione sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, in relazione a un articolo pubblicato sul 'Corriere della sera' di ieri, rammenta a coloro che hanno legittimo accesso alle informazioni sull'inchiesta relativa alla tragica vicenda di Stefano Cucchi e alla bozza di relazione finale, "che la delibera istitutiva della commissione impone un inderogabile obbligo di segretezza (art. 6)".
La Commissione, aggiunge Marino, "grazie al lavoro dei relatori e alla responsabilita' di tutti i Gruppi parlamentari, e' a un passo dal concludere tale delicata inchiesta: vi sono le condizioni per l'approvazione ampiamente condivisa di un documento equilibrato e tutt'altro che anodino". La relazione finale sara' votata mercoledi' 17 marzo.

 
 
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