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 FILIPPINE - FILIPPINE - Guerra alla droga. Verso le indagini della Corte Penale Internazionale
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Notizia di Redazione
16 dicembre 2020 13:13
 
Il procuratore della Corte penale internazionale (ICC) Fatou Bensouda ha fatto sapere che ci sono "basi ragionevoli" per credere che diversi crimini contro l'umanità siano stati commessi negli omicidi legati alla guerra alla droga del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. "L'Ufficio hasufficieti informazioni per ritenere che diversi crimini contro l'umanità - come omicidio (articolo 7 (1) (a)), tortura (articolo 7 (1) (f)) e gravi lesioni fisiche e danni mentali, nonché altri atti disumani (articolo 7 (1) (k)) - siano stati commessi sul territorio delle Filippine tra il 1 luglio 2016 e il 16 marzo 2019, in virtù della campagna di guerra alla droga lanciata in tutto il paese".
Così Bensouda nel suo rapporto pubblicato martedì 15 dicembre.
Bensouda non ha ancora deciso se procederà ad un'indagine formale, viste le restrizioni dovute alla pandemia COVID-19.
In precedenza aveva già annunciato che le sue prossime iniziative le avrebbe decise entro il 2020. "L'Ufficio prevede di chiedere l'autorizzazione per aprire un'indagine sulla situazione nelle Filippine nella prima metà del 2021". E aprirà un'indagine se verrà rilevato che il sistema giudiziario filippino non è stato in grado o non ha voluto perseguire da solo questi omicidi. Se si passa a una fase di indagine, il procuratore Bensouda potrà richiedere ai giudici dell'ICC di fare una citazione in giudizio.
Anche se non sono state ancora avviate delle indagini, il presidente del National Union of Peoples 'Lawyers (NUPL) Edre Olalia ha descritto l'ultimo rapporto come: "raggi di speranza (che) hanno fatto capolino dalle oscure nuvole dell'impunità". "Il nostro governo e le forze dell'ordine devono prenderlo sul serio e trasmettere il messaggio forte e chiaro ... Ci auguriamo che un risarcimento reale ed efficace possa essere raggiunto in tempo", ha detto Olalia.
"Indagini limitate"
Nel rapporto, Bensouda ha detto che c'era "un numero limitato di indagini e procedimenti penali". "Le informazioni non ufficiali indicano che un numero limitato di indagini e azioni penali sono state avviate (e, in alcuni casi, portate a termine) a livello nazionale nei confronti di autori diretti di determinate condotte criminali che si sarebbero svolte durante, o in connessione con, la Guerra alla droga".
Un'analisi di Rappler nel 2019 ha rilevato che le lacune investigative e le scappatoie dei procuratori hanno permesso a migliaia di casi di guerra alla droga di rimanere irrisolti.
A giugno, il segretario alla giustizia Menardo Guevarra ha annunciato la creazione di un panel inter-agenzie sulla guerra alla droga che avrebbe fatto nuove indagini sulle oltre 5.000 persone uccise dai poliziotti in operazioni legittime. Questo per cercare di colmare le lacune della procura, mettendo da parte la presunzione di regolarità, e valutando se sarà necessario sporgere denuncia contro i poliziotti. Ma il Ministero della Giustizia (DOJ) non ha rispettato la scadenza di novembre.
Bensouda ha detto che "continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi" del comitato di revisione della guerra alla droga del DOJ.
Il ministro Guevarra la scorsa settimana ha detto che un primo rapporto potrebbe essere atteso presto "in un paio di province con la più alta incidenza di operazioni di polizia con morti, in particolare a Bulacan e Pampanga".

Secondo il professore di diritto internazionale Romel Bagares, avvocato tra i firmatari di una richiesta alla Corte Suprema per il ritiro delle Filippine dalla Corte penale internazionale, ha detto che la revisione della guerra alla droga del DOJ potrebbe essere l'ultimo elemento per la decisione di Bensouda. "Si può ragionevolmente dedurre che l'Ufficio del Procuratore (OTP) stia concludendo la fase della questione della complementarità", ha detto Bagares. La complementarità si riferisce alla determinazione se le Filippine siano disposte e in grado di indagare da sole. "Questo è un vero progresso. Per la prima volta l'OTP ha identificato i crimini internazionali ed ha detto di avere ragionevoli basi per ritenere che siano stati commessi nel momento in cui l'ICC aveva giurisdizione sulle Filippine".
Bensouda ha aggiunto nel suo rapporto: "Le informazioni disponibili indicano anche che nelle Filippine sono state formulate accuse penali contro un numero limitato di individui - tipicamente autori fisici di basso livello - in relazione ad alcuni omicidi legati alla droga".
La revisione del DOJ è stata citata anche dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) come una delle ragioni della sua risoluzione annacquata. Anziché avviare la propria inchiesta, l'UNHRC ha offerto assistenza tecnica alle indagini interne del governo filippino. Guevarra aveva detto in precedenza che il comitato di revisione sarebbe stato sufficiente perché l'ICC interrompesse la sua indagine.
Duterte si è ritirato dalla ICC, anche se lo Statuto di Roma prevede che restino valide le ammissioni aperti prima del ritiro. La Corte Suprema non ha preso una decisione sulle petizioni volte a dichiarare incostituzionale la guerra alla droga.

(Rappler.com del 15/12/2020)
 
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