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Italia. Gasparri: vietati dalla legge i farmaci a base di cannabis
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4 aprile 2008 13:48
 
'La decisione della giunta regionale delle Marche di distribuire cannabis gratis a scopi terapeutici e' contro legge e denunceremo nelle sedi opportune questa illegalita''. Lo annuncia l'on. Maurizio Gasparri di An-Pdl a proposito della decisione dell'esecutivo regionale di autorizzare i servizi di farmacia delle Aziende ospedaliere, dell'Inrca e dell'Azienda sanitaria regionale unica a erogare cannabinoidi per uso terapeutico, a carico del Servizio sanitario regionale.
'Non ci sono dati scientifici certi sui benefici dell'uso della cannabis e lo stesso mondo medico e' fortemente combattuto. Non solo, quindi, non ci sono gli estremi di legge per somministrare cannabis gratis, ma soprattutto non c'e' il supporto di un dato scientifico. Prova ne e' il fatto che deve essere il paziente a farne richiesta esclusiva, non potendo il medico assumersi la responsabilita' di somministrare quella che comunque resta una sostanza psicotropa'.
'Pensavamo - afferma poi Gasparri, attaccando la decisione sul piano politico - che con la caduta del governo Prodi ci saremmo liberati per sempre dall'incubo di una sinistra superficiale che liberalizza l'uso della droga. La decisione della regione Marche, disposta a sborsare milioni di euro per l'acquisto delle 'compresse verdi', e' uno scatto in avanti intollerabile che va denunciato. Sull'uso terapeutico della cannabis sono state dette solo tante bugie con l'unico chiare obiettivo che ha sempre avuto la sinistra: la legalizzazione della droga'.

'Parlare di legalizzazione delle droghe come fa Maurizio Gasparri e' decisamente fuori luogo e purtroppo segnala una grave ignoranza del problema'. Lo dichiara l'assessore alla salute delle Marche Almerino Mezzolani.
L'assessore sottolinea in una nota che il provvedimento riguarda 'un numero molto ridotto di pazienti (poche decine l'anno al massimo) affetti per lo piu' da un dolore grave e cronico che non risponde agli altri trattamenti disponibili'.
Inoltre 'i farmaci a base di cannabinoidi (perche' di farmaci si tratta) di cui si occupa il provvedimento possono essere dispensati gia' da un anno sulla base di un Decreto del ministero della Salute'.
Questi farmaci - aggiunge - 'debbono essere prescritti sotto la responsabilita' del medico specialista che si occupa del caso (il piu' delle volte un paziente con malattia oncologica o grave malattia neurologica). Il farmaco non e' disponibile in Italia per cui va importato da altri Paesi, previa autorizzazione del ministero della Salute'. E 'in assenza di un provvedimento regionale c'e' il rischio che i pazienti cerchino di procurarsi da soli i farmaci in questione attraverso un faticoso percorso tra medici, farmacie e ministero'.
Con il provvedimento della giunta regionale marchigiana - secondo l'assessore - 'si offre l'opportunita' ai pazienti, che purtroppo hanno bisogno di questi farmaci, di avere un percorso organizzato dal Servizio sanitario regionale'. Questo percorso 'coinvolge gli specialisti neurologi ed oncologi che hanno in cura i pazienti che potrebbero beneficiare del trattamento, le farmacie ospedaliere che inoltrano la richiesta al Ministero della Salute e quest'ultimo che autorizza l'importazione dall'estero'.
Si tratta di procedure 'gia' operative in Italia che hanno portato ad autorizzare l'importazione dei farmaci in questione per meno di 200 casi in tutta Italia nel 2007'. I costi per una Regione - insiste Mezzolani - 'sono contenuti in poche decine di migliaia di euro al massimo, costi che peraltro verrebbero sostenuti per altri farmaci, qualora non si rendessero disponibili i farmaci derivati dai cannabinoidi'.
Il trattamento deve iniziare in ambito di ricovero ospedaliero e puo' continuare per un massimo di sei mesi a livello domiciliare. Ogni mese lo specialista rinnova la prescrizione, e quindi rivaluta la situazione. L'assessore ammette che 'vi sono ancora punti di vista discordanti almeno in parte a livello scientifico, ma certo non si puo' avere opinioni diverse sulla drammaticita' delle situazioni cui si cerca di dare una risposta e sull'opportunita' di non lasciare soli i pazienti a cercarsi una soluzione'.
'Ovviamente questo percorso in cui lo specialista pubblico attraverso le farmacie ospedaliere pubbliche, previa autorizzazione del ministero della Salute, consente la disponibilita' del farmaco per il paziente si conclude con una copertura dei relativi costi da parte del servizio sanitario Regionale. Speculare sulla malattia e sulle particolari condizioni che vivono alcune fasce di pazienti ed i loro familiari - rimarca Mezzolani - e' quantomeno irrispettoso nei confronti del dolore'.

'Siamo allo scambio oratori contro canne': lo ipotizza, ironicamente, il consigliere regionale di An Guido Castelli, mettendo in relazione la delibera di giunta che autorizza i cannabinoidi a scopo terapeutico con la legge per gli oratori. 'Il provvedimento ha visto la luce, infatti - spiega - nello stesso giorno in cui la Sinistra Arcobaleno minacciava la crisi politica a seguito del voto favorevole sulla legge per gli oratori'.
'La crisi - sostiene Castelli - e' stata evitata grazie alla condiscendenza di Spacca verso la subcultura dello sballo tanto cara all'estrema sinistra'. Ma, secondo il consigliere, manca qualsiasi supporto scientifico che documenti le proprieta' terapeutiche della cannabis. 'Il tetraidrocannabinolo - insiste - e' e rimane una sostanza psicotropa. Per questa ragione ho presentato una mozione per la revoca di una delibera che, a mio avviso, presenta chiari profili di illegalita'. E qualora la maggioranza del consiglio dovesse condividere il permissivismo di Spacca in materia di droghe inviteremo i dipendenti del Servizio sanitario regionale all'obiezione di coscienza'.
'Mi chiedo piuttosto - conclude Castelli - per quale motivo la Regione Marche non dia immediata attuazione al provvedimento con cui la conferenza unificata Stato-Regioni ha prescritto agli enti pubblici di sottoporre al test antidroga i propri dipendenti adibiti a mansioni sensibili'.

'Ci vuole proprio un bel coraggio a complicare la vita a persone come me, malate di sclerosi multipla che si curano con la cannabis': cosi' Pino Cucci, candidato indipendente per la Sinistra Arcobaleno al Comune di Roma e gravemente malato.
'Lei che conosce cosi' tanto le droghe - dice Cucci al parlamentare - abbia almeno la decenza di fornire dati scientifici rispetto alle conseguenza dell'utilizzo della cannabis, lo faccia perche' io questi disastri, in anni di utilizzo diretto della sostanza, non li ho visti. La cannabis, e soprattutto i suoi principi naturali, mi permettono di vivere in maniera dignitosa la mia malattia e mi tolgono dolori che nessun farmaco mi ha mai tolto. Inoltre, mi riducono notevolmente spasticita', incontinenza e prurito irrefrenabile'.
'Io sono pronto a incontrarla pubblicamente con una montagna di dati - conclude - e con un'esperienza diretta degli effetti di un farmaco che lei non conosce. Auando vuole, io sono disponibile'.

Le 'ultime sciocchezze della sinistra prima delle elezioni': cosi' l'on. Carlo Ciccioli (An-Pdl), medico psichiatra anconetano, liquida la decisione della giunta delle Marche di autorizzare l'uso di cannabinoidi a scopo terapeutico a carico del servizio sanitario regionale.
Ciccioli non risparmia neppure il presidente dell'Inrca don Vinicio Albanesi, intervenuto sulla questione: 'Invece di starsene ad Ancona ad affrontare i gravi problemi dell'ente, segue Veltroni a Napoli, cercando di sostenere la campagna elettorale del centro sinistra di Bassolino allo sbando'.
'Nelle Marche - incalza - l'assessore alla sanita' Mezzolani, forse per ingraziarsi un po' di voti della sinistra radicale, autorizza, prima regione in Italia, il Servizio sanitario regionale a somministrare gratis farmaci a base di cannabis contro il dolore'. 'Al di la' dell'indicazione terapeutica, sulla quale ci sono pareri difformi, ma che potrebbe essere anche accettabile quando scientificamente confermata, e' paradossale - aggiunge - che in un momento delicato come questo, quando tutti i riflettori sono accesi sulle decisioni della politica, si faccia intendere che la cannabis e' un medicinale e fa bene contro il dolore. Anche la morfina e' un medicinale, e in caso di dolore oncologico va prescritta, ma in situazioni specifiche gravissime, perche' si tratta di somministrare il principio attivo dell'eroina'.
'Se fossimo irresponsabili - conclude Ciccioli, che e' stato anche responsabile del Servizio tossicodipendenze della Asl di Ancona - quest'ultima trovata dell'esponente del Pd Mezzolani a noi del centro destra, elettoralmente, non potrebbe che far bene, ma ahime' fa molto male ai giovani, che percepiscono un messaggio sbagliato. Si fanno sforzi incredibili per cercare di salvarli dal conformismo dell'uso di spinelli e sostanze varie e poi in un attimo gli irresponsabili del centro sinistra annullano tutto il lungo lavoro di prevenzione'.

Secondo la consigliera regionale di An Franca Romagnoli e' 'sconcertante' la delibera della giunta sull'utilizzo di farmaci cannabinoidi, che - a giudizio dell'esponente dell'opposozione - 'dimostra di usare certi temi seri e dolorosi come 'spot pro droga' per accontentare ideologicamente la sinistra radicale che, forse non condizionera' Veltroni, e vedremo, ma nelle Marche la fa da padrona con Spacca!'.
'I risultati della ricerca non sono univoci - sostiene la Romagnoli - e a fronte di quanto dichiarato in delibera c'e' un'altra parte del mondo scientifico che afferma che le droghe piccole o leggere non hanno in genere indicazioni terapeutiche: il professor Ottavio Gandolfi, docente di farmacologia all'Universita' di Bologna ed esperto di droghe, dice che recenti esperimenti negli Usa hanno accertato che, al massimo, un componente chimico ricavato dalla marijuana puo' ridurre la nausea indotta dai farmaci chemioterapici (nausea che puo' essere benissimo controllata con altri farmaci antivomito), ma c'e' sempre il problema della dipendenza: questa sarebbe l'unica indicazione terapeutica e quindi l'eventuale uso in medicina sarebbe molto ristretto'.
Su 60 cannabinoidi presenti nella marijuana - aggiunge l'esponente di An -, la Federal Drug Administration (Fda) negli Usa ha approvato l'uso terapeutico solo di uno: il thc, tetra-hydrocannabinol per la nausea causata dalla chemioterapia e per trattare l'inappetenza dei malati di Aids, sintetizzato con il nome di Marinol. Il fatto che un componente chimico, ricavato dalla marijuana, abbia un uso terapeutico, non rende la marijuana una medicina'.
'Non vogliamo essere pionieri in Italia su simili tematiche - cocnlude la Romagnoli -: quale dibattito ha preceduto la decisione? Quale approfondimento? Che fretta c'era di deliberare se non quella elettorale. Metteremo in atto ogni forma di protesta e sensibilizzazione della pubblica opinione, oltre la mozione che abbiamo presentato, perche' si ritiri l'atto che si appalesa pure illegittimo rispetto alle disposizioni di legge nazionali'.

Il farmaco cannabinoide allevia molte sofferenze ai malati e tutte le regioni dovrebbero seguire l'esempio delle marche: e' quanto sostiene Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Arcobaleno, medico, gia' fondatore della Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, commenta cosi' le polemiche contro la decisione delle Marche di distribuire gratuitamente un farmaco 'gia' usato in mezza Europa e in Nordamerica'.
Per Agnoletto, 'tutte le Regioni dovrebbero seguire questo esempio, e i politici che si scagliano ideologicamente contro questo provvedimento dovrebbero evitare di strumentalizzare il dolore di persone malate. Non capisco neanche come sia possibile che in Italia se ne parli ogni volta quasi fosse una novita', mentre nel resto del mondo l'uso terapeutico della cannabis, con relativa distribuzione di farmaci, e' una realta''.
Marijuana Medical Access Regulations e' infatti il nome dell'atto normativo con cui in Canada dal 2001 e' possibile l'uso terapeutico della cannabis; dal 2005, dopo un periodo di sperimentazione e di verifiche scientifiche, e' stato reso disponibile un nuovo prodotto, Sativex, uno spray sublinguale per curare i dolori da neuropatie in pazienti con sclerosi multipla. In Olanda dal 2003 la cannabis per usi terapeutici ? venduta nelle farmacie; cos? come in diversi Stati USA il suo impiego come terapia ? stato approvato tramite referendum. Anche in Spagna, dal 2005, e' possibile farne uso. Sempre nel 2005 l'Unione Europea ha finanziato con 105 milioni di euro un progetto di ricerca per lo sviluppo di estratti di cannabis per il trattamento dell'artrite reumatoide e dell'emicrania.
'Le principali indicazioni terapeutiche secondo la letteratura scientifica internazionale sono: nausea e vomito durante una chemioterapia, stimolazione dell'appetito in pazienti in AIDS, sclerosi multipla, terapia del dolore'.
 
 
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