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 ITALIA - ITALIA - Cannabis terapeutica. Pdl M5S
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4 ottobre 2017 7:14
 
Una proposta di legge che, in un solo articolo, prevede la possibilità per i malati di coltivare a casa un numero massimo di 4 piante di Cannabis per uso terapeutico, senza incorrere in alcuna sanzione ed in relazione a "patologie accertate con documentazione medica specialistica". A presentarla, in una conferenza stampa al Senato, i senatori M5S Lello Ciampolillo ed Enrico Cappelletti, annunciando la richiesta di calendarizzazione urgente del provvedimento sulla quale l'Aula del Senato si dovrebbe pronunciare entro oggi. La pdl, ha spiegato Ciampolillo, "parte da una constatazione di fatto: oggi i malati per i quali è consentito l'uso dei medicinali a base di Cannabis terapeutica devono spesso attendere anche mesi prima di poter ottenere il farmaco dalle farmacie, e questo perchè la Cannabis terapeutica, fornita dalle importazioni dall'Olanda e dall'Istituto chimico farmaceutico di Firenze, non è in quantità sufficiente e non riesce a soddisfare la domanda. Con la nostra pdl, prevediamo la possibilità di coltivare a casa un massimo di 4 piante a malato, proprio per poter garantire la continuità terapeutica a pazienti che non possono aspettare e hanno invece bisogno di una disponibilità certa e immediata di tale prodotto".
Proprio a causa della scarsa disponibilità nelle farmacie, ha rilevato Cappelletti, "i malati sono costretti molte volte a rivolgersi al mercato illegale, oppure coltivano comunque in proprio la Cannabis pur essendo nell'illegalità". Da qui la pdl del M5S che, contando un solo articolo, ha chiarito Ciampolillo, "può essere approvata in poche settimane ed arrivare all'approvazione finale entro l'anno. Penso ci siano i numeri per ciò". Quanto al ddl sullaCannabis terapeutica già presentato alla Camera e che dovrebbe arrivare al voto dell'Aula a metà ottobre, "si tratta di due provvedimenti diversi ed inoltre - afferma Cappelletti - non credo ci siano i tempi per l'approvazione del ddl alla Camera dato che siamo in fase finale di Legislatura. Ad ogni modo, se fosse approvato e arrivasse al Senato, potrebbe avere un andamento congiunto con la nostra pdl. Se non ci sarà però il via libera alla nostra richiesta di urgenza - ha concluso - sarebbe un segnale politico grave della non intenzione di affrontare un tema che interessa tanti malati in Italia". 
 
 
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