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 ITALIA - ITALIA - Cannabis terapeutica. Le difficoltà di reperibilità per i pazienti
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16 novembre 2020 16:01
 
La signora Mara vive a Milano e ha una prescrizione di Bediol ma non riesce più a reperire il farmaco. E' una paziente oncologica con una rara patologia autoimmune che le procura dolore cronico, in più soffre di cefalea gravissima. Solo con la cannabis prescritta dal suo terapista del dolore ha iniziato a provare una sensazione di sollievo, ricominciando a condurre una vita che lei definisce finalmente "degna". Un estratto della sua mail inviata all'Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Salute e alla Scienza "Quando sei mesi fa l'anestesista mi ha prescritto la cannabis terapeutica ho pensato che fosse un traguardo. Invece era una partenza, il primo passo di un percorso travagliato e pieno di ostacoli. L'odissea di chi ha diritto alla cannabis inizia con la ricetta. Quella bianca (farmaco a pagamento) non può essere ripetibile, quella rossa (farmaco rimborsabile) non può essere dematerializzata. Perciò il paziente, magari paraplegico, o troppo debole per spostarsi, o sfinito dalle sofferenze, deve arrivare allo studio medico per richiederla, poi ritirarla e infine cercare una farmacia che sia in grado di preparare il medicinale. Tutto questo pure con la pandemia e gli evidenti rischi che ne conseguono. Ora è già la seconda volta in pochi mesi che mi trovo sprovvista del prodotto e questo rappresenta un grave problema. Siamo in tanti a soffrire così, a subire l'ansia di tornare in un attimo "all'inferno". Sono disperata e furiosa allo stesso tempo. Noi pazienti cronici siamo già abbandonati a noi stessi a causa dell'emergenza Covid, molti ambulatori sono ancora chiusi e i controlli rimandati. Ogni mese viviamo con l'ansia di non poter continuare la terapia. E per chi soffre di dolore cronico questo comporta uno stress notevole. In più ci sono alcuni cavilli burocratici che complicano le cose. Oltre al resto, il 23 settembre, è stata emanata una nota ministeriale che vieta ai farmacisti di consegnare la cannabis medica tramite corriere o servizio postale. Follia. Per la maggior parte dei pazienti l'unico modo di ottenerla è riceverla a casa".
 "Quotidianamente l'Associazione Luca Coscioni viene raggiunta da denunce di mancanza di cannabinoidi terapeutici - dichiara l'esperto di cannabis e droghe Marco Perduca, già senatore, che per l'Associazione Luca Coscioni coordina la campagna Legalizziamo! -. Il governo, oltre a raddoppiare le risorse per incrementare la produzione allo stabilimento di Firenze e aumentare l'importazione - anche senza gara d'appalto - deve andar oltre il monopolio della coltivazione perché sappiamo che non è in grado di sopperire al fabbisogno nazionale. Come misura necessaria e urgente c'è comunque la sospensione di qualsiasi tipo di sanzioni per chi coltiva cannabis per uso personale. "Il dolore trasforma il nostro corpo in una prigione - conclude Mara - Abbiamo bisogno di tornare liberi. Abbiamo bisogno di aiuto.
 
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