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Legalizzazione cannabis dall'estrema destra israeliana per le prossime elezioni
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Articolo di Redazione
24 marzo 2019 13:43
 
 La cannabis non conduce necessariamente al pacifismo, e può essere il cavallo di Troia per alcune forme di estremismo. E’ il caso della formazione israeliana Zehout (identità), considerata poco fino ad oggi, ma ormai accreditata nei sondaggi con 3/7 seggi alle prossime legislative del 9 aprile (su un totale di 120 deputati alla Knesset). Moshe Feiglin, fondatore e dirigente di Zehout, aveva già avuto un incredibile successo nelle librerie con la sua piattaforma elettorale “Essere un ebreo libero: Stato di Israele, istruzioni per l’uso”, che aveva anche temporaneamente detronato l’ultimo best-seller del filosofo israeliano Youval-Noah Harari. La proposta più popolare di Feiglin riguarda “la fine della persecuzione dei consumatori di cannabis” con la legalizzazione del suo commercio “come accade per la vendita di alcool”. Questa potrebbe attirare un elettorato giovane, senza dubbio meno consapevole della determinazione di Feiglin di espellere i palestinesi dai territori occupati.
Un’estrema destra disinibita
Ingegnere informatico di 56 anni, Feiglin è entrato in politica nel 1993 con la sua opposizione determinata agli accordi i pace israelo-palestinesi di Oslo. All’epoca animava un movimento di disobbedienza civile, chiamato “E’ la nostra terra”, che riusciva a fasi notare nonostante fosse un piccolissimo gruppo grazie ai blocchi dei roind-points, che fu causa di notevoli imbottigliamenti. Questo attivismo, che lo rende presto impopolare, gli crea anche dei notevoli problemi con la giustizia. Consapevole di una marginalizzazione di notevole durata, Feiglin decide di fare entrismo nel Likud, con l’intento di instaurare una corrente di estrema-destra nel partito storico della destra israeliana. Questa corrente “direzione ebreo”, trova adepti soprattutto fra i coloni, essendo anch’esso abitante nell’insediamento di Karnei Chomrom, vicino a Napluse.
All’inizio della seconda intifada, nel 2000, Feiglin chiede di sanzionare la popolazione palestinese di Napluse espellendoli verso la Giordania. E celebra la memoria del colono israeliano che, nel 1994, aveva massacrato 29 palestinesi che erano in preghiera a Hebron. Si presenta anche in concorrenza a Nettanyau per la direzione del Likud, ottenendo il 12% dei voti alle primarie del suo partito nel 2005, che poi divenne 24% nel 2007. Queste performance gli aprono le porte della Knesset, dove siede come rappresentante del Likud nel 2013-15, occupando anche il posto di vice-presidente del Parlamento. Al momento quindi lascia il Likud per creare il proprio partito, Zehout, con lo slogan di un ebraismo integrale del “Monte del Tempio”, che corrisponde alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Feiglin rivendica il passaggio del terzo luogo santo dell’Islam sotto il controllo esclusivo del Grande-Rabbinato, l’espulsione di tutti i palestinesi che rifiutano la sovranità israeliana su tutta Gerusalemme, nonché il trasferimento nella vecchia città di Gerusalemme della Knesset e dei ministeri.
Droghe dolci e diritto duro
Feiglin perora in generale l’annessione pura e semplice di Gerusalemme-est e della Cisgiordania, occupati dal 1967, nonché “l’aiuto all’emigrazione” della popolazione palestinese con un trasferimento massiccio verso la Giordania e altri Paesi stranieri. Sulla loro terra sarebbero autorizzati ad abitarvi solo i “residenti permanenti” che abbiano affermato la loro lealtà allo Stato di Israele e una molto piccola minoranza di “cittadini pieni”, riconosciuti come tali dopo una “indagine lunga e dettagliata”. Questo razzismo ha assunto e visualizzato una visibilità inquietante nella colonia stessa in cui Feiglin risiede: i genitori degli studenti di Karnei Chomron hanno ottenuto l’allontanamento del personale arabo addetto alle pulizie nelle loro scuole, rimpiazzati da cittadini israeliani, motivando col fatto “che la vita dei nostri figli è prioritaria, noi siamo dei razzisti e ci piace la razza ebraica”.
Il miglioramento attuale di Zehout nei sondaggi non potrà essere una realtà politica se questo partito non supererà la soglia di 3,25% dei voti, indispensabile per accedere alla Knesset. La popolarità di Feiglin dimostra in ogni caso che gli spazi dati da Netanyau alla destra estrema, ben lungi dal limitare la loro radicalizzazione, favorisce al contrario la loro espansione. La stigmatizzazione degli arabi israeliani da parte del primo ministro è già a buon punto. Peggio, l’alleanza che ha stabilito coi suprematisti di “Forza ebrea” è stata qualificata mediaticamente come “una buona dimostrazione di cinismo politico”. La candidatura del capo di “Forza ebrea” è stata invalidata dalla Corte Suprema, anche se questa formazione apertamente razzista, ormai integrata in seno ad un partito della coalizione governativa, parteciperà alle prossime elezioni.
E’ in questo contesto molto caricato dalla presenza di Zehout che il prossimo 9 aprile si capirà cosa succede. Un successo di Feiglin, senza offesa agli amici della cannabis, invierà soprattutto un messaggio di odio e violenza.


(articolo pubblicato sul quotidiano Le Monde del 24/03/2019)
 
 
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