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Italia. Arriva il Vicodin, il farmaco oppiaceo del dr. House
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30 giugno 2009 11:11
 
Ragazzi in cerca di sballo con il Vicodin, l'antidolorifico usato dal dottor House, il medico protagonista dell'omonima serie televisiva, per alleviare un persistente dolore alla gamba? "Una pratica pericolosa sotto tutti i punti di vista, sia perche', trattandosi di un farmaco oppiaceo provoca nell'immediato torpore, rallentamento ed estraniamento dalla realta', sia perche' alla lunga, come qualsiasi abuso di farmaci, di sostanze o alcol, puo' provocare disturbi del comportamento e mettere a rischio il sistema cardiorespiratorio". A commentare l'ultima 'frontiera' dello sballo, diffusa tra i giovani statunitensi ma che sembra prendere piede anche tra i ragazzi italiani (grazie all'acquisto su Internet, non essendo venduta nel nostro Paese) e' Piergiorgio Zuccaro, responsabile dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga' dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss).

"Bisogna far capire ai giovani - dice Zuccaro all'Adnkronos - che, oltre agli effetti pericolosi a medio e lungo termine, anche solo una singola assunzione, in condizioni particolari puo' essere pericolosa. Come tutti i farmaci, in caso di allergia a qualche ingrediente, si rischia lo shock anafilattico, o se si assumono gia' altre medicine, la 'somma' degli effetti puo' a volte essere deleteria". Zuccaro, tiene a precisare pero' che nel caso del Vicodin "si tratta di un farmaco vecchio che, usato nelle sue corrette indicazioni e', come tutti gli oppiacei, efficace e utile. Al contrario un uso diverso o un abuso sono ovviamente pericolosi".
Quanto al 'rischio imitazione' da parte dei ragazzi, Zuccaro precisa "Se il dottor House, nel telefilm, usa il Vicodin contro il dolore fa una cosa corretta, perche' il dolore e' una malattia e come tale va curata. Se ne e' invece dipendente o ne abusa, bisogna chiedersi se e' lucido e se puo' dunque esercitare la professione di medico. In questo caso, l'esempio dato dalla tv sarebbe poco etico". E ancora: "i farmaci oppiacei contro il dolore - ammonisce - vanno presi. Sono importanti, utilissimi e se usati bene danno sollievo a molte persone. Dunque non vanno demonizzati. Anzi, l'Italia e' uno dei Paese che utilizza meno oppiacei. Si tratta - spiega - di una lacuna che stiamo colmando attraverso misure che facilitano la prescrizione e garantiscono un accesso piu' ampio".
Altro discorso invece e' l'abuso.

L'esperto, che si dice a conoscenza dell'uso di questi farmaci fra i giovani americani, rassicura: "In Italia per ora non abbiamo segnalazioni in tal senso. Abbiamo un sistema di monitoraggio che ci consente di sapere se c'e' un allarme reale". Ma ammette che "oggi i ragazzi hanno una modalita' di approccio alle sostanze fuori dagli schemi, nel senso che ritengono di poter prendere tutto cio' che vogliono. Una volta c'erano gli eroinomani, i cocainomani, gli appassionati delle droghe da discoteca oggi questa 'diversificazione' e' molto piu' sfumata e i giovani, anche grazie a Internet, sanno tutto e riescono a procurarsi di tutto. E nella rete, purtroppo, i controlli sono davvero difficili".
 
 
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