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 ITALIA - ITALIA - Giornata mondiale Aids. FICT: si vince se siamo uniti
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Notizia 
1 dicembre 2017 13:04
 
"La Federazione ha 20 servizi, tramite i quali si prende cura dei malati di aids, offrendo un supporto non solo farmacologico ma anche psicologico, rieducativo e motivazionale per la tutela della dignità della persona, all'interno di un sistema di rete che vede il coinvolgimento delle realtà sanitarie locali (ospedali, medici, Dipartimenti di salute mentali..). La richiesta è tanta e le nostre case alloggio sono piene, ma purtroppo l'AIDS è diventato un problema di serie b: l'emergenza sembra essere scomparsa, come se si volesse nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere. I malati si curano oggi e possono anche vivere a lungo, ma i più giovani e anche gli adulti continuano ad infettarsi.
I dati ci dicono che ogni anno in Italia vengono diagnosticati 4mila casi di infezione da HIV: il dato complessivo è stabile da 5 anni, ma questo non riguarda la fascia di età tra i 25 e i 29 anni, dove sono in aumento. Inoltre l'ONU, nonostante i progressi effettuati in questi anni, ci segnala che quasi un milione di bambini sieropositivi nel mondo sono ancora senza cure e questo perché non ci sono fondi sufficienti.
Mi preme sottolineare alcune questioni fondamentali su cui dobbiamo continuare a porre la nostra attenzione: 1. Investire sulla prevenzione e l'informazione soprattutto nelle scuole per responsabilizzare i più giovani, visto che i contagi, oggi, per l'80% circa, risultano essere causati da rapporti sessuali promiscui, il restante 20% dall'uso di siringhe infette da parte dei tossicodipendenti; 2. La formazione degli operatori che accompagnano i malati che vivono con l'angoscia di morte: si muore ancora di AIDS e soprattutto di malattie correlate; 3. Necessità di una campagna di comunicazione per combattere lo stigma  sia dei familiari, che continuano a negare la malattia per vergogna e paura, sia della società tutta per un percorso di integrazione e di "accoglienza umana";  4. Investire sulla ricerca per nuovi farmaci: c'è una caduta di interesse.
I percorsi di cura possono garantire ai pazienti un certo livello di qualità di vita e un accompagnamento dove la relazione umana è posta al centro, ma è bene aver presente, affinché non si abbassi l'attenzione, che, ad oggi, ancora non esiste la cura all'aids e le diagnosi sono tardive.
Noi lottiamo contro la cecità volontaria di chi non vuole vedere. Non vuole vedere che l’HIV non è una questione di categoria, tossicodipendenti, omosessuali, eterosessuali, ma di una scelta che comporta responsabilità verso se stessi e l'altro per prevenire la diffusione di questa malattia"
Luciano Squillaci - Presidente FICT
 
 
 
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