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 ITALIA - ITALIA - Droghe e tossicodipendenze. Proposta di legge di alcune comunità
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27 novembre 2019 8:01
 
Cambiare il Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope nella parte che disciplina il sistema dei servizi per le dipendenze patologiche. Questa la proposta avanzata da alcune delle piu' importanti realta' in prima linea nel contrasto alle dipendenze e nel supporto alle persone con dipendenze. Le prime linee di revisione di una normativa ormai datata e incapace di cogliere tutti i mutamenti in atto e' stata presentata ieri alla Camera in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti i rappresentanti delle principali societa' scientifiche della ricerca nel campo delle dipendenze, del privato sociale e del servizio pubblico, introdotti da Biagio Sciortino (Intercear) che ha sottolineato piu' volte il significato profondo di aver raggruppato tutti i soggetti che si occupano della tematica e che hanno deciso con questo atto di passare dalla denuncia alla proposta. Il Testo Unico risale infatti al 1990 e si e' intervenuti per l'ultima volta in modo organico sul settore con la Legge 45/1999. Il principio al quale si ispira la revisione normativa proposta e' quello di passare da un approccio che parte dalla sostanza che crea dipendenza ad uno che prende in carico la persona; principio che si traduce nell'affiancare alla repressione, sulla quale ben operano Forze dell'Ordine e Magistratura, la prevenzione, in particolare per quel che riguarda i minori, le nuove droghe e la dipendenza da sostanze legali (tabagismo e alcolismo), nonche' le cosiddette dipendenze comportamentali. Le proposte illustrate in conferenza stampa sono state realizzate da un gruppo di lavoro, che ha visto unirsi non solo pubblico e privato sociale, ma anche le societa' di ricerca nel campo delle dipendenze e riguardano in particolare tre ambiti: la Governance del sistema, la necessita' di passare ad un approccio che preveda la presa in carico globale della persona, le risorse. Per quel che riguarda la Governance, la proposta e' di superare, nel rispetto del Titolo V, l'eccessiva frammentazione dell'approccio attuale alla prevenzione che risente delle problematiche connesse ad una molteplicita' di interlocutori regionali, che spesso si traduce nella difficolta' per i soggetti che operano sul campo di avere un interlocutore che proponga un approccio omogeneo su tutto il territorio nazionale. Concretamente si propone una "governance duale tecnico-politica", cosi' e' stata definita, dove al Comitato nazionale di coordinamento previsto dal DPR 309/1990 si affianchi un Osservatorio permanente con compiti non solo di consulenza ma di supporto, stimolo e accompagnamento, abolendo l'organismo pletorico rappresentato dalla attuale consulta degli esperti. Avra' una funzione non solo consultiva ma anche operativa per fare sintesi, tra l'altro, delle istanze regionali attraverso la partecipazione dei rappresentanti dei livelli territoriali. Con quella che e' stata chiamata presa in carico globale, si intende una attenzione alla persona con dipendenza che vada "dalla strada al reinserimento lavorativo, passando dalla scuola e dalla famiglia", soggetti fondamentali per accompagnare il percorso in particolare per quel che riguarda la prevenzione. Infatti, denunciano i proponenti, negli anni il sistema di intervento si e' tarato sempre piu' su un livello prestazionale per singola fase. Le dipendenze patologiche presentano, invece, la necessita' di un intervento integrato, sociale e sanitario. Un elemento che si ritiene ormai irrinunciabile e' la previsione di una normativa che tenga conto dell'inserimento anche delle dipendenze cosiddette comportamentali. Per quel che riguarda le risorse, si e' denunciato come la realizzazione, nel 2000, del Fondo Unico delle Politiche Sociali ha reso molto piu' complesso l'approccio globale descritto sopra perche' si sono sempre piu' ridotte nel concreto le risorse destinate alla prevenzione e alla riabilitazione. La proposta e' di istituire nuovamente un fondo dedicato a questi interventi, rifinanziandolo attingendo ai fondi attualmente destinati alle vittime della criminalita' organizzata. In particolare si chiede di destinare al Fondo l'80% delle risorse ricavate dalla vendita dei beni confiscati e il 50% delle somme di denaro confiscate a seguito di condanna per uno dei reati di cui al DPR 309/90. La Conferenza stampa e' stata seguita da diverse personalita' politiche presenti, trasversali a tutti gli schieramenti: Simona Malpezzi (PD), Sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento e Gabriele Toccafondi (Italia Viva) per la maggioranza; Matteo Salvini (Lega), Mariastella Gelmini e Maurizio Gasparri (Forza Italia), Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) per le opposizioni. A tutti e' stato rivolto l'invito ad avviare un percorso di riforma legislativa sulla base delle proposte illustrate e a dar vita ad un Intergruppo su queste tematiche.
 
 
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