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Pakistan. I pericoli del consumo di droga
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Articolo di a cura di Katia Moscano
26 giugno 2003 21:07
 
Riportiamo uno stralcio di un editoriale di Alauddin Masood (1) comparso sul quotidiano "The News International".

"Il consumo della droga ha assunto nel Paese proporzioni allarmanti con una grande concentrazione di eroinomani, e pensare che non molto tempo fa le droghe pesanti non erano conosciute". Questo e' quanto detto dal responsabile dell'Anti-Narcotics Force, Brig Saleem Akhund, in un seminario a Karachi. Nel Paese ci sono circa 4 milioni di eroinomani e la maggioranza ha un'eta' compresa tra 15/19 e 25/35 anni, e la percentuale di incremento e' del 7% annuo, cio' e' sconvolgente. Nel 1999 il Pakistan aveva il 25% del totale degli eroinomani del mondo.
Fino al 1979 si contavano 100 mila dipendenti da sostanze piu' blande dell'eroina, come l'oppio, la marijuana o l'hashish. Improvvisamente, quell'anno, ci fu il bando per la vendita, la preparazione e la consumazione dei narcotici, concentrando gli sforzi per dimezzare il flusso della droga. Ma non vennero prese adeguate misure, per di piu' lo squilibrio politico, protrattosi per tutti questi anni, ha fatto si' che ci sia, adesso, un numero enorme di eroinomani. Il dato preoccupante e' che i tossicodipendenti appartengano alle nuove generazioni, mentre prima il consumo riguardava soprattutto le persone anziane. Tradizionalmente, il Pakistan, e' sempre stato un Paese produttore di marijuana, ma i consumatori erano pochi e solo di questa sostanza. Dopo il terremoto del Bisham, nel 1970, furono inviate le morfine per aiutare la popolazione sofferente, che invece furono dirottate verso il commercio illegale e successivamente, per soddisfare la domanda, l'attenzione fu rivolta al Punjab.

Dopo il rovesciamento della monarchia iraniana, il nuovo Governo mise al bando tutte le droghe e impose la pena di morte per i trafficanti. Ma oramai era tardi, infatti i tossicodipendenti erano molti: nel 1973 c'erano 400 mila eroinomani su una stima di 1 milione di tossicodipendenti. La produzione di circa 200 mila tonnellate di oppio non era sufficiente per soddisfare la domanda. La risposta fu di rivolgersi ai trafficanti dell'Afghanistan, con i rischi dovuti alla presenza della forze sovietiche che, dal 1977, lo occupavano.

Il Pakistan vieto' l'uso e la vendita delle droghe dal 1979. Il suo divieto, con quello dell'Iran e dell'Afghanistan, rese il traffico dell'oppio molto difficoltoso. Cosi' fu diffusa l'eroina, piu' potente dell'oppio e con un mercato pronto. Essa fu venduta ad un alto prezzo e con un guadagno maggiore: 10 kg di oppio rendevano quanto 1 kg di eroina. I laboratori furono impiantati nei villaggi, facendo fronte anche alla domanda interna.

L'eroina e' dannosa per il cervello, ed e' un problema per la produttivita' del Paese e per la criminalita' che necessariamente si associa al consumo. Malgrado gli sforzi del Governo per impedire il traffico, ci sono molti traffici con gli Stati confinanti -India e l'Afghanistan.
Anche il commercio della droga si basa sulla domanda e sull'offerta, ed e' sulla prima che bisognerebbe intervenire. La storia ci insegna che i drogati non si controllano con una legislazione severa. La societa' deve occuparsi di queste persone: curandole e dando loro una nuova dignita'.

(1) Autore del primo libro scritto in lingua Urdu ( lingua letteraria ufficiale del Pakistan e India) sugli orrori del consumo della droga. Ha lavorato, negli anni `70, presso il Narcotics Control Board.
 
 
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