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 MESSICO - MESSICO - Guerra alla droga. Autorità si scusano per poliziotti che consegnarono ragazzi ai narcos di Jalisco
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6 marzo 2019 12:28
 
Le autorità messicane hanno chiesto ufficialmente scusa ai parenti di cinque ragazzi che furono uccisi dai narcos del cartello della Nuova generazione di Jalisco nel 2016 dopo essere stati consegnati ai gangster da agenti corrotti. I poliziotti corrotti, sul libro paga del cartello, fermano i ragazzi convinti erroneamente che fossero membri di una banda rivale. I ragazzi, Bernardo Benítez, José Benítez, Susana Tapia, Mario Arturo Orozco e José Alfredo González furono uccisi e i loro corpi dati alle fiamme. Il nuovo governatore dello stato di Jalisco, Cuitláhuac García, insediatosi a dicembre, ha messo al primo posto del suo programma la lotta alle gang di narcos e denunciato l'impressionante numero di sparizioni e uccisioni legate al mondo del traffico di stupefacenti. Il governatore Garcia ha denunciato il fatto che "la collusione tra polizia e crimine organizzato non è stato fermato per tempo" mentre il viceministro messicano per i diritti umani, Alejandro Encinas, ha detto che il Messico e le sue autorità hanno una "profonda responsabilità" per quanto accaduto ai ragazzi, tutti attorno ai 20 anni. Il caso di cinque ragazzi ricorda quello dei 43 studenti scomparsi nel 2014 a Iguala, un caso su cui il neo presidente Manuel López Obrador ha annunciato l'intenzione di aprire una commissione d'inchiesta.
 
 
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