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 ITALIA - ITALIA - Cannabis terapeutica. Le difficoltà per reperirla
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18 marzo 2019 11:01
 
"In tutta Italia registriamo nuovamente enormi criticita' nel reperire cannabis medica e la situazione sta diventando insostenibile in un Paese dove persino la Costituzione ci dovrebbe dare garanzie attraverso l'articolo 32 (sulla tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo, ndr)". Inizia cosi' la lettera aperta che l'Associazione pazienti cannabis medica ha scritto al ministro della Salute Giulia Grillo per denunciare, come gia' aveva fatto a luglio 2018, che "la disponibilita' di alcuni fitocomplessi, Bediol, Bedica e Pedanios 22 in primis, sta mettendo in crisi la possibilita' di continuita' terapeutica di migliaia di pazienti". La portavoce e fondatrice dell'Associazione Elisabetta Biavati parla di "una situazione a macchia di leopardo in Italia, con pazienti che aspettano anche da 5 settimane". E trattandosi di persone, come la stessa Biavati, con malattie croniche "che vivono nel dolore 24 ore su 24, la situazione e' drammatica". La lettera e' stata diffusa un paio di giorni fa tramite i profili social dell'associazione e una prima risposta del ministero c'e' stata, "ci hanno chiesto spiegazioni, non ne sapevano niente. Sembra che, da parte loro, ci sia la voglia di capire, ma periodicamente la situazione si ripete e non possiamo essere sempre noi pazienti quelli che rincorrono i farmaci". Sono circa 2 mila le persone che, in Italia, fanno riferimento all'Associazione pazienti cannabis medica, "ma sui social ne raggiungiamo circa 10 mila". E le segnalazioni della mancanza di disponibilita' arrivano proprio da loro. "Un altro problema e' dato dal fatto che le farmacie non possono far sapere di avere a disposizione la cannabis medica perche' sarebbe considerata pubblicita' di stupefacenti - spiega Biavati - e non possono utilizzare per questi farmaci il sistema di ricerca utilizzabile per qualsiasi altra medicina per sapere in quale farmacia del territorio sono reperibili". Qualche mese fa, alcune farmacie erano state sanzionate con multe finoa 8 mila euro perche' avevano indicato ai malati dove trovare la cannabis medica. La conseguenza? "Che noi non sappiamo dove trovarli e le farmacie, non potendo dire che ne hanno, rischiano che rimangano invenduti e scadano. E' un'assurdita', dovremmo smetterla con questa ipocrisia". Nella lettera l'Associazione chiede al ministro di intervenire perche' la cannabis a uso medico sia dispensata secondo le stesse modalita' di tutti gli altri farmaci, sia garantita la continuita' terapeutica tramite il giusto apporto di produzione e importazione, sia integrato l'elenco delle patologie degli aventi diritto all'accesso alla terapia e alla sua erogazione tramite il Servizio sanitario nazionale, sia recepito l'articolo 18 quater della legge di bilancio 2018 per regolare le norme a livello regionale cosi' da non avere una disparita' nelle possibilita' di accesso alla cura in base alla regione di residenza, sia assicurata e aumentata l'importazione di prodotti a seconda delle necessita' reali dei pazienti e non venga a mancare la fornitura di quelli italiani, siano previsti corsi di formazione per tutti i medici, sia incentivata la ricerca su tumori, malattie neurodegenerative, epilessia e su meccanismi di funzionamento della cannabis, siano prese in considerazione iniziative di produzione regionale, siano definiti i criteri per consentire il rinnovo delle patenti di guida con la definizione dei limiti entro i quali, a fronte di un uso terapeutico dimostrabile e accertabile, non si incorra nelle limitazioni legate all'uso di sostanze stupefacenti.
 
 
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