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Sahel. Droga e terrorismo si danno una mano
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Articolo di Redazione
28 marzo 2019 12:35
 
Negli ultimi mesi oltre 10,4 tonnellate di cocaina sono state intercettate a Capo Verde e in Guinea Bissau. Si tratta di sequestri record nella regione e sollevano le paure di una connessione tra il traffico di droga in Africa occidentale e i gruppi islamisti che hanno visto in questo business un mezzo di finanziamento. All'inizio di febbraio le autorità capoverdiane hanno catturato una nave con bandiera panamense in cui sono state trovate 9,5 tonnellate di cocaina. Gli 11 marinai, tutti di nazionalità russa, che formavano l'equipaggio, sono stati arrestati, secondo Record TV Cabo Verde.
Il 13 marzo, lo stesso è accaduto in Guinea Bissau. La polizia ha intercettato un camion di pesce in cui sono stati trovati 800 chili della stessa droga. Tra gli arrestati c'è un consigliere del presidente del Parlamento del Niger, ha riferito l’agenzia stampa Reuters. Combinando le due operazioni sono state sequestrate droghe più dell'intera quantità di quella sequestrata nella regione tra il 2013 e il 2016, secondo i dati dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) nel World Drug Report 2018. Questo stesso documento afferma che i trafficanti di droga verso l'Europa sono pagati dai gruppi islamici legati ad al Qaeda e lo Stato islamico per proteggere le spedizioni che attraversano il Sahel e poi il Sahara. Anche se gli autori di questo rapporto non fanno molta chiarezza sul vero scopo di questa alleanza.
Il 2009 è stato l'anno in cui il traffico di droga nella regione ha raggiunto il suo massimo sviluppo. Fu allora, nel mese di novembre, nel bel mezzo del deserto del Mali, vicino alla città di Tarkint, dove non ci sono strade e non ci sono controlli radar, che apparve la fusoliera carbonizzata di un Boing 272. Aveva trasportato 10 tonnellate di cocaina dalla Colombia. Con l'aiuto di camion, le merci partirono verso nord e da lì verso l'Europa. A capo dell'operazione c'era Miguel Ángel Davesa, un ex poliziotto galiziano che si era stabilito in Mali dopo essere stato espulso dal corpo, e dove è diventato uno dei leader del traffico di droga dell'Africa occidentale. Per quel tempo, si stima che il 60% di tutta la cocaina venduta in Europa passasse attraverso il Sahel. Paesi come il Mali, il Niger e la Mauritania sono stati fondamentali in questo contrabbando. Nazioni, precisamente, dove Al Qaeda del Maghreb islamico (AQIM) è profondamente radicata.
Per arginare tale traffico, le Nazioni Unite e la polizia di diversi Stati (tra cui la Spagna) sono intervenuti per rafforzate magistratura e forze di sicurezza dei Paesi attraverso i quali passavano le rotte verso l'Europa. Da allora, tutto indicava che il traffico di droga fosse diminuito significativamente. Ma in realtà, ci sono stati diversi dubbi che l'Africa occidentale fosse ancora attraversata dai principali carichi di narcotici destinati in Europa, e queste recenti operazioni di polizia dimostrano che nella regione circolano ancora grandi quantità di sostanze stupefacenti.
Vi sono chiare indicazioni che il carico intercettato in Guinea Bissau sia collegato al finanziamento di AQIM. Questo è abbastanza inquietante, soprattutto quando si pensava che le azioni delle Nazioni Unite e l'intervento militare europeo nel Sahel, guidata dalla Francia, avessero posto fine a questa collaborazione.
Un forte aumento della produzione mondiale di cocaina, guidato dalla Colombia negli ultimi anni può contribuire a spiegare la rinascita del percorso dell'Africa occidentale. I trafficanti cercano di diversificare le destinazioni per non rischiare di correre maggiori rischi (cos’ il rapporto 2018 della Drug Enforcement Administration statunitense - DEA). Questo eccesso di prodotto sul mercato è stato probabilmente utilizzato dai gruppi terroristici che hanno base nel Sahel per cambiare le loro fonti di finanziamento. Hanno messo da parte i rapimenti per chiedere riscatti e hanno scelto di dedicarsi ai vantaggi del traffico di droga.
Non solo transito
Per anni, la Commissione sull'impatto delle droghe sulla governance, la sicurezza e lo sviluppo in Africa occidentale (WACD) ha avvertito che i criminali, soprattutto nigeriani, gestiscono le droghe provenienti dall'America Latina all'Africa occidentale. Questi intermediari sono pagati, normalmente, con una parte della merce. Che è anche venduta per il consumo locale, motivo per cui parte di quella cocaina rimane nella regione.
La droga che viene ricevuta da parte degli intermediari è molto pura ed ha prezzo molto alto, e per trarre profitto dalla sua vendita deve essere convertita in un prodotto poco costoso che possa essere acquistato dai consumatori di una delle regioni più povere del mondo. Questo è il motivo per cui viene solitamente miscelata con bicarbonato di sodio, che viene utilizzato principalmente per la cottura in forno, quindi facile da acquistare. Una dose di questa droga “trasformata” può essere trovata anche per meno dell'equivalente di 50 centesimi di euro. Di conseguenza, sempre più giovani di questi Paesi da cui la cocaina passa ne vengono coinvolti.

(articolo di Chema Caballero, pubblicato sul quotidiano El Pais del 28/03/2019)
 
 
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