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Gli spacciatori dei quartieri a nord di Marsiglia che 'vivono ancora presso la propria madre'
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Articolo di Redazione
25 dicembre 2012 18:47
 
 “Perche' gli spacciatori vivono presso le loro mamme?”. E' a questa domanda che tenta di rispondere un documentario diffuso su “Les Pieds sur terre”, su “France e culture”, riportando le discussioni dei giovani dei quartieri a nord della citta' di Marsiglia.
La risposta: “perche' non hanno abbastanza soldi per pagarsi un appartamento”. Cosi' semplicemente. Perche' per i piccoli spacciatori de “La Castellane” o gli altri quartieri vicini, il commercio di cannabis non e' cosi' lucrativo, e cio' che guadagnano viene presto dilapidato. “Essi sono causa di danni”, dice la giornalista, che chiede: “Cosa fate la'?”. “Niente, siamo la', non facciamo niente. Si cerca di lavorare nel quartiere. Si osserva, si vende, si fa tutto. E se si puo' rubare, si fa anche quello. Tutto cio' che ci puo' portare del denaro”.
Alcuni si ricordano i loro primi passi. “Io tremavo. Come se fosse il giorno del ritorno a scuola dopo le vacanze”, racconta uno. Ma ecco che: “volevo andare al cinema, e non avevo soldi”. “Ho cominciato perche' ho visto intorno a me della brava gente che ne era gia' coinvolta. E perche' loro avevano gia' questo?... Io ho seguito il loro cammino”, spiega un altro. Che puo' finalmente acquistare dei vestiti griffati.
I giovani, tra 18 e 20 anni, descrivono un commercio ben rodato, organizzato, gerarchizzato. C'e' la sentinella, che guadagna tra 40 e 80 euro al giorno, il battitore, il venditore, che guadagna da 80 a 200 euro, il tagliatore e il magazziniere, da 100 a 200 euro, e poi “l'infermiera”, il gestore del territorio, e il padrone, che guadagnano rispettivamente 1.500, 6.000 e 10.000 euro al massimo in un mese. Si impara sul posto di lavoro, e si puo' rapidamente crescere di grado.
Si vende solo hashish ed erba. “Chi si e' dato da fare con la cocaina, sono tutti in prigione o sono morti”. Spiega uno dei due. Alcuni hanno perso degli amici. “Nel traffico degli stupefacenti non c'e' giustizia”. E raccontano anche i racket della polizia locale, i furti, i genitori che fanno ancora fatica. “Mia madre lavora come tutte le madri del quartiere, lei fa le pulizie. Avete mai visto una madre di questi quartieri in un ufficio?”, il quotidiano, gli spinelli. “Si fuma molto”. “In strada i francesi si nascondono per fumare, per rollarsi la propria canna. Il ragazzo di questi quartieri usa i propri spinelli come fosse una cosa normale, e' come se fossero legali, come se tu mettessi fuori di tasca il tuo pacchetto di caramelle. L'unico luogo in cui tu ti devi nascondere e' la famiglia, le perone anziane. Questi per noi rappresentano la polizia!”.
Ma, lungi dal soddisfarsi di un lavoro “facile” ma rischioso e poco stimolante, essi fanno i piu' grandi sogni. “Come la nostra vita cambierebbe se avessimo un lavoro, che fosse buono, stabile, con dei buoni guadagni. La mia ragazza,, un buon piccolo lavoro, la mia piccola automobile. E' questa la vita da sogno per me”.

(articolo edito sul quotidiano Le Monde del 25/12/2012)

 
 
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