testata ADUC
Italia. Cri: pronti a sperimentare eroina in compresse
Scarica e stampa il PDF
Notizia 
24 marzo 2007 9:57
 
La somministrazione medica di eroina per via iniettiva ai tossicodipendenti in Italia non e' consentita, ma ora c'e' un nuovo tipo di terapia, con eroina per via orale, che in Svizzera sta mostrando esiti positivi e che si potrebbe sperimentare anche da noi: la proposta e' stata spiegata ieri, da un gruppo di esperti, nella sede della Croce Rossa Italiana a Villa Maraini a Roma.
Si tratta, ha spiegato il presidente dell'Agenzia comunale per le tossicodipendenze di Roma, Ignazio Marcozzi Rozzi, di una cura destinata a quegli eroinomani che si sono mostrati refrattari ai farmaci sostitutivi, cioe' al metadone e alla buprenorfina. Su questo tipo di tossicodipendenti gravi, da molti anni in alcuni Paesi europei -Svizzera, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Uniti, Belgio, Austria- oltre che in Canada e in Australia, sono in atto programmi di cura con la diacetilmorfina, cioe' l'eroina farmaco, per via endovenosa, in associazione con cure psicoterapiche e socio-riabilitative.
L'esperienza svizzera, in particolare -ha sottolineato Marcozzi Rossi- ha dato esiti positivi, 'migliorando le condizioni psico-fisiche e sociali' dei pazienti. Tanto che nel Paese elvetico ormai questa terapia e' passata dalla fase di sperimentazione a una condizione ordinaria, cioe' viene fornita dal servizio sanitario nazionale. 'Ora c'e' questo nuovo studio svizzero - ha concluso - che ha curato per un anno 402 tossicodipendenti con l'eroina in compresse, dimostrando una maggiore ritenzione nel programma (l'80% delle persone non ha abbandonato la cura) e una minore pericolosita' rispetto alla somministrazione con siringa'.
Il farmacologo Paolo Nencini, dell'Universita' La Sapienza di Roma, ha spiegato che i tossicodipendenti che non rispondono al trattamento con il metadone o a trattamenti 'drug free' nelle comunita', potrebbero trarre beneficio dalla cura con l'eroina.
'Il metadone riduce di un terzo le morti per overdose, ma c'e' una parte dei pazienti in terapia che continua a essere dipendente dall'eroina. Ci sono elementi di indizio del fatto che l'eroina, per alcuni, non sia sostituibile con il metadone'. Queste persone, insomma, hanno proprio bisogno dell'eroina, non dei suoi sostituti. E quella in pillole e' non solo meno pericolosa, ma ha meno effetti collaterali.
Perche' quindi non avviare anche in Italia una sperimentazione di questo tipo? Gli esperti propongono quindi uno 'studio pilota' della durata di due anni, che coinvolga mille persone divise in due gruppi: uno trattato con metadone e l'altro con eroina in pillole. 'E' un'opportunita' terapeutica da non lasciare cadere, la posta in gioco e' grande'. E non costerebbe neanche delle cifre enormi, visto che 'la materia prima costa poco'. Anche il presidente della Cri, Massimo Barra, si e' detto convinto dalla proposta, e ha dato 'la disponibilita' della Cri se le autorita' competenti daranno l'ok alla sperimentazione'.

"Il problema e' verificare la pericolosita' delle sostanze". Cosi' il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, intervenuto ieri al simposio.
"Viviamo in una societa' in cui cresce la diffusione dei farmaci, ma anche di psicofarmaci e bevande alcooliche ed e' convinzione sempre piu' diffusa che una pasticca possa risolvere ogni problema. La prevenzione serve proprio a questo: a rompere immaginari come, per esempio, l'idea che l'uomo debba lavorare 20 ore al giorno per raggiungere il successo. Un meccanismo, questo che in se' produce la diffusione di sostanze".

'Eroina in compresse a carico del Servizio sanitario nazionale? Ma perche', 'farsi' con una pasticca garantita dal ministero della Salute e' meno grave che farsi con un 'buco', con una 'pera' illegale? E come si fa a curare un avvelenamento somministrando all'avvelenato lo stesso veleno che ha determinato l'avvelenamento? Come si fa a combattere la droga con lo spaccio di Stato? Sarebbe la resa connivente delle istituzioni a questa piaga nefasta'. E' la posizione di Riccardo Pedrizzi (An).
'Il problema e' la droga, non la modalita' di assunzione. E la soluzione e' non drogarsi piu', rinunciare alla droga. Non drogarsi 'meglio' e in maniera piu' 'sicura'. Che non lo capiscano la Turco e Ferrero, passi; che non lo capisca la Croce rossa italiana, meraviglia non poco'.
'La filosofia dell'eroina in pillole e' la stessa dei Sert, del metadone, della somministrazione controllata di eroina, della distribuzione di siringhe sterili, delle stanze del buco, della droga di Stato insomma. La filosofia di chi accetta il fatto della tossicodipendenza, ritiene che con la droga si possa convivere, scendere a patti; la filosofia di chi si accontenta di ridurne il danno, cioe' di mantenere a vita il tossicomane nel suo stato, di condannarlo per sempre alla prigionia, di normalizzarne la schiavitu'. La filosofia che punta, egoisticamente e menefreghisticamente, al mero controllo sociale del drogato, per impedirgli di disturbare, di dare fastidio alla gente 'perbene''.
'La nostra filosofia, quella della legge Fini - conclude - e' un'altra, e' quella delle comunita': pensare che nessun tossicodipendente sia irrecuperabile, credere che la tossicodipendenza non si vinca con sostanze sostitutive che non fanno altro che cronicizzare l'emarginazione; prendere in carico il tossicomane con l'obiettivo di eliminare il danno della droga, far evadere la persona dal carcere della dipendenza, recuperarla integralmente dal punto di vista umano e sociale, liberarla dalla schiavitu''.
 
 
NOTIZIE IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori