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Madonna che silenzio c'è oggi
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Articolo di Pietro Moretti
27 luglio 2018 13:59
 
"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale" (articolo 2 della Costituzione della Repubblica italiana).
L'Italia del dopoguerra e la stessa Unione Europea sono state costruite sul fondamento della inviolabilità dei diritti umani e civili dell'individuo, diritti travolti dai regimi populisti nella prima metà del XX secolo. L'inviolabilità di questi diritti non è solo a protezione dell'individuo che in questo o quel momento li invoca, ma a tutela di una società aperta e democratica, che non giudica né sanziona comportamenti quando non ledono la sfera di libertà altrui. Le opinioni, le credenze, l'appartenenza etnica e le more dell'individuo, anche quando ci disgustano, devono essere irrilevanti di fronte alla legge. Pena, lo slittamento verso quei regimi totalitari che abbiamo cercato di superare e lasciare per sempre nel passato. Per questo, sono state create Istituzioni come la Corte Costituzionale e la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu).
Purtroppo, su questo terreno, ci stiamo avviando verso una regressione mai vista nella nostra giovane storia repubblicana, che fino ad oggi aveva invece allargato la sfera dei diritti. Non passa giorno senza che il Governo italiano non aggredisca qualche individuo o gruppo di individui proprio in ragione delle loro opinioni, della loro etnia o delle loro preferenze. Insulti, umiliazioni, minacce, disprezzo. Dagli stranieri ai Rom, dagli omosessuali alle coppie infertili, dai 'drogati' ai carcerati, i diritti calpestabili sono infiniti. Un enorme terreno di gioco per i populisti di oggi. Si aggrediscono anche quelle Istituzioni preposte alla vigilanza dei diritti umani: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo diventa un manipolo di "buonisti" per aver sospeso lo sgombero di un campo Rom a Roma, ci spiega il ministro dell'Interno. Nel silenzio di quasi tutti coloro che potrebbero dire qualcosa e non lo fanno, il Governo celebra oggi quella che considera realmente come una doppia vittoria: umiliare tutti i Rom (non solo coloro che sono stati sgomberati) e al contempo violare orgogliosamente un'ordinanza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. 
Le leggi e le costituzioni, le corti e le altre istituzioni democratiche nulla possono senza il sostegno di cittadini consapevoli. Nel silenzio assordante della stragrande maggioranza di loro, pronti ad urlare e condannare i propri disagi ma raramente la violazione dei diritti fondamentali altrui, tutto è a rischio.
 
 
 
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